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Come dice LeBron, ora siamo tutti re e regine, senza autocertificazione

Ci sono buone notizie per la ripartenza. Qui in Italia, almeno dentro la nostra regione, ci siamo tolti il legittimo strazio dell’autocertificazione. Quel foglio non ci servirà più, per il momento. Siamo tutti re e regine del nostro cammino, un po’ come dice LeBron James, anche se rivolto a una platea diversa.

La stella dei Los Angeles Lakers è orfano della sua palla a spicchi, quella che l’ha reso grande a tal punto da far vacillare Michael Jordan nella scelta tra Kobe Bryant e lo stesso LeBron. L’assenza del parquet non ha impedito al “Prescelto” di lanciare un messaggio di matrice universale.

Lo scenario, una cerimonia virtuale, dove il figlio di Akron, Ohio, è stato ospite di 3 milioni di liceali. Sono gli studenti a cui il virus ha tolto la cerimonia del diploma, quella del lancio del cappello per intenderci.

La “Class of 2020” non potrà godere di questo momento di aggregazione, così come i nostri maturandi non potranno urlare al cielo “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, ammassati nelle piazze d’Italia. Eppure, il “Re” ha invitato tutti a non perdere le speranze.

In pochi secondi di discorso sono stati molti i punti toccati. Dall’indipendenza al fuggire dal pensiero unico, dalla capacità di ribellarsi al farlo con rispetto. Il cuore di tutto, però, sta nella frase cardine: “Siete tutti re o regine”.

Ovviamente, non parliamo del ballo delle debuttanti presso l’Opera di Vienna. L’Opernball si mette da parte. LeBron, il “Re”, estende il suo titolo a tutti. Lo regala, senza alcun problema. Lo regala a ogni studente privato della cerimonia, ma al tempo stesso lo concede anche a noi.

Dicendo “Siete tutti re o regine” ci mette la corona in testa. Ci rende responsabili, ma al tempo stesso regali. Ci trasmette fiducia, ma ci scruta. Questo è un invito a essere liberi, ma con consapevolezza. Oggi, 18 maggio, questo discorso assume un significato ancora più grande.

Qui in Italia si riparte, tra “Re folli” e “Regine sanguinarie”. Non ci serve l’autocertificazione per spostarsi, ma ce ne serve una per indicare responsabilità e senso di appartenenza. Poi, come dice LeBron, saremo davvero tutti “re e regine” di noi stessi.

Tommaso Franchi

Nato a Roma il 30/07/1994. Diplomato al liceo classico Virgilio nel 2013. Dottore in Giurisprudenza con laurea conseguita presso l’Università degli studi Roma Tre nel 2018.
Dal 2018 iscritto al Master in Giornalismo LUMSA.
Stagista presso Fanpage.it. Collaborazioni con Roma Daily News e Basketincontro. Articoli per l'Amletico.

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