Calcio

Aduriz si ritira dal calcio: l’Athletic Bilbao saluta la sua quercia

Aritz Aduriz, classe 1981, giocatore simbolo, attaccante e capitano dell’Athletic Bilbao, ha annunciato questa mattina il ritiro ufficiale dal calcio giocato. Una decisione dolorosa, forse improvvisa, sopratutto se presa in prossimità (probabile) della storica finale di Copa del Rey tutta basca tra la Real Sociedad e lo stesso Bilbao.

Una decisione, però, necessaria. “È arrivato il momento, molte volte ho detto che il calcio ti abbandona prima che sia tu a farlo. Ieri – ha rivelato Aduriz sui suoi profili social – i medici mi hanno raccomandato di sottopormi a un intervento chirurgico, di mettere una protesi all’anca per cercare di vivere nella maniera più normale possibile la vita di ogni giorno. Purtroppo il mio fisico ha detto basta. Non potrò aiutare i miei compagni come avrei voluto e come meritano, ma la vita di un professionista è anche questa“.

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Heldu da unea. Askotan aipatu dut normalean futbolak uzten zaituela, zuk bera utzi baino lehen. Atzo bertan, aldakaren ordez protesi bat ezartzeko kirofanotik lehenbailehen pasatu beharko dudala esan zidaten medikuek, bizitza arruntean ahalik eta normaltasun gehienarekin aritzeko behintzat. Tamalez, dagoeneko nire gorputzak nahikoa dela esan du; ezin diet taldekideei behar eta nahiko nukeen moduan lagundu, hau da, ezin dut tajuzko ekarpen gehiagorik egin. Horrelakoa da ere kirolari profesional baten bizitza. Xinplea oso. Zoritxarrez, egoera askoz larriagoak egon badaude, oraindik pairatzen ari garen pandemiak zauri mingarriagoak utzi dizkigulako eta, beraz, guztion artean aurre egiten jarraitu beharko dugu. Bitartean, mesedez, ez kezkatu niregatik, hau bitxikeria baino ez da; ez kezkatu irudikatutako amaierengatik, elkarri agur esateko aukera izango dugulako. Beraz, heldu da agur esateko unea. Hemen amaitzen da niretzat ibilbide hau, oparoa, ahaztezina eta hasieratik amaieraino zoragarria. Eskerrik asko, bihotzez. . . Ha llegado el momento. Muchas veces he mencionado que el fútbol te deja antes de que tú le abandones a él. Ayer mismo los médicos me recomendaron pasar por el quirófano, mañana mejor que pasado, para colocar una prótesis que reemplace mi cadera e intentar afrontar, al menos, con la mayor normalidad posible la vida diaria. Desgraciadamente mi cuerpo ha dicho basta. No puedo ayudar a mis compañeros como me gustaría y como se merecen. Así es también la vida de un deportista profesional. Simple, muy simple. Desgraciadamente estamos viviendo situaciones mucho más graves y dolorosas; la pandemia que aún sufrimos nos ha dejado daños irreparables y tenemos que seguir combatiéndola entre todas y todos. Por lo tanto, no os preocupéis por mí, esto es solo una anécdota. Olvidémonos de los finales soñados, porque ya tendremos tiempo de despedirnos. Y sí, ha llegado la hora del adiós y así se acaba para mí este camino, inolvidable y maravilloso de principio a fin. Muchas gracias. #athletic #agur #adios #goodbye #aa20

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Aritz, in lingua basca, significa “quercia” e, anche in questo caso, i latini avevano ragione nell’affermare che, spesso, il destino personale fosse scritto nel proprio nome. In Aduriz l’Athletic Bilbao ha trovato la sua quercia: un simbolo di virtù, forza, coraggio, dignità e perseveranza.

Se si stacca un ramo verde di quercia e si appende sui travi, il ramo si conserverà verde molto a lungo, seccandosi solo quando le querce, dopo aver perduto totalmente le foglie, le rimetteranno per il nuovo anno.
Inoltre, poiché ha delle radici molto profonde, la quercia se incendiata nel rogo di un bosco, conserva intatte le radici sotterranee, danneggiandosi solo in superficie grazie al suo tronco spesso e compatto. Nonostante perda rami, foglie e il suo tronco sia tutto nero, l’anno seguente l’albero di quercia rimette le foglie, dimostrandosi praticamente indistruttibile ai segni del tempo.

Aduriz, forza e perseveranza in numeri

Centravanti fisico e tecnico, è il miglior marcatore della storia del club di San Sebastian nelle coppe europee con 34 reti, comprese in oltre 100 marcature complessive e realizzate in più di 10 stagioni. La sua estrema dedizione al lavoro gli ha regalato anche una sorprendente convocazione con la nazionale spagnola all’età di 35 anni, culminata con due reti (una all’Italia) e la convocazione ad Euro2016. Nell’ultima stagione, per chiudere in bellezza, ha regalato ai tifosi del “San Mames” la splendida rete in rovesciata contro il Barcellona.

 “Stiamo vivendo situazioni molto più gravi e dolorose, la pandemia che stiamo soffrendo ha già fatto danni irreparabili e dobbiamo tutti continuare a combatterla – continua Aduriz -. Quindi non preoccupatevi per me, dimentichiamoci i finali sognati, ma avremo tempo per salutarci. È arrivata l’ora dell’addio, si chiude così il mio cammino che è stato unico, indimenticabile e meraviglioso dal principio alla fine”.

Le radici dell’Athletic Bilbao, nonostante l’addio della “quercia”, resteranno sempre ben salde nell’orgoglio basco sopratutto grazie all’ultimo decennio targato Aritz Aduriz.

Antonello Gioia

22 anni, diplomato al Liceo Classico. Laureando in Comunicazione Sociale Istituzionale presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma. Scrivo per ilMilanista.it e collaboro con CittacelesteTV, Rai Radio 1 Sport e RadioSei.

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