Calcio

L’aria di calcio tedesco. Le immagini del ritorno della Bundesliga

Finalmente la palla è tornata a rotolare. Non nei nostri confini, ma in quelli teutonici. La Germania diventa la prima Nazione a far ripartire il calcio. Automaticamente, il primo Paese a realizzare un gol con il Covid-19 nelle nostre strade. Profumo di Bundesliga.

Tutti penserete, ora ci parla di Erling Haaland. Datemi tempo, perché il primo gol, a dire il vero, non è il suo. Lo segna Lee Jae-Sung, centrocampista sudcoreano dell’Holsten Kiel. Ben prima del massimo campionato c’era infatti la seconda serie. Già da lì si capiva quanto sarebbe stato tutto diverso. Gol, gomiti che si toccano e di nuovo tutti lontani, per evitare assembramenti evitabili.

Vincono di gran lunga le prime file degli stadi usate come panchine e la scala aeroportuale di Lipisa per mandare i giocatori a scaldarsi in tribuna. Soluzioni grottesche ma efficaci per garantire il distanziamento tra giocatori e tra tesserati. Anche se particolare, purché funzioni.

I minuti prima del ritorno della Bundesliga

Le immagini più interessanti arrivano nei minuti prima delle gare. Nuove ai nostri occhi, alle quali ci dovremo abituare per qualche mese. Non fanno notizia gli spalti vuoti, come si aspettavano tutti. Colpisce che i giocatori di tutte le squadre entrino piano, col sorriso sulle labbra.

Uno dei primi volti che mi appunto è quello di Timo Werner, bomber di razza del Lipsia di Julian Nagelsmann. Sorridente, colmo di beatitudine e felice di essere tornato in campo. Si gira verso la curva dei suoi tifosi, vuota. Applaude, ma non ironicamente. Batte le mani per la gente che, purtroppo, non potrà tornare a occupare quei posti per un bel po’.

Poi, il rovescio della medaglia. C’è il derby della Ruhr. Tutti ne parlano, tutti sono curiosi, ma ben prima della gara mi colpisce come i giocatori nelle panchine entrino piano, tutti distanziati. In panchina sembra ci sia timore di ricominciare, in campo si percepisce una netta voglia.

Il primo calcio non arriva da Dortmund per un semplice motivo. L’arbitro Aytekin ci mette un po’ ad entrare in campo, quando tutte le squadre erano già schierate. Niente riti, si comincia. Il calcio è tornato.

Il derby della Ruhr con un solo padrone, il Borussia Dortmund

La sfida tra Borussia Dortmund e Schalke 04 cattura gli occhi di tutti gli appassionati di calcio europeo. C’era una voglia immensa di ricominciare, a tal punto che in campo si percepisce una certa tranquillità, quasi come se l’entusiasmo avesse soppiantato la tensione.

I primi minuti passano infatti inosservati. L’unico che prova a sfondare ripetutamente è Erling Haaland, il giovane calciatore dell’anno. In campo giganteggia Thorgan Hazard, l’ombra di Eden, che prende il posto di Giovanni Reyna. Il piccolo americano si fa male nel riscaldamento. Il rischio è che scene simili diventino molto frequenti.

Su tutti i campi non segna nessuno. Ci sono parate, occhi sbarrati, ma tutti restano inchiodati sullo 0-0. C’è la strana sensazione che rende tutti convinti di una cosa: il primo gol del ritorno del calcio lo segnerà proprio Haaland, il futuro del calcio stesso. Così accade.

Ripartenza micidiale del Borussia, una di quelle che hanno il marchio Lucien Favre. La palla arriva proprio a Thorgan Hazar che con dolcezza serve Erling Haaland. Il norvegese è tutto solo. Schubert, pianista mancato, è trafitto. Il primo gol della nuova Bundesliga lo segna Erling Haaland, come se tutto fosse scritto nel destino.

Da lì in avanti è un monopolio giallonero. Il portiere dello Schalke 04 non ne combina una giusta. Rafael Guerreiro segna il gol del raddopio da un rinvio sbagliato dell’estremo difensore. Poi, sempre Schubert, si immobilizza davanti a un tiro centrale di Hazard. Tris, poi poker, siglato ancora da Guerreiro su assist di Haaland.

Ma l’immagine della storia è quella dell’esultanza della punta del Dortmund. Gol, tutti verso la bandierina, tutti incontro. Fermi. Un metro, qualche gomito che si tocca, due sorrisi e basta, si riparte. Il coronavirus ci avrà tolto l’esultanza, ma non l’entusiasmo.

Le altre gare della Bundesliga

Augusta e Wolfsburg si scontrano fino all’ultimo, ma poi arriva il novantunesimo minuto e Ginczek condanna le volontà di mister Zellner. Prima erano andati a segno Steffen per gli ospiti e Tin Jedvaj, ex roma, per l’Augsburg.

Nel pareggio a reti bianche tra Fortuna Düsseldorf e Paderborn vincono gli ospiti per il maggior numero di pali colpiti. Quattro contro zero. Meno amarezza per l’Herta Berlino, che espugna il campo dell’Hoffenheim con tre reti messe a segno.

Nella capitale tedesca si gioisce per l’inizio dell’era Labbadia e per i gol di Ibisevic – primo gol dell’ex nel calcio post pandemia -e Cunha. A sbloccare l’impasse l’autogol di Akpoguma.

Il Lipsia di Nagelsmann vede invece allontanarsi la Bundesliga. Sotto in casa col Friburgo per il grottesco tacco di Gulde, la pareggia con Poulsen, sbaglia con Schick e rischia di perderla con il gol di Koch. La Var annulla e Ragnick tira un sospiro di sollievo.

Finisce così un “Corto Viaggio Sentimentale“, come avrebbe scritto Italo Svevo. Un pomeriggio di fuga da un’aria pressante e pesante, nella speranza che non ci sia un ulteriori “Fermi tutti”.

Tommaso Franchi

Nato a Roma il 30/07/1994. Diplomato al liceo classico Virgilio nel 2013. Dottore in Giurisprudenza con laurea conseguita presso l’Università degli studi Roma Tre nel 2018.
Dal 2018 iscritto al Master in Giornalismo LUMSA.
Stagista presso Fanpage.it. Collaborazioni con Roma Daily News e Basketincontro. Articoli per l'Amletico.

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