Il “Lacrimosa” di Petrucci: “Così lo sport è destinato a morire”

Le lacrime di Petrucci sanno di idealismo e di speranza.

Foto dal profilo Twitter dell'Italbasket (@Italbasket)

Rispolveriamo quel genio di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella sua “Messa di requiem in Re minore” c’è il “Lacrimosa”, del quale la mente di Salisburgo scrisse solo le prime otto battute. Il tutto, lasciato incompiuto, venne poi completato dall’allievo Franz Xaver Sussmayr. Incompiuto, lacrimoso, morto. Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, incarna in pieno il “Lacrimosa” di Mozart.

Sulle colonne della Gazzetta dello Sport il “chairman” della Fip ha tirato fuori tutte le sue lacrime, al momento ideali, per sfogarsi contro il sistema sportivo stravolto dalla pandemia di Covid-19:

“Avanti di questo passo lo sport è destinato a morire. Mai abbiamo attraversato un momento così difficile, i dirigenti sono disorientati e scoraggiati. Non si può andare avanti alla giornata. Senza programmazione lo sport è destinato all’estinzione”

Che è un po’ il comune sentire di tutti, ma che lo dica un appassionato di pallacanestro o lo dica Petrucci non è la stessa cosa. Uno può avere il sentore della catastrofe, l’altro la vive dentro sè stesso e ci convive ogni giorno, vedendo sgretolarsi davanti ai propri occhi piccole e grandi realtà della pallacanestro e dello sport in generale.

Quelli del presidente della Fip non può essere un grido inascoltato, visto che le mancate iscrizioni ai campionati stanno crescendo come non mai. Si parla di estinzione, di morte, parole scelte con il misurino. Pensieri pesati al massimo, che Petrucci probabilmente si teneva dentro da tempo e che non riusciva più a trattenere nel suo cuore. Ora si è sfogato, ma poco è cambiato sul parquet e sul cemento.

Alcune squadre, come la Vanoli Cremona e la Virtus Roma, hanno rischiato fino all’ultimo di non potersi iscrivere. Altre non ce l’hanno fatto. Non si deve suonare il “Requiem” del basket. La palla a spicchi in alcune realtà non merita le ultime note della sua esistenza.

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