Anche la Super League femminile presto sugli schermi!

Caos e rivolte per la Superlega, ma presto ci sarà anche quella femminile

Un'azione dell'attuale Champions League femminile [foto @UWCL]

Un'azione dell'attuale Champions League femminile [foto @UWCL]

La Super League prenderà ufficialmente vita. Ancora non si sa quando, stando alle fonti di Sky si presume già da questo agosto, sebbene non ve ne sia ancora certezza. Ma rimane un cambiamento epocale per la storia del calcio.

I club fondatori di questo esclusivo torneo d’èlite attualmente sono 12: Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Manchester United, Liverpool, Manchester City, Arsenal, Tottenham, Chelsea, Juventus, Milan e Inter. Associazioni calcistiche blasonate, unite attorno ad una tavola rotonda di necessità secondo il loro punto di vista. Il neo presidente Florentino Perez lo spiega: “Siamo in un momento di enorme difficoltà, il calcio per colpa della pandemia ha perso 5 miliardi di euro“.

Il numero uno del Real Madrid illumina la via d’uscita più rapida: “L’unico modo per sopravvivere è generare nuovi introiti, che al momento possono arrivare solo dal mercato televisivo“. D’altronde lo stesso patron dei Blancos sostiene che “l’attuale Champions League non è attrattiva, lo diventa solo a marzo. La gente non vuole vedere partite contro squadre modeste“.

Così, nel mezzo del caos più totale, tra rivolte social e non, di società sportive e tifosi, accade l’inaspettato. Presto nascerà anche la Super League femminile.

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Il comunicato parla chiaro: “Dopo l’avvio della competizione maschile, non appena possibile, verrà avviata anche la corrispettiva lega femminile, per contribuire allo sviluppo e al progresso del calcio femminile“.

Peccato che l’annuncio della Superlega sia piombato a ridosso della nuova formula della UWCL. Un torneo composto da più partite con l’introduzione di gironi sul modello di quella maschile. Le vincitrici delle tre top league (Francia, Germania e Spagna al momento, le Campionesse in carica direttamente ai gironi, le altre 12 squadre invece a partire dagli spareggi. Un format dalle linee sinuose e coinvolgenti che purtroppo rischia di perdere credibilità con l’assenza di alcune delle squadre più importanti su panorama mondiale (Chelsea e Barcellona in semifinale quest’anno).

Il gioco vale la candela per tutti?

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Il vantaggio del caso, o meglio del progetto di JP Morgan, è che in futuro l’interesse verso il mondo rosa potrebbe accrescere sensibilmente. Così come il tasso tecnico delle squadre coinvolte nella competizione. Ma allo stato attuale i danni sarebbero troppi, il divario tra le partecipanti troppo ampio. Il Tottenham è nella seconda metà di classifica FAWSL, il Liverpool rimane in Championship un altro anno, l’Inter tira le cuoia in Italia.

Senza dimenticare le assenze delle squadre più blasonate dell’universo femminile, non coincidenti con il sistema maschile. Senza Olympique Lione (7 volte vincitrice UWCL), Wolfsburg, Bayern Monaco e PSG che spettacolo sarebbe?

Il pensiero di Lord Chesterfield torna alla memoria: “Qualsiasi cosa vale la pena di fare, vale la pena farla bene“. In particolare quando la domanda è se un progetto così elitario ed eccessivamente esclusivo valga il prezzo da pagare.

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