Champions League femminile, spazio ad un format più solidale: i dettagli

La Uefa stanzia 23 milioni per la competizione europea, 6 dei quali finiranno nel pacchetto solidarietà

Champions League femminile

Dal profilo Twitter di FC Barcelona Femení (@FCBfemeni)

Alla bufera separatista della Super League, che ha rischiato di spaccare il calcio maschile, la Uefa risponde con un atto di solidarietà sul fronte femminile, cambiando il format della Women’s Champions League. In un mondo dove conta più Mammona che i valori sportivi, il baluardo rosa del pallone resta un esempio di crescita, sostegno e sana innovazione.

Le lotte economiche continuano, ma stavolta si vince solo se si cresce tutti. Per questo motivo, è stato ideato un nuovo assetto per la massima competizione europea, che vigerà per tutto il ciclo 2021-2025; grazie a questo nuovo progetto, anche quei Club, che vivranno i più grandi scontri europei dal divano di casa, riceveranno dei fondi, al fine di sostenere tutto il movimento femminile.

La nuova Champions League Femminile

Per questo nuovo progetto sono stati stanziati oltre 24 milioni di premi, dei quali ben 5,6 verranno destinati al pacchetto solidarietà per le federazioni, divisi in base al ranking delle prestazioni passate. La Uefa garantirà così più soldi alle grandi squadre, fornendo al contempo ottime risorse anche a quei movimenti che sono in crescita.

Sul campo che cambia? Innanzitutto, ci saranno molte più partite. Il formato da 16 squadre a eliminazione diretta sarà sostituito dalla fase a gironi; quattro gruppi da quattro squadre ciascuno, con sfide di andata e ritorno. Insomma, la competizione si avvicina molto di più a quella maschile; l’assegnazione dei posti però, seguirà un lungo percorso di preliminari.

Ad entrare di diritto nella fase a gironi saranno solo: la campionessa in carica e le vincitrici dei campionati di Francia, Germania e Spagna. Gli altri 12 posti verranno assegnati a due tabelloni paralleli denominati “percorso campioni” e “percorso piazzate“, queste fase preliminari saranno disputate in forma di mini tornei.

Le formazioni italiane al momento partirebbero entrambe ad agosto: la Juve parteciperebbe tra “le campionesse”, mentre il Milan (a patto che non subisca un clamoroso tracollo) tra le “piazzate“, assieme anche alle terze delle prime sei federazioni nel ranking. Ricapitolando: le nuove regole entreranno in vigore nell’estate 2021, quando inizierà la rassegna sportiva, mentre la finale si disputerà il 22 maggio 2022 allo Stadium di Torino.

Diritti televisivi

La rivoluzione non si ferma al campo e coinvolge anche i diritti tv. La Uefa si caricherà la commercializzazione di tutta la competizione, producendo ogni partita e gestendo le sponsorizzazioni con i suoi partner ufficiali. Prima di questo nuovo formato, le istituzioni gestivano solamente la finale, lasciando l’onere del resto della rassegna ai Club partecipanti.

Per finire, durante il primo anno di vera e propria rivoluzione, ben otto giornate saranno programmate in modo da non sovrapporsi ad altre competizioni importanti, per garantire la massima visibilità al calcio femminile. La Uefa sta finalmente seguendo il consiglio di Oscar Wilde: “date alle donne le occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto“; noi aggiungiamo, “date alle donne la giusta visibilità e forse saranno capaci anche di conquistare il pubblico del grande calcio“.

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