…e come diceva Nino: “Fusse che fusse la vorta bbona”

Arriva il “Sì” del CONI: ripartono i campionati di Eccellenza Femminile

Eccellenza Femminile

Dal profilo Facebook di Ladispoli Women - College Life Italia (@ladispoliwomen)

Per un giorno vogliamo essere positivi e vedere la luce in fondo al tunnel. Vogliamo fare come Nino Manfredi, vestire i panni di un simil-‘barista de Ceccano‘, rispolverare il nostro romano e dire speranzosi: “fusse che fusse la vorta bbona! Magari mo l’Eccellenza Femminile, e tutto er carcio rosa, viè trattata co rispetto“.

Il CONI si è finalmente mosso e ha dato il via ai campionati minori, elevando le competizioni regionali a interesse nazionale. Grande è stata anche la spinta della Lega Nazionale Dilettanti (LND) e della FIGC, che si sono ripetutamente esposte per tutte le sportive. A quest’ora, un anno fa, a nessuna calciatrice di qualsivoglia categoria era permesso scendere in campo; oggi, invece, tantissime atlete dalla Serie A all’Eccellenza sono tornate a correre e a scontrarsi sul rettangolo verde.

Un gesto che restituisce dignità e rispetto ad un’intera categoria di atlete, che da mesi vedevano rimandati a data da destinarsi: allenamenti, partite e risposte. Una ripartenza necessaria che rinvigorisce gli animi e suggerisce l’effettivo concretizzarsi di un cambiamento nel sistema. Una decisione che ribadisce come tutto il calcio femminile sia importante, non solo quello destinato al professionismo.

Rinsaldare la base

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Le prime a tornare in campo saranno: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, Sicilia e Veneto. Per queste otto regioni la stagione d’Eccellenza Femminile 2020/2021 partirà l’11 aprile. E anche se molte ragazze non potranno sentire il fischio d’inizio quest’anno; già da oggi potranno almeno costruire la prossima stagione su basi più solide.

Il vento sta cambiando: la Figc è davvero decisa a rilanciare tutto il calcio rosa, rinsaldando le basi, curando le tante categorie e rendendo il giusto ad ogni atleta. Le istituzioni si schierano al fianco delle calciatrici, così che veramente nessuna venga più lasciata indietro o abbia paura di non poter giocare.

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