Kathellen Sousa e l’Inter, un binomio cosmopolita

Il pilastro portante della difesa dell’Inter, classe ’96 dallo strapotere fisico e un calcio “personale”

Il sorriso della brasiliana Kathellen Sousa [@Inter_Women]

Per consolidare la propria permanenza in Serie A l’Inter ha condotto una campagna acquisti di tutto rispetto. Prima Ilaria Mauro, poi Flaminia Simonetti, infine Kathellen Sousa. Lei che sulla carta è un arcigno difensore centrale e di fatto il nuovo pilastro portante della retroguardia nerazzurra.

Il profilo della brasiliana

Una classe ’96 dai primi passi “insoliti”, a centrocampo, poi il periodo da centravanti per via della sua altezza (1,80 m), infine la dislocazione in difesa.

Questa la sua attuale comfort-zone, anche e soprattutto per costituzione e principi di gioco. Oltre ad essere slanciata vanta una costituzione fisica non di poco conto e la sua presenza in area di rigore è palpabile.

Kathellen Sousa a capo della retroguardia contro il Sassuolo Women allo Stadio Breda, Sesto San Giovanni – Getty Images

Un buon guardiano a protezione della propria porta e una torre sfruttabile in area avversaria sui calci piazzati. Doti imprescindibili arricchite da peculiarità tecniche sviluppate col tempo, tra squadre e Paesi diversi.

Scarpette da calcio in Brasile

La storia di Kathellen narra che, al posto dei primi passi, la mamma le abbia insegnato a “muovere” i primi calci, per via della sua passione per il fùtbol. Un amore ricambiato dalla figlia, in estasi per la pelota, al contrario del papà invece poco sportivo.

Comincia dal fùtsal, costretta a praticare un calcio diverso da quello che si immaginava. Eppure un’occasione unica nella sua nativa Baixada Santista, soprattutto dopo la chiusura della sezione femminile del Santos nel 2012.

America-Francia e il Mondiale 2019

A conti fatti però si rivela un buon punto di partenza per Kathellen perché le permette di nobilitare le sue virtù tecniche con il gioco stretto, brevilineo e rapido del calcio a 5.

Tempo di levare le tende e la giovane centrale prende la via dei campionati giovanili statunitensi, venendo selezionata dal Monroe College. Un paio d’anni lì e poi le esperienze tra Louisville Cardinals e UCF Knights in NCAA Division I.

Nel 2018 sorvola l’Oceano Atlantico e i Pirenei per sbarcare in Francia, al Bordeaux e vive un’altra esperienza edificante. Qui firma il suo primo contratto (biennale con l’opzione per il terzo) da professionista e riceve la prima chiamata ufficiale dalla sua amata Seleção.

Il sogno di ogni bambina di vestire la prestigiosa maglia verdeoro diventa realtà e addirittura un anno dopo partecipa anche ai Mondiali di Francia, giungendo fino agli ottavi di finale.

Passa l’ultima stagione indossando la maglia della Girondina e a fine 2019-2020 saluta la Division 1 Féminine per abbracciare una nuova terra: l’Italia.

La maglia dell’Inter

Nuovo Paese, nuova lingua, nuova squadra, con tradizioni e nozioni di calcio tutte da scoprire. Ma fin dai primi allenamenti all’Inter Kathellen si sente accolta e compresa. Specialmente da coach Sorbi, che la vede come cardine indispensabile della sua retroguardia.

Infortunio di inizio stagione a parte, Kathellen Sousa è titolare fissa della difesa nerazzurra. I margini di crescita sono evidenti e la brasiliana è solo a metà del suo esordio in campionato italiano.

Con una lingua italiana ancora tutta da scoprire, ma il completo appoggio della squadra e dello staff, Kathellen Sousa si sta rivelando una scelta azzeccata.

Un contenitore di conoscenze calcistiche internazionali utili per l’Inter ambiziosa di quest’anno. Al punto da mandare in paradiso il club meneghino, battendo la Fiorentina ai quarti di Coppa Italia, in attesa della prima semifinale della storia.

Ambizioni societarie rispecchiate dalla fame di veterane e giovani prospetti, tra cui la stessa Kathellen Sousa. Nel nome di “Ordem e Progresso“, lo storico motto di Auguste Comte presente sulla bandiera del Brasile e per molti aspetti “Gps personale” del difensore.

Un mix di fùtbol e musica al ritmo del corazón di un club in crescita e quello di una giocatrice dal futuro roseo. Anzi, verde-oro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial