Passa la legge sul professionismo: il calcio femminile diventa “grande”

Nella stessa settimana le calciatrici nostrane si lasciano alle spalle il dilettantismo e conquistano l’Europeo 2022

Nazionale femminile

Foto dal profilo Twitter della Nazionale Femminile di Calcio @AzzurreFIGC

La storia del calcio femminile corre veloce. Negli ultimi anni non sono di certo mancate novità, cambiamenti e riconoscimenti. Ma la vera svolta è arrivata il 27 febbraio. Il Governo ha approvato la riforma dello sport e con essa ha decretato il passaggio al professionismo per le calciatrici nostrane.

Il coro di voci delle atlete italiane è stato ascoltato. La proposta di Spadafora è finalmente legge. “Dopo tanti anni la riforma dello sport è fatta e aprirà una strada di cambiamento per tutti e solo in meglio“, ha dichiarato l’ex-Ministro dopo l’approvazione dei decreti.

I sogni possono diventare realtà. Ogni bambina, ragazza, donna e atleta potrà finalmente vivere di ciò che ama. O almeno sperarlo. Il rispetto, la considerazione e le tutele dovute sono finalmente alla portata di tutte.

Cosa cambia col professionismo?

Finora i contratti delle atlete si limitavano a qualche decina di migliaia di euro all’anno. I club del femminile potevano far firmare esclusivamente accordi triennali (fino al 2018 erano solamente annuali) per un compenso non superiore ai 30mila euro lordi l’anno.

Alla cifra stabilita, se ne potevano accostare di irrisorie (tutte sotto le 100 euro) catalogate come bonus, premi-partita o risarcimenti trasferta. Niente a che vedere con i compensi percepiti dalle professioniste di tutto il mondo del calcio.

Il professionismo elimina ogni tipo di limitazioni. Decreta la fine dell’ingiustizia e apre la strada ad un nuovo mondo. Alle calciatrici di Serie A e B, che dedicando corpo e anima al calcio, sarà finalmente riconosciuto il giusto.

Grandi conquiste e piccoli traguardi verso il futuro

L’approvazione della legge arriva insieme alle qualificazioni per Euro2022. Una settimana di grande festa per le atlete nostrane. Vittorie che sanciscono la crescita del movimento femminile fuori e dentro il campo. Vittorie che ribadiscono la forza e la determinazione di club, dirigenti e atlete nel dare il giusto lustro al progetto rosa italiano.

E nonostante la grande gioia di alcuni esponenti del mondo del calcio, come Milena Bertolini, non sono mancate le lamentele e le preoccupazioni di tante società. Infatti, in un momento di crisi economica come questa, pensare di investire spaventa tutti.

Ma noi vorremmo ricordare, usando le parole dell’autrice Gail Sheehy, che “se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non viviamo davvero“. E per quanto ora possa sembrare difficile, faticoso e improduttivo, cambiare mentalità è necessario. Credere nelle nostre atlete, nella potenzialità economica del progetto e nella bellezza del calcio femminile è la chiave.

Vivere le emozioni che solo le ragazze della nostra Serie A possono darci, bearsi della loro gioia, della loro fame e dei loro sogni ci cambierà per davvero. E saremo trasportati verso realtà sconosciute, che miglioreranno la vita e le esperienze di tutti. Umanamente ed economicamente.

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