Borja Valero, il sindaco della Viola tornato nella sua Firenze

Il ritratto del centrocampista viola nel giorno del suo ritorno in campo con la maglia della Fiorentina.

Borja Valero, 35enne centrocampista spagnolo [foto @acffiorentina]

Il viola, un colore che racchiude diversi significati tra cui la creatività e l’ispirazione. Il giglio, un fiore elegante, simbolo che più rappresenta la fedeltà e l’amore. Viola e giglio nel calcio significano Fiorentina, ovvero la squadra di calcio che Borja Valero Iglesias, calciatore ispirato da tali virtù, custodisce gelosamente nel suo cuore.

Un cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra: si dona.

Gustave Flaubert

Il primo amore

Tutto nacque nel 2012, quando approdò in Toscana, conquistando in poco tempo la tifoseria grazie alle sue doti di leader, al suo carisma, ma soprattutto alle sue abilità di calciatore. Fu un colpo di fulmine, giurò il suo amore sotto l’emblema del leone di Donatello, che lo ha portato oggi, dopo un’onorata carriera, a tornare nella città di Dante. Borja e Fiorentina è come Paolo e Francesca, una passione pura. In quegli anni scambiare il pallone con David Pizarro, Stefan Jovetic e Giuseppe Rossi, tanto per citarne alcuni di quella splendida realtà, era un inno alla sua filosofia calcistica, un insieme di principi e idee semplici ma spettacolari. Che la Fiorentina esprimesse un bel gioco oppure no, o che Montella, all’epoca giovane allenatore, commettesse errori tattici d’inesperienza, una sola certezza riempiva di speranza lo stadio Artemio Franchi di Firenze: Borja Valero, il figlio adottivo venuto dalla Spagna.

Nel 2013 vinse il Pallone Viola, premio istituito da Violanews.com, perché classe cristallina e duttilità erano sotto gli occhi di tutti. Nonostante un periodo di flessione, del tutto normale anche per chi è considerato un top player, Borja continuò a illuminare gli occhi della Curva Fiesole, era il “tuttocampista” dalle favolose verticalizzazioni, dal recupero palla, dalla grande influenza. In terra natia lo definirono un calciatore sfortunato, in effetti fu sempre offuscato da nomi altisonanti come Xavi, Iniesta e Fabregas e non riuscì mai a conquistarsi un posto da titolare nella Nazionale Roja.

Borja Valero torna alla Viola: promessa mantenuta

Tu sai che l’amore è ogni cosa che dici; un sussurro, una parola, le promesse che fai. Tu lo senti nel battito del cuore del giorno. Tu sai che questo è l’amore.

Enya

Borja tempo fa ha dichiarato che avrebbe chiuso la carriera con la Fiorentina e tornando a vestire la maglia viola, ha probabilmente mantenuto la parola. È un amore vero, tanto da tatuarsi sul braccio le coordinate geografiche della città, postando la foto su Instagram e scrivendo: “Sulla mia pelle per sempre”

Il comunicato della società evidenzia il suo passato: Borja Valero è tornato a casa! Dal 2012 al 2017 è stato uno dei pilastri del centrocampo della Fiorentina che raggiunse la qualificazione alle coppe europee in 4 occasioni, rappresentando i nostri colori in 212 occasioni e realizzando 17 reti.

Un giocatore che non è mai passato di moda a Firenze, anche quando si è trasferito all’Inter, dove con Spalletti è stato un punto fermo del centrocampo, grazie alla sua qualità, a come gestire ogni fase di possesso palla, dando un’impronta inconfondibile alla sua squadra, lo stampo del grande calciatore. L’ironia della sorte volle proprio lui come marcatore in un Fiorentina – Inter. Non esultò ovviamente, per rispetto e per l’affetto viscerale verso la sua ex squadra.

L’accoglienza dei fiorentini

Oggi Borja Valero è la dimostrazione che un forte calciatore, nonostante gli anni passino inesorabili, rimane un baluardo per ogni squadra. I messaggi per lui si sprecano:

Bentornato a casa Sindaco! In bocca al lupo per questo secondo mandato, ti aspetto a Palazzo Vecchio!

È il post scritto sui social dal vero sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Firenze rispetta e onora ogni uomo vero. Bentornato Borja Valero!

È lo striscione trovato appeso ai cancelli del Franchi.

L’appassionato tifoso fiorentino non ha dimenticato quello che è stato anni fa, come le sue esultanze ad occhi lucidi fatte di urla appassionate simili ai ruggiti del Marzocco, e sogna quello che ancora potrà essere, chissà se come fattore campo, ma senza dubbio come simbolo, l’immagine del giglio che sul manto erboso non sfiorisce mai. Sta iniziando la nuova stagione e la Fiorentina è la prima squadra a scendere in campo contro il Torino. Lo farà nel suo stadio, purtroppo senza tifosi come da prassi dettata dal Covid-19, ma l’abbraccio virtuale per “il sindaco” è scontato e c’è la possibilità che parta da titolare. C’è solo un Borja Valero, dicono a Firenze e lui è nuovamente pronto ad immedesimarsi totalmente nella causa viola, mettendoci l’anima.

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