Chiama Roma 3030. Avviso per tutte: la Nazionale c’è

Allo stadio Olimpico I’Italia porta a casa un altro 3-0 alla Svizzera dopo quello nella gara d’esordio e accede agli ottavi di Euro2020.

L'esultanza dell'Italia dopo il secondo goal di Locatelli alla Svizzera [foto @uefaeuro2020]

L'esultanza dell'Italia dopo il secondo goal di Locatelli alla Svizzera [foto @uefaeuro2020]

Il 7 gennaio 1969 nasceva su Rai Radio 2 il programma “Chiamate Roma 3131”, trasmissione storica condotta da Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta, Federica Taddei, Paolo Cavallina e Luca Liguori che, nel tempo, ha rappresentato il primo tentativo in Italia di contatto diretto e senza filtri tra l’ascoltatore ed il mezzo di comunicazione. La sua programmazione si è interrotta nel 1995, ma, ad oggi, la ripeschiamo per celebrare ciò che da un secolo e più – nel giorno, tra l’altro, de La Partita del Secolo – unisce tutta l’Italia – si veda per conferma la foto dell’articolo – sotto un unico Tricolore: la Nazionale.

Chiamate Roma 3-0 (vs Turchia) e 3-0 (vs Svizzera)

Allo stadio Olimpico di Roma, infatti, Insigne e compagni hanno portato nelle case degli italiani un altro 3-0 dopo quello rifilato alla Turchia nella gara d’esordio; vittima, questa volta, la Svizzera di Petkovic, annichilita e impotente di fronte ad una squadra, quella azzurra, che sa perfettamente quel che fa e sa perfettamente farlo bene.

È questo, secondo me, che può davvero segnare la differenza in una competizione come gli Europei. Se si ha un gruppo collaudato – e l’Italia lo è -, se si ha un gioco ben delineato nella mentalità e nella tattica – e l’Italia lo propone da mesi – e se esso viene praticato da individualità di medio-alto livello ci si può davvero togliere delle soddisfazioni. In tornei del genere, infatti, non basta avere la squadra più forte; sono tanti gli esempi di piccole che hanno clamorosamente fermato le grandi (ricordate, per esempio, il recente Iran capace di far faticare le big Spagna e Portogallo nell’ultimo Mondiale?), perché il giocare per il proprio Paese spinge tutti a dare quel qualcosa in più tanto da coprire, per quel che è possibile, anche eventuali differenze tecniche.

È chiaro che se nella rosa a disposizione siano presenti top player assoluti (si pensi alla Francia di Mbappé, Kante, Pogba, Benzema, etc) è più probabile che si riesca a vincere ed è ovvio che si sia i favoriti, ma è altrettanto realistico affermare che l’Italia, anche senza fuoriclasse di altissimo livello, possa dire la sua. Le semifinali, a parer mio, sono un obiettivo concreto, anche provando a sviscerare eventuali accoppiamenti per i prossimi turni.

La Nazionale è già avanti

In questo momento gli Azzurri di Roberto Mancini sono matematicamente qualificati agli ottavi di finale; resta da decidere se da primi o da secondi pareggiando o vincendo nell’ultima gara di domenica contro il Galles e, sopratutto, contro di chi: col primo posto nel girone l’Italia giocherà il suo ottavo sabato 26 giugno a Londra contro la seconda del girone composto da Olanda, Ucraina, Austria e Macedonia.

Con questa Nazionale, d’altronde, si può già guardare più in là: i due 3-0 nelle prime due gare, conditi da prestazioni belle nel gioco e nello spirito, siano da allarme per tutte le nostre rivali: la Nazionale, anche senza i big di un tempo o dell’attuale Francia, c’è e ci sarà. Aspettiamo avversarie più quotate, certamente, ma ciò vediamo da mesi – riassunti bene nei numeri prima citati – non è frutto del caso, ma di un gruppo forte, basato su un gioco solido basato e su individualità di bel livello. Chiamano da Roma 3030 e avvisano: avanti Azzurri, avanti Italia!

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