C’mon Blues! L’evoluzione del Chelsea dall’arrivo di Tuchel

Da squadra confusionaria e priva di identità, a realtà concreta in Premier e in Champions. Thomas Tuchel, al Chelsea, ha compiuto un piccolo capolavoro.

tuchel chelsea

Dal cambio di modulo, passando per la valorizzazione degli interpreti, il tedesco Tuchel ha riesumato un Chelsea spento e demotivato.

Erano tutti quanti scettici quando venne annunciato Thomas Tuchel al Chelsea. Non tanto per l’allenatore in sé, ma per l’addio di Frenkie Lampard, vittima di una campagna mediatica nettamente ingiuriosa nei suoi confronti.
Il tecnico, ex leggenda, di Blues, dopo una stagione super travagliata e l’esplosione di tanti giovani, non è riuscito a convincere al suo secondo anni. Vedi una campagna acquisti faraonica, ma poco congeniale al suo stile, o per una questione prettamente pratica dettata dall’esperienza. Fatto sta che l’arrivo di Tuchel, dopo un percorso “deludente” al PSG, non aveva entusiasmato gli addetti ai lavori, né tantomeno i tifosi.

Chi se lo sarebbe aspettato? Dopo pochi mesi il professore tedesco è riuscito a donare, a questa stagione calcistica, una delle squadre più convincenti del panorama internazionale.

Giovani diventati certezze [fonte @ChelseaFC]



Il primo passo verso la rinascita della squadra londinese è passato dalla valorizzazione di alcuni interpreti lasciati in disparte dalla precedente gestione. Ecco che Havertz, Christensen, Alonso, Rudiger, dopo una prima parte di stagione da seconde scelte (alcuni anche terze), sono entrati nelle rotazioni fisse della squadra, fino al difensore ex Roma che è divenuto imprescindibile.
Il problema principale, che è stato messo in evidenza sin dall’inizio dell’anno, è stata l’effettiva abbondanza di giocatori, con conseguenti “doppioni” e l’impossibilità di costruire un modulo adeguato per potere valorizzare i singoli.

Lampard si è visto modificare costantemente il sistema di gioco con i relativi interpreti, ma senza donare un’effettiva identità di gioco ai suoi.
Tuchel, invece, in pochissimo tempo è stato chiaro è conciso:” One step beyond” come direbbero i tifosissimi blues dei Madness.
Un passo alla volta e si conquista la meta, fino a vedere il vero Chelsea.
E così è stato. Modulo 3-4-2-1 con Mendy in porta, Rudiger, Thiago Silva e Azpilicueta a comandare la retroguardia, l’immancabile duo KanteJorginho in mediana. Sugli esterni gli imprescindibili Chilwell e James (questo ragazzo non poteva essere un semplice comprimario) e in avanti spazio alla fantasia, con i vari Mount, Pulisic, Werner e Havertz pronti a girare. L’unico immancabile lì davanti è, e sarà, sempre Hakim Ziyech.

Il mago marocchino, arrivato dalla fucina di talenti dell’Ajax, si è imposto passo dopo passo, nella formazione londinese. La sua imprevedibilità è l’arma in più lì davanti nella squadra di Tuchel.
L’anarchia degli anni passati è stata leggermente levigata, ma senza togliere quel pizzico di follia che ne caratterizza le giocate. Al resto, ovviamente, penseranno i ben più ligi Timo e co.
Il ruolo di centravanti, invece, spesso e volentieri è stato occupato da Havertz, divenuto falso nueve sotto la guida tedesca e che sta provando a ritrovare lo smalto dei tempi andati.

Giroud e Abraham, nel frattempo, sono sempre pronti a cogliere le varie opportunità date, con il primo, purtroppo, conscio di essere arrivato alla sua ultima stagione a Londra.

Il valore aggiunto donato dal tecnico ex Borussia, però, è stato l’approccio difensivo. Il Chelsea, dal suo arrivo il 26 di Gennaio, in 19 partite totali ha subito soloe 9 reti (di cui 5 contro il WBA).
Ha totalizzato ben 14 clean sheet, raggiungendo la semifinale di Champions contro il Real Madrid, la finale di FA Cup e un quinto posto in campionato a meno 2 punti dal terzo posto.
Una solidità difensiva eccezionale e  senza precedenti che ha reso il Chelsea la seconda difesa del campionato, alle spalle del City capolista.

In questo caso, pertanto, il miglior attacco è risultato essere la difesa. Thiago Silva, con al suo fianco Rudiger e Azpilicueta, non ha dovuto soffrire i ritmi e l’atletismo della Premier, riuscendo così ad ovviare ai limiti dati dall’età. In porta, invece, dopo l’incerto Kepa, il buon Mendy ha dato nuovamente serenità al reparto, facendo cose semplici e funzionali.

Cartina da tornasole di questa stagione è, senza dubbio, la convincente vittoria in FA Cup contro il City. L’1 a 0 firmato Ziyech nasce da una prestazione perfetta, dove i ragazzi in blu non hanno sbagliato assolutamente nulla.

I risultati, pertanto, sono arrivati grazie ad un lavoro metodico che, a noi, è parso quasi semplice, ma è figlio solamente di un genio calcistico ed eccezionale come quello di Tuchel.
Non sappiamo se a fine stagione i tifosi potranno festeggiare qualche trofeo, ma per come era iniziata, non potranno far altro che incensare di meritate lodi questa squadra e questo eccezionale allenatore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial