Commisso: “Voglio distruggere il ‘Franchi’, lasciate investire chi vuole investire”

Le parole del patron viola sul nuovo stadio della Fiorentina.

Rocco Commisso, patron della Fiorentina [foto @acffiorentina]

Il problema degli stadi in Italia è noto a tutti: gli impianti sono fatiscenti, non adatti ad una partita di calcio e non comodi per i tifosi; a peggiorare la situazione, come al solito, ci sono tutti quegli impasti burocratici che impediscono ai privati – come le società di calcio – di avviare un nuovo progetto.

Chiedere, per info, a Roma, Milan, Inter e, in ultimo, alla Fiorentina, club vogliosi di regalare ai propri tifosi un impianto moderno bloccati sempre sul più bello. Nella giornata di ieri si è espresso a tal proposito il patron della Fiorentina, Rocco Commisso: “Io voglio distruggere tutto e rifarlo“, ha detto riferendosi al “Franchi” uscendo da Palazzo Vecchio e da un colloquio col sindaco Nardella.

Va fatto – ha proseguito Commissoper Firenze e per i tifosi, lasciate investire chi vuole investire. Ora si deve andare a Roma, al Ministero dei Beni Culturali, e mostrare ciò che vogliamo fare: spero che l’emendamento appena approvato sia stato fatto in questo senso. Ci sono problemi sismici, cadono i calcinacci, ci piove sopra, è veramente una cosa brutta. Mia moglie non è voluta entrare nei gabinetti. Firenze non si merita questo, ma una cosa bella, moderna, che aggiunge bellezza alla città. E i tifosi devono essere fieri del proprio stadio”.

La situazione “Franchi” e tutto il resto… molto italiano

Una situazione, come direbbe Stanis La Rochelle nella Serie TV italiana “Boris”, molto italiana. Già, perché di fatto siamo sempre abituati a questi tira e molla tra comuni, privati e sovrintendenze; siamo abituati ai progetti che darebbero lustro alle nostre già bellissime città accantonati in un angolo a favore di chiacchiere futili, di mosse politiche e… non solo.

Commisso, per questo motivo, sembra partire molto agguerrito: “Non si può vedere una partita dalla curva, persino i vetri si appannano. Come posso chiedere i soldi ai tifosi per vedere una partita in queste condizioni? Sono più ottimista rispetto a qualche mese fa, ma dipende sempre da cosa ci fanno fare. Se il Ministero non ci darà l’ok, si terranno il Franchi così com’è. E coloro che ci diranno di no poi si prenderanno le proprie responsabilità. Controllo, velocità e tempi giusti, queste sono le mie condizioni. Il Franchi non è il Colosseo. Non voglio buttare giù il Ponte Vecchio, ma un impianto che in un Paese normale nel ventunesimo secolo non dovrebbe esistere”.

Un americano, di origini italiane, che torna in Italia dagli Stati Uniti per dirci che le nostre strutture non sono moderne e che urge costruirne di nuove senza che lo Stato intervenga economicamente. Dobbiamo sempre farci riconoscere: quanto siamo italiani, direbbe Stanis.

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