Conference League 2021/22: Alla scoperta della nuova competizione Uefa

La Conference League è ormai giunta. Andiamo alla scoperta di questa nuova competizione UEFA.

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La Conference League, almeno per le sue battute iniziali, ha un livello inferiore rispetto alle altre competizioni europee, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, anche qui si celano sfide emozionanti

La nuova Conferece League è una competizione particolare, estremamente meritocratica, dove tutti partono dalla stessa posizione e devono affrontare la medesima scalata. Un torbido pantano dal quale si può uscire solo con le proprie forze. La prima parte della competizione, dando accesso a molte nazioni che negli ultimi anni non sono state rappresentate a livello internazionale, ha un livello leggermente più basso della sorella Europa League, ma le sorprese sono dietro l’angolo.
In attesa che le pretendenti al titolo più convincenti scendano dalle altre coppe, andiamo a scoprire le squadre che compongono questa prima fase.

Lo splendido esordio di Lorenzo Pellegrini [fonte @europacfnleague]

Le candidate al titolo: Roma; Tottenham

Rispetto alle altre squadre presenti nella competizione, gli organici di Roma e Tottenham sembrano dei titani insormontabili. Rose ricche di campioni e talenti affermati, con guide tecniche salde ed esperte. Realtà che, almeno sulla carta, potranno soffrire concretamente quando le terze classificate dell’Europa League scenderanno negli inferi della Conference League.
I giallorossi, dopo l’arrivo entusiasmante di José Mourinho, sono seriamente candidati alla vittoria finale. Il coefficiente Uefa li vede dominatori assoluti di questa realtà. L’impegno economico della nuova dirigenza è stato estremamente importante, capace di portare nella capitale Rui Patricio, Shomurodov, Vina e Abraham (oltre ad aver mantenuto i talenti). Dan e Ryan Friedkin hanno tracciato un solco netto rispetto alla precedente presidenza americana, dimostrando la volontà di portare a casa un trofeo dopo anni di agonia.
La migliore delle garanzie, a tal proposito, è ovviamente il tecnico portoghese natio di Setubal. Lo Special One ha già trasmesso alla squadra i suoi diktat, i propri principi e il proprio fuoco. I ragazzi ardono e non vedono l’ora di seguire l’allenatore anche in trincea.
Che sia la volta buona che a Roma, sponda giallorossa, possa finalmente attecchire la mentalità vincente? Solo Mou potrà riuscire in un’impresa tanto epica.

Se a Roma hanno la bocca asciutta da anni, a Londra, sponda Spurs, si potrebbe dire che si ritrovano in un vero e proprio digiuno forzato. Mentre le altre compagini londinesi continuano ad arricchire il proprio palmares, il Tottenham è in un limbo costante.  L’arrivo di Nuno Espirito Santos, la permanenza di Harry Kane, e il consolidamento di una rosa importante, sono segnali positivi per l’ambiente e i tifosi. Peccato che, alla prima sfida di “livello”, gli Spurs siano riusciti a steccare l’esordio di Conference League ottenendo un pareggio contro il Rennes.
Qualora Son, Kane e Lucas dovessero ingranare e riuscire a comprendere i meccanismi del tecnico, e la rosa dovesse iniziare  a mostrare il suo reale valore, allora sì, avremmo davanti agli occhi una squadra capace di arrivare agilmente in finale.

Continua l’ottima marcia dello Slavia [fonte @europacfnleague]

La possibili sorpresa: Slavia Praga

A Praga, l’anno scorso, i tifosi si sono esaltati e non poco. Il cammino dello Slavia in Europa League è stato entusiasmante, e ha messo in mostra numerosissimi talenti che, durante l’ultimo Europeo, hanno farcito la selezione nazionale.
Tra Tecl, Stanciu, Plavsic e Masopust, lo Slavia ha a disposizione un grande potenziale. Una squadra arrembante che, anche davanti ad una big, non tira mai indietro la gamba. Una candidata al titolo finale? No, ma mai dire mai nel calcio, perché l’Est Europa spinge per tornare ai fasti di un tempo, e il talento ha rinsaldato le fondamenta di questo sogno.

Da tenere d’occhio: Feyenoord

Il Feyenoord è stufo di essere il fanalino delle big olandesi. Negli ultimi anni ha contribuito alla crescita di numerosissimi talenti orange e adesso è tempo di raccogliere il frutti di questo lavoro. Dai talenti Malacia, Til e Kokcu, fino alle certezze Senesi e Toornstra. La squadra di Rotterdam è in tutto e per tutto una formazione costruita sull’ideale immaginifico del calcio olandese. Il tecnico Arne Slot con il suo 4-3-3 fluido propone un gioco intrigante e ricco di spunti. La ricerca della verticalizzazione dopo un palleggio aggressivo che ruba centimetri all’avversario e un gengepressing continuo, sono le armi principali di una squadra che potrà dire la sua anche contro i grandi della Conference League.

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