Cosa avrebbe provato il Milan con il Marakana pieno

Alla scoperta del Marakana, uno degli stadi più inquietanti del mondo, casa della Stella Rossa e teatro di storie assurde.

marakana

Il Milan affronterà gli ostici ragazzi di Stankovic in una trasferta che, fortunatamente per gli italiani, sarà a porte chiuse

“SEVER CELI SADA SE VESELI , CRVENO BELI , AJMO U NAPAD ZAJEDNO, SA SEVERA NEKA PEVA SVAKO, NEK GRMI JAKO ZVEZDA ŠAMPION!”

Così cantano dal 2013 i tifosi della Crvena Zvezda, o più comunemente conosciuta come Stella Rossa, dagli spalti del Marakana. L’imponente struttura di Belgrado capace di trasformarsi in un girone infernale dominato da cacofonie, bombe carta e fumogeni rossi. Un viaggio extracalcistico in grado di incutere timore in qualsiasi avversario, sin dal tetro tunnel che porta i giocatori sul terreno di gioco.

La carica dei tifosi per i propri eroi [fonte @crvenazvezdafk]

I Delije tanto cari alla Tigre di Arkan, sono da sempre il VERO 12esimo uomo della formazione bianco rossa, capace di rendere il Marakana una fortezza inespugnabile. Tanto da aiutare la formazione serba a divenire delle più temute in Europa negli anni ’90.

I ragazzi bianco rossi, cresciuti a pane, calcio e violenza, sono stati un tassello fondamentale della storia moderna della Serbia. Di giorno guerriglieri ultra nazionalisti. Di notte lancia cori dal 1989. Ultras che, oltre alle vicissitudini extra campo, hanno dato vita ad una delle più grandi, e affascinanti, rivalità della storia di questo sport: Delije contro Grobari.
Eroi contro Becchini. Stella Rossa contro Partizan Belgrado.

Ma le faide non sono solo tra opposte fazioni, ma anche all’interno della curva stessa. Celebri furono gli scontri, di qualche anno fa, tra sotto gruppi diversi per il possesso dell’agognata curva. Luogo sociale dove le istituzioni non hanno più valore. Ambiente dove la tribalità sopravvive e lo Stato muore. Un microcosmo estremamente affascinante e galvanizzante per qualsiasi sociologo e, soprattutto, per i più folli appassionati di questo sport.


Attenzione però, ricollegare i Delije unicamente alla violenza sarebbe un errore troppo superficiale, nonché grossolano. La Stella Rossa si è guadagnata la nomea di squadra con gli ultras più caldi d’Europa soprattutto grazie a sciarpate, cori, striscioni, fumogeni, coreografie e trasferte infinite. Un attaccamento ai colori, così forte e acceso, da ricevere encomi da tutti i gruppi organizzati più importanti del mondo.

La tifoseria serba, purtroppo per tutti gli amanti di questo sport, ma per fortuna dei giocatori di mister Pioli, non potrà assistere nello stadio ad una partita dal sapore vintage, figlia di un calcio che non c’è più.
I ragazzi di Stankovic, però, potranno comunque mettere in difficoltà i rossoneri, soprattutto nella speranza che il periodo di annebbiamento, post sconfitta spezzina, possa proseguire.

La Stella Rossa, al momento, è prima in classifica con sei lunghezze di vantaggio rispetto ai nemici acerrimi del Partizan. Oltretutto, l’ex stella dell’Inter, ha potuto abbracciare un nuovo gioiello durante il mercato di gennaio: Pippo Falco (arrivato dal Lecce).
Il fantasista ex Salento, avrà l’occasione di confrontarsi con una realtà estera affascinante come quella serba, oltre a poter mettere ulteriormente in mostra le sue incredibili qualità.

L’italiano dovrebbe partire titolare dietro un’altra conoscenza nostrana quale Diego Falcinelli che, da bravo girovago quale è, ha deciso di stanziarsi anche in Serbia per provare a dire la sua con i colori della Stella.

Falco al suo esordio con la maglia della Stella [fonte @crvenazvezdafk]



Oltre al fattore campo e le possibili giocate di Falco, però, cosa potrà offrire la Stella Rossa nel suo Marakana?
La squadra di Stankovic è estremamente umorale. Con una volontà di ferro,  ma pesantemente condizionata dallo stato di salute dei suoi fantasisti. Da Katai a Gavric, passando per Ivanic. Stelle croce e delizia del calcio dell’Est, supportati da una squadra granitica. Una solidità nella retroguardia ben messa in evidenza anche in Europa, che permette alla trequarti campo di poter agire con totale fluidità e libertà.
Il Milan, sostanzialmente, dovrà fare molta attenzione sul gioco degli esterni, ponendo una particolare attenzione sull’attacco della profondità. Stankovic ha il vantaggio di avere molti ragazzi capaci di giocare liberamente anche con palla coperta, e questo obbligherà gli uomini di Pioli a ottenere una corposa mano dalla mediana.

Rivedibile, invece, la tenuta mentale dei ragazzi serbi. Non avere degni avversari tolto il Partizan e il Vojvodina, non offre un grande allenamento per la solidità dei difensori sui ’90 di gioco. L’opzione migliore che avranno i rossoneri sarà quella di martellare costantemente gli avversari, senza permettergli di avere momenti morti di partita, nei quali sono capaci di poter esprimere tutto il loro valore.
Attimi che, per l’appunto, vengono spesso ottenuti tramite una frammentazione del gioco dovuta alla dirompenza fisica dei giocatori della Stella.

La sfida al Marakana permette agli appassionati di tutto il mondo di tornare a rivedere le emozioni di un calcio che non c’è più. L’assenza del pubblico sarà una gigantesca perdita per tutti gli amanti di questo sport, ma Kessié e co. saranno ben lieti di non avere una simile pressione dagli spalti.
Nella speranza che questa gara sia semplicemente il preludio al possibile ritorno degli agguerriti serbi sugli spalti, non ci resta che sperare nei folli cori fuori dallo stadio e in qualche assurda coreografia durante l’arrivo dei ragazzi.

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