E al decimo giorno la Serie A ha i suoi Fab Four

Alla decima giornata in testa alla Serie A ci sono le quattro Fab Four del campionato.

Ibrahimovic, Lukaku, Cristiano Ronaldo e Insigne guidano le Fab Four della Serie A

40 anni fa, all’ingresso della sua casa a New York, il mondo vide materialmente svanire una delle sue più grandi leggende: John Lennon. Il. suo mito, però, vive ed è rimasto nel cuore di tantissimi: i testi dei Beatles, tanto innovativi quanto immortali, ci accompagneranno per sempre. Idoli dei fan, storia del mondo della musica, Fab Four – così come venivano soprannominati i membri della band di Liverpool – in tutto e per tutto.

I Fab Four e la Serie A

Anche la Serie A, giunta al suo decimo atto del 2020-2021, ha finalmente trovato le sue Fab Four. Dopo il prevedibile gruppone formatosi nei primi turni di campionato, infatti, alla decima giornata il campionato si è regalato una fisionomia che inizia ad essere ben delineata.

Fab 1: il Milan, in arte George Harrison

George Harrison è stato il chitarrista solista e cantante del complesso. La sua voce è presente in tantissimi dei pezzi storici dei Beatles, ma la sua potenza canora è stata sempre mediaticamente coperta dalla forza straripante del duo Lennon-McCartney. Un po’ come il Milan: è sempre lì, presente, non perde da 22 partite, ma per lo Scudetto… vengono prima le altre.

Stefano Pioli, però, continua a vincere e a convincere a suon di record. Tante statistiche da primato accompagnate da un gioco e da una mentalità ormai configurata ad altissimi livelli: qualità di manovra, solidità difensiva, facilità nel trovare il goal a prescindere dai calciatori in campo, fiducia, coesione e forza di gruppo. Il Milan, fino ad ora, è stata una miscela di componenti positive che, tenendo a mente l’età media del gruppo, potrebbero anche migliorare ancora, trascinata dall’entusiasmo dei giovani talenti e dalla personalità di Ibrahimovic, Donnarumma e Kjaer. È ovvio che quella di Pioli sia la squadra meno attrezzata allo Scudetto, per profondità di rosa e qualità della stessa. Un difetto? I calci piazzati. Su 8 goal subiti dal Milan sei sono arrivati da calcio da fermo.

Fab 2: l’Inter, in arte Paul McCartney

Bassista e compositore straordinario, Paul McCartney è la punta di diamante (assieme a Lennon) dell’epopea dei Beatles. Con il grande John condivide la fama e la gloria, standone, forse, un passettino dietro per via – con ogni probabilità – dell’alone di mistero che si cela dietro alla figura di Lennon.

L’ho sostenuto sin dalla prima giornata. L’Inter è la favorita, la Juventus è la squadra da battere e, nonostante l’inizio di campionato più grigio che a colori (sotto tanti punti di vista), entrambe sono nelle zone altissime della classifica. Ai nerazzurri di Conte sembrerebbe non mancare nulla per puntare al titolo: qualità e quantità della rosa, uomini di personalità in campo e in panchina, capacità di ribaltare anche le partite apparentemente già perse. Eppure, il difetto che c’è è piuttosto evidente: non si va oltre i soliti schemi contiani, limite certo in Europa (al di là del possibile passaggio del turno) e potenzialmente superabile in campionato con le partite da pazza Inter a cui siamo da sempre abituati. Dopo un inizio parecchio complicato, comunque, l’Inter sta ingranando. E va di pari passo con la Juventus, standone mediaticamente un passettino indietro, ma – come per Lennon-McCartney – sappiamo benissimo come stanno le cose.

Fab 3: la Juventus, in arte John Lennon

Il campo dirà se quell’unico difetto nerazzurro basterà a Pirlo per avere la meglio sui rivali. Personalmente, la nuova Juventus non mi ha mai convinto: troppa confusione tecnica e tattica, troppi cambiamenti nell’11 titolare.

Così come per John Lennon – il quale non ha assolutamente bisogno di presentazioni – anche su Cristiano Ronaldo e compagni aleggia un alone di mistero. Sono indubbiamente i più forti, probabilmente i migliori come valore assoluto, ma dovranno giocarsi con l’Inter “McCartney” la leadership del gruppo Serie A. Le frecce all’arco di Pirlo sono tantissime: da Dybala a Chiesa, passando per Kulusevski e Morata. Ripeto: la Juventus è la squadra da battere e se dovesse ingranare…

Fab 4: il Napoli, in arte Ringo Starr

Troppo facile, in questo caso, il gioco di parole con Rino Gattuso: “Ringhio Starr”, come potremmo definire l’associazione tra il Napoli e il batterista dei Beatles.

La rosa partenopea è tra le più forti in assoluto del campionato. Due portieri di altissimo livello, coppia di difesa Koulibaly-Manolas inossidabile (al netto delle solite distrazioni), centrocampo ricco di alternative e attacco di spiccato talento. Al Napoli – lo sostengo da tempo – non manca nulla per ambire allo Scudetto. Eppure, a mio modesto parere, il profilo basso sempre mantenuto da Gattuso potrebbe trasformarsi in un boomerang per Insigne e compagni. Un po’ come Ringo Starr, fenomenale nel suo lavoro, ma… chi se ne ricorda?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial