Ecco perché la Super League fa schifo

I motivi per cui il progetto dei 12 top club non è positivo per il calcio.

Se ci ripenso a quella scena rido. Non sto parlando della multa irrisoria al Manchester City sul “Fair Play Finanziario”, bensì a quel momento in cui il ragioniere Ugo Fantozzi, sorridendo a mezza bocca, afferma che “la corazzata Potemkin” sia, cito testualmente, “una cagata pazzesca”. Lo stesso penso di questa Super League, coacervo di “padri fondatori” autoproclamatisi “i migliori”. C’è chi, come Florentino Perez, parla di voler salvaguardare “il calcio” quando invece, si sa, si vuole salvaguardare il passivo di bilancio.

Insieme al Real Madrid ce ne sono altre undici. Le conoscete tutte, neanche ve le nomino. Dodici squadre che, da sole, hanno deciso di voler pensare in autonomia ai propri guadagni e ai propri ricavi, ingigantendo un gap monetario che solo il campo poteva smussare e che, adesso, sarà sepolto dal denaro. Partiamo dal primo contro, il carattere fortemente elitario di questa “supercompetizione”. Solo blasone, numero di tifosi e zero meritocrazia.

Super League, alla faccia della solidarietà

In Italia, ad esempio, parteciperebbero solo tre club Juventus, Inter e Milan. Il motivo è semplice: hanno più soldi e più tifosi, quindi più introiti potenziali. Altro che merito sportivo o “storia” del club. Sparendo dal campionato queste tre squadre porterebbero a uno tsunami l’universo del campionato italiano. Tutte le squadre vedrebbero scendere le loro entrate dagli sponsor e dai diritti televisivi, visto che un campionato senza tre squadre perderebbe appeal e acquirenti ed è la strada verso la quale l’Uefa sta camminando.

In mezzo si buttano i cosiddetti “contributi di solidarietà”, quei miliardi di euro “una tantum” che JP Morgan e azionisti possono attribuire alle società partecipanti alla “SuperLega”. Alla faccia della solidarietà, anche perché questi introiti, molto probabilmente, supereranno i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. A maggior ragione, già ora che c’è un gap sportivo enorme, questo sarà ancora più incolmabile. Da divario economico nasce divario sportivo, Psg e Manchester City docet.

I secessionisti della prima ora non fanno bene allo sport, figuriamoci al calcio, già da tempo logorato dalla mannaia dell’economia. Creare una Lega elitaria come questa allarga la forbice economica, sportiva e meritocratica. Il divario tra queste grandi del calcio europeo e le altre sarà incolmabile, la Champions sarà una briciola e l’Europa League spazzatura. Ma soprattutto, il calcio ambito dai bambini non sarà appannaggio di ogni pupo in fasce. E ciò, se permettere, fa ancora più male.

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