Elogio a Christophe Galtier – Un Cyrano a Nizza

Galtier non è un uomo facile da comprendere, ma il suo calcio è uno dei più belli degli ultimi 20 anni. E ai tifosi non serve altro.

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Quello che sta riuscendo a fare Christophe Galtier, nella sua particolarissima carriera, sfuma i contorni della storia di un uomo profondamente innamorato del calcio

Quando a Saint-Etienne decisero di affidare la panchina a un giovane ragazzo, ex calciatore, proveniente da Marsiglia, non si sarebbero mai aspettati che tale sodalizio sarebbe durato per otto stagioni.  Christophe, però, sapeva a cosa andava incontro. Si era preparato per tanto tempo, facendo il vice, per 10 anni, in giro per il mondo. Un’esperienza maturata con tantissimi allenatori al suo fianco e stili di gioco diametralmente opposti.


La promozione sulla panchina de Les Verts era solo questione di tempo e merito.
A Saint-Etienne riuscirà a portare a casa una Coppa di Lega e null’altro, ma il gioco espresso e i talenti fatti esplodere, saranno un eccezionale plus da mettere nel CV.
Dopo i verdi arriva la chiamata ambiziosa, quella della possibile “svolta”. A Lille c’è un progetto affascinante, guidato dal miglior direttore sportivo in circolazione: Luis Campos.

Arrivano numerosi talenti e Galtier, sempre fedele alla sua identità, plasma una squadra che pian piano prende i suoi connotati. Intelligente, aggressiva, spregiudicata. Una squadra che, nella sua letalità, nasconde una bellezza sopita. Come Cyrano che, nonostante i suoi limiti estetici, riusciva a toccare il cuore delle persone con la spada e le parole.

Il Lille macina gioco e torna in Champions, prosegue il progetto di crescita, valorizza ulteriori giovani. Fa rinascere Renato Sanches, convince un veterano come Burak a rimettersi in gioco, trova l’esplosione dei vari Pepé, Bamba, Ikoné, Botman, Bradaric e Maignan. La squadra diventa sempre più arcigna e nel 2020-21 si toglie la maschera, l’obiettivo è puntare al titolo. Una follia pensando alla rosa a disposizione del PSG. A Parigi continuano a spendere  ed espandere il proprio dominio, in Francia e in Europa (seppur, al momento, non perfettamente). Cosa potrebbero fare un gruppo di mastini contro i petroldollari degli emiri? In un calcio sempre più dominato dal denaro, c’è ancora spazio per il romanticismo, per l’amore verso questo sport.

Si apre il sipario, si toglie il naso finto ed entra in scena quel tecnico agguerrito e ricco di idee e carisma. Christophe Galtier lo sa, è consapevole dei propri pregi e della forza della sua squadra. I ragazzi lo seguono e pian piano iniziano ad inanellare una sequela di risultati devastanti. Il Lille macina gli avversari con compattezza, gengenpressing, ripartenze verticali fulminee. Azzannano il PSG negli scontri diretti e, finalmente, arrivano a trionfare.
La Ligue One, ormai diventato un obiettivo secondario per i parigini, viene strappata dall’ombra della Tour Eiffel e portata nell’Alta Francia.

Galtier, però, non ha tempo da perdere, deve continuare il suo progetto di crescita personale. Quale piazza sarà idonea alla sua consacrazione? Dortmund? Madrid? Una londinese? No, ad aspettarlo c’è la Costa Azzura, c’è Nizza.

Una scelta folle per molti, affascinanti per tanti, ma, per tutti, da Galtier. Nel meraviglioso Allianz Riviera si respira un’aria nuova, gli investimenti del gruppo Ineos diventano corposi, in un’estate arrivano Mario Lemina, Todibo, Kluivert, Stengs, Rosario e Andy Delort. Un concentrato di esplosività, talento, forza e, con il centravanti algerino, esperienza.

Atal mentre decide di fare tutto quello che vuole

  In campo si schiera con un 4-2-3-1, ma preferisce un 4-4-2 più solido e maggiore licenza di uccidere. Dante giganteggia nella retroguardia, Atal disintegra la fascia destra, Gouiri esplode il suo talento a sinistra, e la coppia DolbergDelort fa tremare le difese francesi.

Il Nizza gioca a calcio, si diverte e convince, iniziano ad arrivare i primi risultati importanti, tra i quali un 4-0 al Lille (ironia della sorte), un 3 a 0 al SaintEtienne e un 3-2 al Lione. Con 7 gol subiti è la miglior difesa del campionato, a consolidare un terzo posto che, in prospettiva, potrà diventare qualcosa di più.

A Nizza hanno deciso di scommettere e azzardare. Galtier ha deciso di levarsi la maschera e parlare con il fioretto. In Costa Azzurra, adesso, si è iniziato a sognare.

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