Il Piave mormorava: alla scoperta dell’Austria, l’avversaria dell’Italia negli ottavi di Euro2020

La compagine austriaca è una selezione diversa da quello che ci potremmo aspettare, e rappresenterà una bella prova di maturità per gli Azzurri di Mancini

austria

L’Austria, sotto la guida di Foda, ha dimostrato di essere ampliamente in grado di poter ovviare alle lacune messe in mostra in questi anni.

L’Europeo dell’Italia di Mancini si sta facendo via via sempre più difficile. Non che le avversarie trovate sin qui fossero chissà quanto provanti, ma il livello, effettivamente, si è alzato sfida dopo sfida.
Come uno dei più classici platforming Nintendo, il tabellone di Euro2020 ci ha riservato l’Austria del C.T. Foda agli ottavi, e come avversario non va assolutamente sottovalutato.

La gioia dopo la vittoria contro l’Ucraina [fonte @EURO2020]

Poche stelle, ma di primissimo spessore.
Tanti ottimi giocatori, importanti nelle rispettive selezioni.
Pochi veri punti deboli, ma comunque sfruttabili.
La selezione alpina è una squadra organizzata e capace di pungere grazie ad individualità importanti. Una sorta di upgrade della Svizzera.

Il tecnico Foda, dopo anni passati in patria al Graz, ha preso in carico la nazionale dal 2018 e da quel momento è stato un costante crescendo. La selezione ama switchare tra la difesa a 4 e quella a 3. Nelle prime due giornate della competizione europea, ad esempio, ha optato per una difesa a 3 con capitan Alaba play basso. Nella vittoria contro l’Ucraina, invece, ha virato per un più ergonomico 4-3-2-1 (albero di Natale), con Alaba terzino sinistro e il gioco che passava (oltre che dall’ex Bayern) dai piedi di Dragovic, Laimer e soprattutto Sabitzer, giocatore totale delle Aquile.

L’Austria è una squadra capace di soffrire, ma non gioca mai per il pareggio. La sua natura le permette di resistere alle incursioni avversarie facendo totale affidamento su una linea difensiva di prim’ordine e una mediana di grande corsa. Il primo recuperatore di palloni, in questo senso, è Schlager, centrocampista del Wolfsburg e vera dinamo da pieni non troppo educati. Un soldatino instancabile che avrà il compito di sporcare, assieme a Laimer, il gioco dei nostri professori di centrocampo.

Nella speranza che non possa rappresentare una Caporetto, la mediana austrica, assieme al blocco centrale dove giganteggia l’esperto e affidabile Dragovic, è la zona di campo dove Immobile e Insigne dovranno riuscire a trovare un’efficace linea di passaggi tra delle maglie strettissime e, fisicamente parlando, enormi.


Il tallone d’Achille dei ragazzi di Foda, oltre a qualche distrazione durante i ’90 di gioco, è la poca concretezza offensiva.
L’Austria, nonostante delle individualità importanti, non riesce ad andare in rete con facilità. Sabitzer, vero talento del calcio tedesco e giocatore totale della selezione nazionale, viene spesso “sacrificato” in mezzo al campo per la ricerca di un gioco più fluido e dinamico. La sua verve offensiva, che gli ha permesso di realizzare 9 reti l’anno scorso a Lipsia, è incatenata al servizio della squadra. Una scelta sanguinosa, ma che permette di donare ossigeno ad un gioco leggermente stantio e privo di vero acume.

Sabitzer vero giocatore totale dell’Austria [fonte @EURO2020]

I finalizzatori, pertanto, sono Baumgartner, talentino  dell’Hoffeneim, Arnautovic e Kalajdzic.
Il primo, più che un vero bomber, è un trequartista/esterno offensivo dal grande estro, capace di martellare le difese avversarie con costanti inserimenti e movimenti a seguire. Gli Azzurri, durante la fase a gironi, hanno dimostrato una solidità difensiva granitica, ma le incursioni nemiche a seguire, sono state quelle più “ostiche” da gestire per Bonucci e compagni, e pertanto il giovane Christoph potrebbe essere l’arma in più di Foda.

Kalajdzic, dopo una stagione devastante allo Stoccarda, sta avendo fatica a ingranare, complice anche la titolarità tirannica di Marko Arnautovic, vero puntero dell’Austria, nonostante l’annata in naftalina in Cina. L’ex Inter è il classico esempio del ragazzo che si è adagiato sugli allori. In Inghilterra sembrava aver trovato la sua realtà definitiva, dopo anni da protagonista allo Stoke e al West Ham, ma il richiamo dell’oro cinese ha vacillato anche lui. Ora sembrerebbe vicino un trasferimento al Bologna, e la sua fisicità e la sua forza mentale potrebbero creare un bel legame con Miha.

La linea azzurra dovrà rappresentare il Piave per l’ennesima volta nella nostra storia e, cantando l’opera di Giovanni Gaeta, dovrà fermare nuovamente le incursioni austriache. Forti, compatte e possibilmente letali, ma sappiamo già, che in qualsiasi caso, Mancini sarà il generale perfetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial