Euro2020, oggi seconda gara per l’Italia. Alla scoperta della ‘svizzera’ Svizzera

Dalla forza a centrocampo, fino alle fiammate dei singoli in avanti, scopriamo la nazionale Svizzera, vera seconda forza del girone azzurro.

svizzera

La Svizzera di Petkovic, prossima avversaria dell’Italia, è una formazione ben più ostica di quello che sembra

Dopo un pareggio amaro, la nazionale elvetica ha intenzione di mettere i bastoni fra le ruote della squadra di Mancini e, a disposizione, avrà diversi assi nella manica. Quando pensiamo alla nazionale Svizzera, automaticamente, la nostra mente ritorna a quella squadra che, durante gli inizi degli anni 2000, giocava tutta nell’attesa dell’invenzione di Frei. Oggi, invece, la squadra allenata dall’ex tecnico della Lazio è una compagine matura e con una precisa identità di gioco.

La nazionale Svizzera durante l’inno [fonte @Euro2020]

Il modulo della Svizzera

Senza dubbio, il cuore pulsante della Svizzera, viene rappresentato dal blocco centrale. Dai rocciosi centrali Elvedi e Akanji, passando al centrocampo infoltito da mastini come Xhaka, Zakaria e Freuler. Nelle precedenti uscite pre Europeo, la Svizzera si è posizionata in campo con un solido 5-3-2, mentre all’esordio della competizione è scesa in campo con un più “spregiudicato” 3-4-1-2. Un modulo che prova a far fronte alle lacune “in avanti” degli elvetici vista l’assenza non di potenziale offensivo, ma bensì di inventiva. Il solo Shaqiri non basta e pertanto, Petkovic, ha deciso di mettere in campo tutti gli effettivi con maggior estro. Il trequartista del Liverpool si è schierato dietro Embolo e Seferovic, ma la fantasia ha comunque latitato.

Se da un lato Seferovic ha ritrovato, negli ultimi anni, una spiccata vena realizzativa con il Benfica, Embolo, dopo una stagione complicata al Gladbach, deve trovare il modo di riscattarsi. Forza, esplosività, abnegazione e anche un buon fiuto del gol, rendono l’attaccante di origini camerunensi l’uomo che dovrà ricevere le maggiori attenzioni di Chiellini e Bonucci.

Strategia di gioco

La Svizzera ha sempre dato l’idea di essere una squadra ordinata, compatta e difficile da bucare. Effettivamente, nonostante sia raro che le apparenze possano risultare veritiere nel calcio, è così. La nazionale alpina, per ovviare alla mancanza di estro e giocate geniali, ha improntato il suo stile di gioco sull’esaltazione dell’equilibrio e dell’ordine.
Mai un pallone viene sprecato. Forza fisica e dinamismo fanno da padrone a centrocampo, dove si lotta su ogni palla e si prova a vincere qualsiasi tipo di contrasto.

Attenzione però, non si deve immaginare la Svizzera come se fosse una squadra proiettata alla distruzione del gioco avversario seguendo una profetica ispirazione mourinhana. Gli elvetici sono lottatori (nonostante la natura non bellicosa), ma anche bravissimi palleggiatori. Granit Xhaka, attualmente in orbita Roma, nonostante una stagione sottotono, è risultato essere uno dei migliori passatori della Premier con un totale di 90% di passaggi riusciti nel 2021.
Un lottatore che, pertanto, non ha paura di giocare il pallone ed è capace di mettere ordine.
Un giocatore pronto a scendere in guerra, un lottatore che se fosse necessario sarebbe capace di sfidare il trattato di Parigi del 1815 e far diventare la Svizzera una nazionale da battaglia.

Al suo fianco, oltre al “nostrano” Freuler, dinamo instancabile di centrocampo e vero uomo box to box, c’è il vero recuperatore di palloni: Zakaria. Il centrocampista del Gladbach è una macchina inarrestabile capace di battagliare fisicamente con qualsiasi centrocampista del mondo (non stiamo esagerando). Dove non riesce a venir fuori per carenze tecnico tattiche, è in grado di elevarsi grazie ad una prepotenza muscolare da far invidia a fior fior di lottatori.
Denis avrà, con ogni probabilità, il compito di sfiancare i nostri centrocampisti, consci di poterlo vedere correre instancabilmente fino al ’90esimo.

Embolo e tutta la sua potenza [Fonte @Euro2020]

I difetti svizzeri

La pecca effettiva, oltre alla già citata assenza di un 7 o un 10, è la difficoltà nel trovare un esterno completo. Se da un lato c’è il terzino del Toro, Ricardo Rodriguez, famoso per il suo mancino, tanto quanto per le sue amnesie tattiche, sull’out di destra figura Mbabu, giovane in forza al Wolfsburg. Il ragazzo di origini congolesi è uno stantuffo sulla corsia. Bravissimo nella marcatura ad uomo e nell’anticipo aereo, ma latente sotto il piano tecnico. Una sorta di terzino bloccato vecchio stampo, ma capace di avanzare vista la sua corsa. Ultimo aspetto da sottolineare, ma non per importanza, risulta essere il pacchetto di centrali difensivi. Elvedi e Akanji, oltre a giocare in squadre blasonate, hanno maturato negli anni una complementarietà tale da renderli un duo molto ostico per qualsiasi centravanti. Immobile è avvisato.

In sostanza la Svizzera, nonostante la mancanza di brio in attacco, è una squadra solida, ben messa in campo, con giocatori diligenti e con uno spiccato Q.I. calcistico. Segnarle non è impossibile, soprattutto grazie ad alcune amnesie difensive, ma prenderla sotto gamba potrebbe essere decisamente letale.

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