H vs H: fuori i secondi. Il derby di Milano in Hernandez vs Hakimi

Milan-Inter sarà piena di duelli individuali, tra cui la sfida tra due tra i terzini più forti al mondo.

Sfida tra terzini in Milan-Inter: Theo Hernandez (a sinistra) contro Hakimi (a destra)

Sfida tra terzini in Milan-Inter: Theo Hernandez (a sinistra) contro Hakimi (a destra)

Adesso che siamo a Milano finalmente, vogliamo andare a vedere questo famoso Colosseo?

Dal film Totò, Peppino e la malafemmina

Usando la terminologia fantascientifica della serie tv Fringe, in una “realtà alternativa” il Colosseo sarebbe davvero accanto al Duomo, tanto quanto i due protagonisti in questione. Già, perché sia Hakimi che Hernandez, sono legati da un background calcistico che fa riferimento al Real Madrid.

La famigerata società spagnola è un top club non solo per titoli vinti, carisma e fascino, ma anche per il progetto giovani, un modello che negli ultimi anni ha fruttato oltre 300 milioni di euro. “La Fábrica”, così è chiamato il settore giovanile madrileno, ha creato e plasmato Hakimi a sua immagine, ovvero un giovane calciatore che oltre a essere di belle speranze, è un portafoglio pieno di soldi, un contenitore di talento, un galactisos mancato. Con Theo Hernandez furono compagni di squadra al Real, vinsero perfino la Champions League, ma davanti a senatori come Carvajal e Marcelo, era davvero difficile prendersi il posto da titolare. Eppure, pensare a loro come i futuri terzini più forti in circolazione non è utopia e in una realtà alternativa è quasi scontato immaginarli come galattici, osannati dal Santiago Bernabeu ad ogni loro folata sulla fascia di appartenenza.

Hakimi benedetto da J. Zanetti

“Ho parlato con Javier Zanetti quando ho firmato il contratto. Ci siamo visti anche nei giorni successivi al centro sportivo ed è una vera leggenda, un’icona dell’Inter. È stato un grande esterno: per me è un modello e spero davvero di seguire le sue orme”.

Javier Zanetti, quanti ricordi nei vari derby di Milano, come quello del giorno 11/12/2005, uno dei più belli per i tifosi interisti. Pazza Inter amala, così canta il cuore nerazzurro e così fu quel derby. Una beffa per il Milan, una delizia per l’Inter di Adriano autore del 3-2 finale, un gol all’ultimo respiro che lo incoronò ancora una volta come l’imperatore.

Ebbene, quella fu una partita in cui Javier Zanetti incanalò tutta la sua energia per ribattere lo spavaldo antagonista Serginho, alzare il muro insieme ai suoi compagni di reparto e ripartire con cavalcate indimenticabili, le tipiche sgroppate del capitano argentino, tutta garra, passione e follia interista. Prenderne l’eredità è impossibile, tuttavia se vogliamo pensare ad un calciatore a tutta fascia in grado di poter esaltare i tifosi nerazzurri, allora si, Hakimi potrebbe diventare davvero un valido sostituto.

Theo Hernandez benedetto da Serginho

Citando Serginho, ecco allora giungere l’ennesimo specchio riflesso, questa volta a tinte rossonere. Già, perché dopo il brasiliano di Rio de Janeiro, si fatica nel trovare in questi anni a Milanello un fluidificante forte come lui. Fino a quando nella scorsa stagione, al caro Paolo Maldini, che di terzini e fasce probabilmente se ne intende, gli venne in mente di puntare con forza su Theo Hernandez che a Madrid stava scaldando la panchina un po’ troppo. Quel calore era degno delle fiamme dell’inferno, un fuoco da diavolo rossonero. E proprio le parole di Serginho bastano come riassunto.

“In Europa vedete esterni migliori di lui? Io no… Se avesse fatto panchina con me? Difficile, sono epoche diverse. Forse io ero più tecnico, ma lui ha il fisico: un mostro. Mi sembra un ragazzo in gamba e molto responsabile, che lavora al massimo e dà il 100% per la squadra. Ha tutte le potenzialità per diventare il terzino sinistro più forte al mondo. Theo ha una forza fisica impressionante e una forza mentale pazzesca, spinge tanto a sinistra, è un punto di riferimento di questo Milan. Oggi è già uno dei migliori al mondo nel suo ruolo”.

Serginho, anche qua i ricordi riaffiorano, come un altro di quei derby indimenticabili, dove più che calcio si è praticato un altro sport, il tennis, visto il risultato. È il giorno 11/05/2001 ed è la serata di Gianni Comandini, un fantasma a Milano che però realizza due gol in quel campionato, entrambi in quella partita. Novanta minuti in cui il Milan cancella i suoi avversari e neanche il già citato Javier Zanetti riesce a contenere Serginho che sfodera tre assist per i suoi compagni e, non ancora sazio, entra come un coltello caldo nel burro difensivo interista, segnando il gol del 6-0. Game, set, match: Serginho.

Un confronto in proporzione nei derby di Milano

Hakimi – Hernandez da una parte, Zanetti – Serginho dall’altra. Se volessimo fare una proporzione matematica, scriveremmo:

H : H = Argentina : Brasile

Perché neanche a farlo apposta, una delle sfide più grandi del calcio è quella che sancisce l’eterna rivalità fra le due nazioni sudamericane. Pensando ad Hakimi e Hernandez come nuovi precursori del calcio di Milano, non possiamo ometterne il rapporto con quei due campioni e caposaldi del passato, una vicinanza che non può restare indifferente, una nuova sfida che si accende.

E se dalla matematica passiamo alla storia e geografia, il rapporto s’intensifica. Già, perché Theo è francese e Achraf marocchino. Che il Marocco sia stato colonizzato dalla Francia è scritto nelle pagine dei libri di scuola. Theo inoltre, ha origini spagnole, precisamente di Gerona e guarda un po’ Achraf è nato a Madrid, Spagna anche lui. Catalogna e Madrid vuol dire Barcellona contro Real, ci mancava che il terzino del Milan avesse fatto la cantera del Barcellona! No, però è cresciuto nelle giovanili dei cugini madridisti: l’Atletico Madrid, proprio mentre Hakimi giocava nelle giovanili del Real. E allora tutto si verifica per una ragione, è H vs H, ancora, ancora e ancora.

A Milano una sfida da Scudetto

Le sfide ti fanno scoprire cose su te stesso che nemmeno conoscevi. Esse sono ciò che fa estendere il meccanismo, ciò che ti fa andare oltre la norma

Cicely Tyson

Quello di domenica sarà il derby che varrà un pezzetto di scudetto, ma anche un confronto tra due giovani calciatori che hanno tutto ciò che serve per diventare futuri campioni ed evoluzione nel mondo dei terzini. Il calcio di oggi, infatti, fatica a riconoscere fuoriclasse assoluti in questo ruolo, dove talenti puri si contano davvero sulle dita. La verità è che i terzini non esistono più, il calcio ormai riconosce il difensore di fascia come un giocatore eclettico, un esterno basso che diventa chiave del gioco, un compito arduo iniziato probabilmente con Cafu e Roberto Carlos, più attaccanti che difensori, ma trasformato per la prima volta con Dani Alves, che nel Barcellona era sempre coinvolto nel tiki taka come nessun difensore fino a quel momento.

Hakimi ed Hernandez oggi non sono soltanto una spinta costante, ma anche una fondamenta nel gioco di Antonio Conte e Stefano Pioli.

Le caratteristiche di Hakimi

Capace di sfruttare gli spazi, ma anche di crearli, un giocatore come Hakimi è tutta dinamicità, tecnica e velocità, ma non disdegna la fase riguardante il tempo corretto di gioco, di tocco del pallone, di ottimizzazione dell’azione. Nel 3-5-2 dell’Inter sfrutta inoltre la sua corsa per sfoggiare il suo repertorio e la sua dote primaria è quello di farlo con grande rapidità mentale, oltre che fisica. Dalla gestione semplice ma pulita del pallone, poi, muta come un biscione, diventando minaccia costante per la difesa avversaria.

Hakimi è quel quinto di centrocampo che chiude l’azione quando la palla arriva dal lato opposto, ma è anche il primo a saltare l’uomo e far centro. Quest’anno di gol ne ha fatti diversi e poi? Via, a tornare indietro, sfruttando quella sua capacità di tackle e recupero grazie ad una stamina oltre la media ed una lucidità fuori dall’ordinario. In definitiva, è uno dei laterali più completi a livello europeo e la giovane età è un’indubbia virtù, la serie A può lusingarsi di un prospetto così importante.

Le caratteristiche di Theo Hernandez

Cosa lo aspetta domenica? Una sfida rilevante, ancor più di quella avuta nel girone di andata, perché di fronte avrà lo stesso avversario, che però sta comprendendo il calcio italiano a vista d’occhio. Theo Hernandez è la miglior sintesi possibile di evoluzione completa del gioco del calcio. Manovratore, incursore e fisico imponente, qualità prioritarie per il calcio moderno. L’ostentazione delle sue abilità irrompe in mezzo al campo appena decide di auto lanciarsi palla al piede, nel momento più propizio, mutando un semplice vicolo in autostrada ed esaltando la sua prorompente vitalità.

Ricordando ancora una volta come il ruolo del terzino sia profondamente cambiato nel calcio, Hernandez ne è una prova luminosa, mentalmente salvifica nel Milan dello scorso anno, avveniristica se pensiamo a quello di questa stagione. Insieme a Zlatan Ibrahimovic, anima dei rossoneri, lui rappresenta il corpo, dando alla squadra quella spavalderia tecnico tattica e caratteriale imprescindibile per raggiungere obiettivi importanti. È davvero un peccato che il derby sia senza tifosi, perché Theo Hernandez ad ogni sua falcata, farebbe ruggire la fossa dei leoni, primo gruppo ultras nato in Italia che, scioltosi ormai da anni, risorgerebbe dalle ceneri delle fiamme del diavolo stesso.

Le due frecce di Milano

Presenza, fisico, passo, Theo Hernandez lavora per diventare il miglior terzino del mondo, mettendo in fila tutti gli altri. Domenica però c’è Hakimi peggior dirimpettaio non poteva trovare nella partita dell’anno. Sarà uno scontro meraviglioso, proprio nel derby di Milano e se lo godrà perfino la Madonnina, osservandoli dall’alto. Hakimi, 6 gol e 5 assist, un valore attuale di 50 milioni di euro, contro Hernandez, 4 gol e 4 assist, stesso costo del cartellino (transfermarkt).

Sono le frecce di Inter e Milan, determinanti nel presente e certamente nel futuro, uomini chiave che di fronte all’imponente Duomo non hanno intenzione di terminare la loro sfida con l’avversario ancora in piedi. Questo concetto non è contemplato, non esiste chiudere l’incontro e decidere ai punti chi vincerà, la loro voglia e determinazione li spingerà a surclassare lo sfidante fino al ko tecnico. Ebbene, ci siamo. Non siamo nella realtà alternativa di Fringe, i due talenti non giocano insieme nel Real Madrid, anzi, domenica incrociando i loro sguardi, giocheranno novanta minuti vitali, lanciandosi palla al piede verso il tricolore pur di trionfare. E magari, sarà anche l’ennesimo derby di Milano da ricordare. H vs H: fuori i secondi.

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