Hey Serie A, don’t make it bad: take a sad song and make it better

Il nostro augurio è che la Serie A sappia trasformare la triste canzone del coronavirus in un brano migliore.

Possiamo tranquillamente affermare che quella in corso sia la Pasqua più surreale della nostra vita, almeno al netto dei miei (quasi) 23 anni; nessuna celebrazione religiosa vissuta dal vivo, nessun abbraccio sincero di persona, nessuno scambio di auguri faccia a faccia. Per molti una Pasqua triste, figlia della tragedia che, da più di un mese, si è abbattuta sulle nostre vite, sconvolgendocele. Permettetemi, però, di affermare con forza la gioia che questo giorno – nel quale si celebra la Risurrezione di Cristo – porta con sé: non dobbiamo stancarci mai di coltivare la speranza, anche quando questa sembra allontanarsi.

Il messaggio di speranza di Papa Francesco durante la Veglia Pasquale 2020.

Nella costante ricerca della felicità, certamente, abbiamo chi ci può aiutare. E noi sportivi, amanti dell’allegria generata da un pallone insaccato in rete, sappiamo bene a chi rivolgerci: Serie A, pensaci tu. E non fa niente se la nostra squadra del cuore sta lottando per lo Scudetto, per l’Europa, per la salvezza o se viaggia in un desolante anonimato. No, stavolta non fa niente. Perché – ecco – già tornare a tifare, a sperare in una vittoria, a piangere per una sconfitta, significherebbe felicità, significherebbe che tutto è praticamente passato, significherebbe il nostro passaggio (Pasqua significa proprio questo) dall’angoscia della pandemia in corso al sole estivo più caloroso che mai.

Il segreto, in sostanza, sta nel saper tirare fuori qualcosa di positivo anche da ciò che sembra tutto totalmente negativo. Lo scrivevano, tra l’altro, i Beatles già nel 1968:

Hey Jude, don’t make it bad

Take a sad song and make it better

“Hey Jude, non peggiorare le cose: prendi una canzone triste e rendila migliore”. Il brano, dedicato da Paul McCarteney al figlio di Jhon Lennon, addolorato dal divorzio in corso dei suoi genitori, è considerato tra i capolavori assoluti della musica mondiale; è tornato, inoltre, alla ribalta ultimamente con la vendita per 910mila dollari in un’asta di un manoscritto di carta su cui Paul McCartney ha scritto le parole della famosa canzone.

Ed è proprio questo che auguriamo alla nostra amata Serie A: che sappia prendere questa triste canzone del coronavirus e la sappia trasformare nel più bel coro da stadio (pieno) che tutti noi tifosi e appassionati – uniti come non mai – avremmo mai potuto cantare a squarciagola.

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