Higuain lascia la Juve: valutazione finale sull’investimento fatto quattro anni fa

Bilancio finale dell’avventura di Gonzalo Higuain in bianconero.

Higuain festeggia il goal decisivo contro l'Inter per lo Scudetto 2017-2018

26 luglio 2016: Gonzalo Higuain diventa ufficialmente un calciatore della Juventus tramite il pagamento di 90 milioni di euro al Napoli. 11 settembre 2020: Gonzalo Higuain lascia la Juve a zero per trasferirsi all’Inter Miami, club della prima serie statunitense. Ci si ritrova, dunque, oggi, a tirare le somme dell’investimento sul centravanti argentino: è valsa la spesa per l’impresa oppure no?

Higuain in posa appena atterrato a Miami.

I numeri del Pipita

Partiamo dai numeri che, in quanto tali, sono oggettivi. Il Pipita ha disputato 149 partite con la maglia bianconera addosso per un totale di 11006 minuti giocati. Le reti complessive sono 66, di cui 48 in Serie A, 12 in Champions League e 6 in Coppa Italia; 16 gli assist tra tutte le competizioni. Con la Juventus ha alzato al cielo 5 trofei: tre Scudetti e 2 Coppa Italia disputando, inoltre, da protagonista la Champions League 2016-2017 culminata con la sconfitta a Cardiff contro il Real Madrid.

I 90 milioni di euro spesi nel 2016 erano stati spesi principalmente per quest’ultimo obiettivo: per alzare la coppa dalle grandi orecchie serviva un grandissimo centravanti ed il Pipita, all’epoca, era tra i primi tre al mondo nel suo ruolo. Nell’annata immediatamente precedente all’arrivo a Torino, infatti, Higuain aveva fatto segnare il record assoluto di goal in una stagione di Serie A (36) grazie allo straordinario campionato messo in mostra col Napoli di Sarri.

A conti fatti, dunque, l’obiettivo è fallito. Quattro anni dopo quel 26 luglio 2016 – che fece innervosire e non poco i tifosi napoletani pazzi, fino ad all’ora, del loro idolo franco-argentino – la Juventus è rimasta senza Champions League. Neanche Cristiano Ronaldo, causa prima dell’addio provvisorio nel 2018-2019 del Pipita alla Juve per passare prima al Milan e poi al Chelsea, è nel frattempo riuscito a coronare il sogno della proprietà della famiglia Agnelli.

Higuain lascia la Juve: i momenti memorabili

Eppure, a mio parere, il bilancio di Higuain alla Juventus pende più verso il piatto positivo. Nei tre anni in bianconero il 9 nato a Brest è risultato ampiamente decisivo in più occasioni:

  • Prima partita in bianconero e primo goal decisivo: Higuain entra e 9 minuti dopo segna la rete che batte la Fiorentina;
  • la rivale principale della Juve negli ultimi anni è stata il Napoli, al quale Higuain ha siglato da ex 6 reti in 6 partite giocate;
  • nel primo anno bianconero si ricorda anche la doppietta con la quale ribaltò il Torino nel derby della Mole: vantaggio di Belotti e poi… arrivò il Pipita;
  • primo anno caratterizzato anche dal super goal alla Roma, altra rivale agguerrita del 2016-2017: azione personale, destro micidiale e Stadium ai piedi del suo 9;
  • la doppietta in semifinale di Champions contro il Monaco in trasferta spalancò ai bianconeri le porte della finale di Cardiff;
  • in Champions si ricordano anche i tre goal e l’assist con cui Higuain contribuì al passaggio ai quarti dei bianconeri contro il Tottenham;
  • ancor più decisivo, nel campionato 2017-2018, fu il goal a San Siro contro l’Inter che consegnò, di fatto, lo Scudetto alla Juventus;
  • la storia si è ripetuta anche nell’ultima stagione, con Higuain che gela i tifosi dell’Inter con il goal del definitivo 1-2 con la quale la Juventus batté i nerazzurri a Milano.

Higuain-Juventus: bilancio finale

I 90 milioni di euro spesi, probabilmente, non sono ripagati in toto da questi “momenti memorabili”, ma il calcio non è matematica e gli investimenti possono, in qualche modo, non rientrare. Il calcio, però, è cuore, è emozioni, è ricordi indelebili. Higuain li ha regalati, lasciando in bianconero ciò che lui è, nel bene e nel male.

Per strada, in quattro anni, ha sparso in Serie A e dintorni le sue pepite d’oro. Era il 24 gennaio del 1848 quando James Marshall, cinese della California che sovrintendeva alla costruzione di una segheria di cui era socio, si accorse che qualcosa luccicava sotto il pelo dell’acqua del canale adiacente. Dopo qualche verifica, fu certo che le pietre sfavillanti erano pepite d’oro. Le raccolse dando il via, a sua insaputa, al periodo (nero) della corsa all’oro. Chissà se anche Gonzalo, nato a Brest ma argentino di sangue e di cuore, avrà dato il via con tutti quei momenti decisivi alla corsa all’oro (la Champions League) della Juventus.

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