Il Cas salva il Manchester City: qui giace il Fair Play Finanziario

Ci si chiede se il Fair Play Finanziario abbia ancora ragion d’essere.

E tutto si risolse con dieci milioni di euro di multa, tra l’altro ridotta dai trenta milioni iniziali. La Corte Arbitrale per lo Sport (CAS) di Losanna salva così il Manchester City, che potrà disputare la Champions League anche nei prossimi anni. Un martelletto batte sul tavolo. La seduta è terminata. La sentenza: “Qui giace il Fair Play Finanziario”.

L’Uefa aveva emesso una sentenza di condanna nei confronti dei Citizens lo scorso 14 febbraio. I giocatori di Pep Guardiola non avrebbero dovuto disputare le competizioni europee per due anni. Il motivo, le presunte violazioni delle regole del Fair Play Finanziario compiute dalla presidenza del Manchester City.

Secondo i giudici Rui Botica Santos, Ulrich Haas e Andrew McDougall il Manchester City aveva ragione per aver derubricato le violazioni. La presidenza Mansur parlava di “hackeraggio illegale e pubblicazione di e-mail fuori contesto”. La Corte di Appello ha dato ragione alle istanze dei legali del City.

Il Cas ha preferito dar fede a quell’orientamento in base al quale non è possibile comminare pene senza “indizi gravi, precisi e concordanti”. Non solo: è stato rilevato che molte delle presunte violazioni fossero prescritte per il superamento dei cinque anni previsti dal regolamento Uefa.

Eppure, in base al rendiconto esposto dall’Uefa, il City avrebbe realmente gonfiato le sue entrate sulla sponsorizzazione dei conti, oltre a non aver collaborato all’inchiesta sul caso.

Si sta cercando di capire se queste presunti spostamenti di denaro abbiano effettivamente influenzato il mercato dei Citizens, in particolare sul cartellino di giocatori come Rodri o Aymeric Laporte. L’effetto boomerang potrebbe coinvolgere anche il Paris Saint-Germain.

Il Manchester City si salva per il rotto della cuffia, ma non sembra essere l’ultimo capitolo. Per restare in tema, i Clash cantavano “I fought the law and the law won”. Al momento, sembra che la legge si sia inginocchiata alla mancata presenza di prove. Ma di certo non finisce qui.

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