Il cuore a cuore del Grande Torino: soffrire insieme, morire insieme

71 anni fa, 4 maggio 1949: i calciatori, lo staff tecnico, i dirigenti e i giornalisti del Grande Torino persero la vita nella tragedia di Superga.

Bocca a bocca

Cuore a cuore,

Soffrire insieme

Morire insieme

Addormentarmi così,

E non svegliarmi più

Cantava così in radio, pochi giorni prima del 4 maggio 1949, Danilo Martelli. Un presagio, forse. Una tragica coincidenza, probabilmente. Una dedica, certo, a quel mondo che si apprestava a salutare la più grande squadra di calcio che abbia mai cavalcato la storia.

Il 4 maggio 1949, abbattendosi sulle mura della Basilica di Superga, si chiudeva la storia terrena del Grande Torino, senza che mai nessuno abbia avuto la forza di spegnerla. Una formazione meravigliosa, a tratti imbattibile, rimasta nel cuore e nella mente di ogni sportivo. A quell’epoca la comunicazione inter-europea era poco più che frammentaria, ma ad ogni latitudine si sapeva chi fossero quei calciatori granata.

Valerio Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Julius Schubert. A questi campioni si aggiungono allenatore e staff tecnico, dirigenti e giornalisti.

Oggi il ricordo del Grande Torino

L’Italia si fregiava delle loro gesta, il mondo ne riconosceva la potenza di fuoco. Così come ancora oggi, ai tempi del coronavirus. Nel solco della tradizione, subito spazio alla preghiera. Alle 16.30 il cappellano del Torino, Don Riccardo Robella, officerà la Liturgia della Parola allo stadio Filadelfia, la culla del Toro, casa delle prodezze di Mazzola e compagni. Poco dopo le 17 ci sarà tempo per il silenzio, per il ricordo. Il Torino comunica che ogni tifoso o appassionato sportivo potrà condividere questi momenti con la diretta sulla pagina Facebook del Torino e sul sito www.torinofc.it a partire dalle 16.15.

La storia decise di fermarli a Superga, il 4 maggio 1949. Anche perché sul campo non ci sarebbe riuscito nessuno.

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