Il Gladbach di Rose non si ferma più: 3-2 al Bayern e Bundesliga aperta

Analisi del fenomeno Gladbach: La mina vagante della Bundes.

L'esultanza dei calciatori del Borussia Mönchengladbach [foto @Borussia_EN]

La giovanissima formazione di Rose ha preso ancora più consapevolezza dei propri mezzi ed è pronta a confermarsi

Prendi una società solida, un allenatore ricco di idee e carisma, una tifoseria storica e un folto gruppo di giovanissimi talenti. Unisci tutto e buttalo dentro la Bundesliga tedesca. Il risultato di questa Chimera 2.0 ha un nome altamente inconfondibile: Borussia Monchengladbach.

Dopo aver battuto per 3-2 i fenomeni del Bayern Monaco, i ragazzi di mister Rose sono più agguerriti che mai. Il Gladbach, in questa stagione, nonostante le ottime premesse dell’anno precedente, aveva inanellato una serie di risultati decisamente altalenanti. Complice un’ossatura di squadra che aveva faticato a far inserire nuovi elementi e, soprattutto, un reparto offensivo con poca verve. Il meccanismo che aveva portato il tecnico ex Salisburgo a raggiungere un ottimo quarto posto la passata stagione, sembrava essersi inceppato, ma non è così.

Il Gladbach che trita lo Schalke [fonte @Bundesliga]

I bianco-nero-verdi sono in piena rampa di lancio e, superato il giro di boa di Bundes, sono pronti ad arrembare la zona Champions.
La formazione che vede una retroguardia granitica (aiutata da una cerniera di centrocampo eccezionale, comandata dallo svizzero Zakaria) ha avuto una serie di innesti in avanti di notevole valore. Il primo è stato l’austriaco ex Inter, Lazaro, che, dopo una breve parentesi in Premier, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio e divenire molto utile nelle rotazioni per Rose. A questi si è aggiunto anche il talento di  Hannes Wolf, anch’egli austriaco, che sotto l’ala protettiva di capitan Stindl sta bruciando velocemente le tappe.

Per il resto, oltre al già citato titano svizzero, il Gladbach annovera tra le proprie file anche il figlio d’arte Thuram, Plea, Lainer, Ginter e il portierone Sommer, vera certezza tra i pali.
Una squadra con elementi di spessore per il campionato tedesco e anche per l’Europa. Giocatori che possono dare modo ai giovanissimi della linea verde di poter crescere sempre di più.
I talentini offensivi sono tanti, e pian piano stanno facendo sorridere il tecnico tedesco nativo di Lipsia.

Cosa rende il Gladbach una scheggia impazzita all’interno del sistema tedesco? Paradossalmente i ragazzi della Renania Settentrionale riescono a rendere propria la teoria sociale del “bricolage” unendo stili di pensiero ed elementi presi da altre società. Unisci il pragmatismo bavarese del Bayern, le idee di gioco del Lipsia e il mercato simil Dortmund e otterrai una piccola creatura affascinante che, in un modo o nell’altro, sta tornando ad imporsi ad alti livelli.

Il Borussia Monchengladbach, soprattutto nella meravigliosa cornice del BorussiaPark, è uno spettacolo per gli occhi sotto il piano del gioco. Una squadra estremamente aggressiva, votata totalmente all’attacco, ma anche capace di saper soffrire e respingere l’offensiva avversaria.
La retroguardia, già citata, è solida, fortissima nel gioco di posizione e devastante sul piano aereo. Il centrocampo ha delle dinamo instancabili come Zakaria, Kramer o Neuhahus (piacerebbero tantissimo a Mourinho), mentre in avanti è la festa dell’inventiva.
Tra il dribbling devastante di Thuram, l’intelligenza di Stindl, la rapacità di Plea e i tagli di Hoffman, il Gladbach risulta essere una formazione ostica per qualsiasi altra nel panorama nazionale e non.
Una squadra che potrebbe piacere molto ai videogiocatori di tutto il mondo (PES o Fifa è indifferente), visto l’alto potenziale di crescita di ogni singolo elemento e il divertimento reale che viene perfettamente proiettato sul campo virtuale.

L’esultanza dopo la vittoria contro il Bayern[fonte @borussia]

I problemi, purtroppo, che hanno fermato in questi mesi il gruppo di Marco Rose sono stati principalmente due. Il primo, non indifferente, i continui acciacchi fisici dei giocatori. Una perenne sfortuna che ha impedito al tecnico di poter schierare con regolare costanza i suoi titolarissimi. Il secondo, che è facilmente comprensibile analizzando gli elementi messi in luce nelle righe soprastanti, è la tenuta mentale di un gruppo giovane e votato alla spregiudicatezza.

Il Gladbach gioca a ritmi serrati, preme l’acceleratore sin dal primo minuto. Predilige mandare il pallone sulle fasce (anche quando gioca a tre a centrocampo) e sfrutta tantissimo i binari che si creano tra esterno e terzino. In alcuni casi, soprattutto durante le fasi di possesso in cui si schiera a 3 dietro con l’abbassamento di Zakaria, può ricordare l’Atalanta di Gasperini. Un simile dispendio energetico, pertanto, lascia comprendere facilmente il perché un gruppo non al 100% della condizione possa avere dei problemi sulla competizione lunga.


Il Gladbach, ciò nonostante, è una squadra che giorno dopo giorno assume consapevolezza di sé. Una meravigliosa Chimera formata da più culture sportive attecchite in questi anni in Bundes. Il suo leader tecnico è pronto a far consacrare i suoi ragazzi e noi non vediamo l’ora di poterli vedere raccogliere i succosi frutti nati da un faticoso lavoro.

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