Il Siviglia può ancora vincere la Liga?

Il Siviglia ha cambiato la propria identità per provare ad ambire alla Liga. Più giocatori esperti e meno talenti da scoprire. Riusciranno i ragazzi di Lopetegui in questa miracolosa impresa?

La carica degli andalusi di Lopetegui [foto @SevillaFC]

La squadra di Julen Lopetegui sta disputando un campionato di primissimo livello e potrebbe, dopo anni di attesa, portare un’agognata Liga nella città di Siviglia

In Andalusia il calcio è vissuto in maniera diversa rispetto al resto del paese.
In Spagna il rapporto tra società e tifosi è forte, è vero (essendo il primo sport nazionale), ma quello che si respira a Siviglia, per alcuni aspetti, è diverso.

Terzo sito calcistico più visitato di Spagna, un giornale quotidiano dedicato solo alla squadra, più una rivista trimestrale, evoluzione delle vecchie fanzine, per i tifosi. Oltre, ovviamente, alla seconda radio di club del paese e una TV personale che trasmette h24 aggiornamenti sulla squadra. Un rapporto viscerale che ha avuto il suo definitivo exploit durante i primi anni 2000.


Tutto è iniziato con l’approdo in società di Ramon Rodriguez Verdejo Monchi. Il Direttore Sportivo, ex portiere bianco rosso, nonostante un totale, ed estemporaneo, fallimento a Roma, ha dedicato la propria vita alla causa Siviglia. Da piccola società in crisi finanziaria, a realtà conclamata in Spagna e in Europa.
Seguendo una linea verde, la squadra andalusa ha trovato giovani talenti in giro per il mondo, per poi farli esplodere, vincere e venderli ai top team europei.

Quest’anno, invece, il modus operandi sembrerebbe essere cambiato. Rispetto alle stagioni passate dove i bianco rossi erano infoltiti da una grossa schiera di giovani e giovanissimi pronti a diventare delle vere realtà calcistica, quest’anno si è deciso di puntare più sulle certezze.
I ragazzi che fanno gola alle big ci sono, basti pensare a Joan Jordan, classe ’94 di centrocampo capace di fare tutte le fasi di gioco unendo quantità a qualità. O alla consacrazione dell’ex Bordeaux Koundé, ’98 in grado di guidare la linea difensiva con sapienza, nonostante i suoi “soli” 178 cm di altezza.

Tutto, però, è cambiato quando a Gennaio di quest’anno non si sono lasciati sfuggire l’occasione di portare El Papu in Andalusia. Goméz, dopo le turbolente disavventure con Gasperini a Bergamo, ha trovato nuova linfa vitale a Siviglia, diventando in pochissimo tempo un titolare di totale affidamento e rendimento.

Al Papu bisogna aggiungere altri veterani esperti in mezzo al campo. Dall’eterno capitano Jesus Navas sulla corsia di destra, passando a “O PolvoFernando in mediana. Il brasiliano, oltre ad aver avuto uno dei rendimenti più costanti nella storia del calcio moderno, è anche la concreta manifestazione di come alla nazionale verde oro i giocatori intelligenti non facciano impazzire.


Da non dimenticare anche il roccioso e dinamico Acuna a sinistra, il ritorno del fenomenale Rakitic, per passare all’esplosione definitiva del marocchino Bounou. Il portiere ex Girona ha rubato il posto al non troppo sicuro Vaclik e in poche partite ha dimostrato il suo valore a suon di clean sheet.
Ultimo, ma non per importanza, da evidenziare? Un altro marocchino, ma che gioca punta. Youssef EnNesyri. Il ’97 ex Leganes sta vivendo una stagione d’oro, timbrando il cartellino dei marcatori con costanza metodica, e diventando uno dei cannonieri più proficui d’Europa.

Una squadra atipica rispetto al passato. Molti giovani sì, ma ancor più certezze e giocatori della “vecchia guardia” capaci di dare un apporto costante e sicuro. A questi, ovviamente, va aggiunta la guida sapiente di Lopetegui, il quale sta dimostrando il suo valore e le sue sapienti doti.
La sua squadra gioca un calcio dinamico, concreto, bello da vedere e che per similitudini ricorda moltissimo il Chelsea di Tuchel.

Il bomber marocchino è diventato il leader offensivo della manovra andalusa [fonte @SevillaFC]

Il Siviglia, attualmente, si ritrova quarto in campionato a -6 dalla vetta, con un calendario molto interessante.
Nelle restanti partite dovrà fronteggiare l’insidioso Granada (privo di obiettivi stagionali), i baschi di Bilbao, un già salvo e sereno Osasuna, oltre a Valencia e Alaves (in cerca di punti salvezza). Il pericolo principale? Il Villareal. Il submarino amarillo è reduce da una stagione eccezionale e ancora in corsa per la finale di Europa League.
La squadra di Unai Emery è alla ricerca di punti per raggiungere nuovamente l’Europa League e il suo gioco è tra i più efficaci di tutta la Spagna.

La squadra di Lopetegui dovrà far fronte alle difficoltà di questo calendario che, all’apparenza, potrà sembrare agevole, ma che realmente cela numerose insidie.
I ragazzi del Siviglia, però, sono pronti. Dopo anni di successi europei è arrivato il momento di trionfare in madrepatria, e in un’annata così folle, la possibilità di fare uno scherzetto alle big3 è una possibilità concreta.

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