Javi Martinez ancora Super-eroe: l’essenziale “Kaiser di Ayegui” invisibile agli occhi

Javi Martinez ha deciso, con il suo goal al 104esimo, la sfida tra Bayern Monaco e Siviglia.

Javi Martinez esulta nella Supercoppa Europea del 2013 (a sinistra) e in quella del 2020 (a destra)

Un Super-eroe per la Super-coppa Europea. Javi Martinez ha scelto il modo più bello, prestigioso e spettacolare per salutare, dopo otto anni di fedele servizio, il Bayern Monaco: goal decisivo al minuto 104 della sfida tra i bavaresi e il Siviglia per il definitivo 2-1 e tedeschi super-campioni d’Europa per la seconda volta nella loro storia.

La prima, sette anni fa, porta – per un clamoroso gioco del destino – ancora la firma di Javi Martinez. Il centrocampista spagnolo, infatti, segnò il goal del 2-2 al 121esimo minuto con il quale i bavaresi andarono ai rigori (poi vinti) contro il Chelsea di Mourinho.

Storia di un super-eroe

Un predestinato, un lottatore, uno che non molla mai, un professionista esemplare, sempre presente, sempre disponibile al lavoro e al sacrificio. Mai oltre le righe del necessario, anche quando l’addio sembrava più che consumato; fino a martedì Javi Martinez doveva partire, negoziando quello che sembrava un ritorno ormai imminente al suo Bilbao; cessione poi, ovviamente, rinviata con tanto di convocazione a sorpresa per la gara contro il Siviglia. Con goal decisivo e trionfo finale.

Queste gioie da super-eroe, dunque, sembrano essere il giusto premio ad una carriera straordinaria, costellata da due Champions League vinte con il Bayern Monaco e dai Mondiali (2010) ed Europei (2012) messi in bacheca con la Spagna. Un campione silenzioso, un calciatore d’altri tempi sia nello stile caratteriale che in quello di gioco, con quel ruolo da metodista del centrocampo più tipico degli anni 80-90 che dei tempi moderni. Insomma, un Beckenbauer – per caratteristiche s’intende – dei nostri tempi.

Non a caso soprannominato “Il Kaiser di Ayegui”, Javi Martinez si è costruito la sua carriera nel grande calcio partendo dall’Osasuna (con l’esordio in Segunda Division a 16 anni, record assoluto) per poi definirsi calcisticamente con la prestigiosa camiseta dell’Athletic Bilbao. Con Bielsa, il basco ha raggiunto ottimi risultati, agguantando prima i trofei con la Spagna e poi la chiamata del Bayern Monaco.

In Germania la definitiva consacrazione: da giovane promessa a pilastro, da talento a campione, passando per il lavoro e per il silenzio dominante. E per i goal decisivi. Due in due Supercoppa Europea, per esempio. Dietro, tanta fatica sporca, tanta mentalità, tanto carattere. Oggi, 25 settembre 2020, la prima pagina è sua, ancora con la maglia del Bayern Monaco addosso. I riflettori sono suoi, al tramonto di una carriera straordinaria, ma spesso nascosta. D’altronde, come scriveva Antoine de Saint-Exupèry, autore de “Il Piccolo Principe”, l’essenziale è invisibile agli occhi.

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