La Francia ritrova il suo numero 9: Il ritorno di Benzema

Immaginate una nazionale capace di schierare contemporaneamente Griezmann e Mbappé. Ora pensate anche all’aggiunta di Benzema.
Paura?

Benzema

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” è quello che, senza dubbio, avrà pensato anche Karim Benzema

Essere Karim Benzema non è facile. Prima sei l’enfant prodige del Lione. Domini in Francia e tutti si attendono la definitiva consacrazione. Approdi al Real Madrid, diventi un punto fermo, passano i centravanti, ma tu resti sempre lì. Non c’è Higuain o Morata che tenga, Karim “the dream” resta il 9.
Il numero di talenti, però, è così abbondante da farti finire in ombra. Cristiano Ronaldo, Angel Di Maria, Gareth Bale, Isco, Asensio ecc. Così tanti fenomeni che poterli elencare tutti quanti richiederebbe un’intera decade.

Alcuni dei gol che la nazionale francese si è persa in questi anni [fonte @DAZN]

Karim continua, nel suo silenzioso lavoro, a fare quello che gli è sempre riuscito: Goal.
Un amore, quello per il goal, che viene affiancato anche a tanto lavoro sporto. Il suo stile di gioco cambia, si evolve, si plasma a seconda dei compagni di squadra. Pian piano aumentare e matura il suo Q.I. calcistico. Da centravanti d’area diventa un giocatore totale. L’emblema del centravanti moderno.
Dopo 10 anni i numeri, oltre gli innumerevoli trofei, dicono 558 presenze, in maglia Merengues, condite da 278 reti. Una media devastante da top scorer di tutti i tempi.

E in nazionale? Con simili numeri, anche la Francia ne avrà senza dubbio giovato. D’altronde perché qualcuno dovrebbe privarsi di un giocatore così unico e forte?
Beh, di tempo ne è passato veramente tanto. L’ultima volta sul calendario compariva scritto 8/10/2015. Era un’amichevole a Nizza contro l’Armenia e Benzema, per non perdere l’abitudine, fece due reti.
Normale amministrazione.
Eppure, il destino ha voluto giocargli un brutto scherzo. Fino a oggi.

Mettiamo da parte le querelle sull’identità nazionale. Il conflitto algerino – francese e il dualismo Ferrari – Go Kart. Acqua passata. Karim è tornato.

La nazionale francese, dopo le diramazioni ufficiali in vista di Euro2020, ha dichiarato (calcisticamente parlando) guerra alle altre squadre. D’altronde se in attacco puoi permetterti di portare gente del calibro di Griezmann, Mbappé, Ben Yedder, Thuram, Coman , Dembele e Giroud, l’ultima cosa che ti manca è l’avere un numero 9 totale. Un giocatore devastante capace di fare qualsiasi cosa. Un Karim Benzema, per dire un nome qualsiasi.
Deschamps ha deciso, pertanto, che la Francia terrorizzerà le difese avversarie con il tridente GriezmannBenzemaMbappé, riuscendo a mettere a dura prova qualsiasi faraonica squadra nata da una stagione su Fifa o Pes.

Tralasciando il quantitativo di gol abnorme che questi signori porteranno con sé in valigia, cosa potrà dare in più Benzema ad una nazionale già così forte?

C’eravamo tanto amati [fonte @Benzema]

Il precedente centravanti della Francia era Olivier Giroud, il quale, grazie alla sua totale abnegazione per la causa, era stato adoperato come rifinitore e lottatore. Sacrificato a favore del suo fisico devastante, l’attaccante del Chelsea aveva totalizzato 0 tiri in porta durante l’ultimo mondiale. Il suo compito era quello di dominare i palloni aerei, far avanzare la squadra e servire la velocità senza criterio logico dei suoi compagni di reparto.
Benzema, adesso, potrà fare altrettanto e di più. Karim rappresenta un’evoluzione di Giroud. Per intelligenza tattica, fiuto del gol, capacità di anticipare l’avversario, forza fisica e, soprattutto, qualità pura nei piedi, l’ex Lione è il compagno di reparto perfetto per il duo di piccoli diavoli.
Benzema donerà alla Francia anche la capacità di giocare in profondità per vie centrali, andando ad togliere una soluzione di marcatura a zona preventiva, cosa che accadeva quando Giroud si doveva abbassare per ricevere palla.

Il gioco era lineare: Giroud scende e la sua posizione viene presa da uno tra il 7 e il 10, l’altro va in fascia e cerca l’appoggio del 9. Sembra matematica base e fondamentalmente è così, ma la messa in pratica è sempre risultata così perfetta e lineare da impedire un’effettiva contromossa avversaria. Adesso, oltre a questo sistema, la nazionale campione del mondo potrà scegliere anche altri due tipi di movimento. Un attacco in profondità di tutto il tridente o, all’occorrenza, palla a terra per i due fantasisti che andranno a ricercare, a loro volta, il 9 sui piedi (senza sponda).
Il calcio è un gioco semplice, ma il difficile sta nel renderlo tale. Benzema, però, è in grado di fare entrambe le cose e la Francia non vede l’ora di riabbracciare il proprio attaccante phénoménal.

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