La libertà di potersi inginocchiare

Troppe inutili polemiche: lasciamo in pace la Nazionale.

Istantanea del calcio d'inizio (o poco prima) di Galles-Italia a Euro2020

Istantanea del calcio d'inizio (o poco prima) di Galles-Italia a Euro2020

Il principio l’articolo 21 della nostra Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Quando si usa la gogna bisognerebbe tenere a mente queste parole, postulato costituzionale. E poi, spesso, fare silenzio. Poniamo un cappello alla vicenda degli italiani che hanno liberamente scelto di non inginocchiarsi contro il Galles in segno della protesta “Black Lives Matter”.

Nel gioco delle parti la controparte tifosa risponde che chi ha optato per questa scelta sia razzista. Tra l’altro, quando gli si chiede una spiegazione logica, questi protestanti balbettano. La libertà, quanto meno per Gaber, era partecipazione, ma è anche consapevolezza. Dietro una scelta simile ci possono essere molteplici fattori: inconsapevolezza, mancata volontà o, al tempo stesso, poca attenzione sul momento.

Eppure, nonostante il momento di gloria, verso la Nazionale di Roberto Mancini ci sono state accuse ridicole. Un’Italia che non partecipa alle proteste ispirate alla barbara uccisione di George Floyd non è un’Italia razzista. Non lo è a livello assiomico, figuriamoci nella pratica. Non perché un giocatore sceglie di non inginocchiarsi allora sarà per forza razzista.

Molti hanno ammesso inconsapevolezza, altri hanno liberamente scelto di non inginocchiarsi. Ci sta, non vuol dire non aderire ma cominciare a chiedersi il senso di replicare un gesto in modo autonomo, come se al posto degli uomini ci fossero automi. Io, ad esempio, mi sarei inginocchiato, perché penso che vada oltre il caso Floyd. Molti, invece, non la pensano come me. Ci sta e lo rispetto.

Molti, anzi, spero pochi, davanti alle telecamere si inginocchiano con consapevolezza. Altri lo fanno come automatismo. C’è chi non si inginocchia scientemente e chi non lo sa. La questione razzismo, tuttavia, non va relegata a un inginocchiamento. Ha radici ben più profonde e va combattuto ogni giorno, con battaglie feroci da un lato e atti di reale e cortese affetto dall’altro.

Morale della favola, lasciate in pace la Nazionale. Non tampinate i ragazzi e lasciateli giocare a calcio, che il razzismo passa da questi atti ma non soltanto da questi.

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