La Nazionale di Dante: a noi convien tenere altro vïaggio

L’Italia comincia la sua ascesa ai Mondiali di Qatar 2022 nel giorno dedicato a Dante Alighieri.

La Nazionale Italiana festante nel gremito stadio Olimpico di Roma [foto @vivo_azzurro]

Un innamorato di Dante come me non può pensare ad una semplice coincidenza. O meglio: so benissimo che il tutto è pindarico e frutto del caso, ma mi piace pensare che ci sia un’assonanza sottile, ma reale, in ciò che si verificherà da oggi in poi. Il 25 marzo, infatti, ricorre il Dantedì, ovvero la giornata dedicata al più grande poeta di tutti i tempi: Dante Alighieri, autore di capolavori dall’inestimabile valore letterario e morale grazie ai quali l’Italia è tutt’ora coperta da un’aurea d’immortalità. Ed è proprio oggi, 25 marzo, che l’Italia del pallone comincia la sua ascesa al trono del mondo: via alle qualificazioni per il Mondiale 2022 in Qatar.

A riveder le stelle

Quel 13 novembre 2017 ci ritrovammo tutti in una selva oscura, smarriti tra le lacrime di Buffon e Barzagli e i vaneggiamenti di Ventura. Fu una serata amarissima, come una delle tante nella vita di Dante, sospeso tra i pensieri assillanti della politica del suo tempo e il nostalgico ricordo della sua Beatrice. Fu, però, uno svenimento necessario: la discesa agli inferi è parte integrante della salita al paradiso; non si può saltare, ma anzi: diventa la molla che, se sfruttata a dovere, permette di muovere il primo passo in avanti. Ed è proprio da lì, da quella speranza persa davanti alla porta di Russia 2018, che l’Italia ha alzato lo sguardo e si è rimessa in cammino.

Guidata da un Virgilio d’eccezione, il CT Roberto Mancini, la Nazionale si è man mano lavata dei suoi errori in giro per l’Europa, conquistando, con un cammino netto e da record, la qualificazione agli Europei del 2021 e le Final Four di Nations League del prossimo ottobre. Piccoli grandi successi, con la speranza che, al momento del loro svolgimento, il primo aggettivo possa togliersi per lasciare interminato spazio al secondo.

La rifondazione tecnica alla ricerca della qualità

Negli ultimi due anni è stata evidente l’opera di rifondazione del tecnico azzurro: nuovo modulo, nuovo gioco, nuovi calciatori, realistiche ambizioni. La Nazionale è stata affidata all’esperienza dei senatori Bonucci e Chiellini, alla maturità dei vari Insigne, Verratti e Jorginho e al talento dei più giovani Donnarumma, Barella e Chiesa con risultati ottimali. Ma siamo dovuti passare da lì, da quella serata che ci aveva di dolore il cor compunto, da quella caduta fragorosa, da quei corpi lassi sul prato di San Siro.

La strada, però, non è ancora finita: per riveder le stelle in tutto il loro splendore c’è bisogno di compiere tutto il cammino. Ed è oggi che comincia l’ultima parte: via alle qualificazioni per Qatar 2022, con Chiellini e compagni impegnati subito in tre scontri cruciali: prima l‘Irlanda del Nord, poi la Bulgaria, quindi la Lituania, infine la Svizzera per mettere subito in chiaro le cose. Non avversarie imbattibili, ovviamente, con l’Italia che è ampiamente favorita, ma non ci dobbiamo assolutamente dimenticare da dove siamo partiti.

Eravamo smarriti, ci siamo rialzati, capendo i nostri errori e commettendone altri, Ma a noi convien tenere altro viaggio. E le stelle sono lì. Ora siamo di speranza fontana vivace, con l’augurio di poter, un giorno in uno stadio del Qatar, ripetere con gli occhi lucenti:

Oh quanto è corto il dire e come fioco
al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi,
è tanto, che non basta a dicer ‘poco’.

Dante Alighieri, Divina Commedia (XXXIII Canto del Paradiso, vv 121-123

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