Lazio, non è tutt’oro quel che luccica(va): problemi e soluzioni per la prossima stagione

La Lazio ha definitivamente abbandonato i suoi sogni Scudetto: come far bene nella prossima stagione?

Luis Alberto, numero 10 spagnolo in forza alla Lazio [foto @SoyCalcio_ ]

Sarebbe stato facile intitolare quest’articolo con: “Lazio, dalle stelle alle stalle”. La scelta, però, è caduta sul proverbio “non è tutt’oro quel che luccica” presente già dai tempi di Esopo e conosciuto, sopratutto, grazie a “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare. Il motivo è presto detto: questa Lazio è stata tra le stelle d’Italia in questa stagione e vedrà quelle della Champions League nella prossima; le stalle, al netto delle considerazioni che seguono, i biancocelesti non le hanno nemmeno sfiorate.

É evidente, invece, che Immobile e compagni non siano l’oro che luccicava per gli stadi italiani fino a qualche mese fa. Quattro sconfitte in sei partite post ripartenza, di cui due nei big match con Atalanta (3-2) e Milan (0-3) e due con squadre di medio-bassa classifica (2-1 a Lecce 1-2 col Sassuolo); sette goal fatti e dodici subiti, conditi da prestazioni non certo memorabili.

Lazio, il crollo post coronavirus

La Lazio è letteralmente crollata nella seconda parte di stagione, abbandonando sin da subito quei sogni Scudetto che il campo, in barba ai valori della carta, aveva reso possibili. Tra le motivazioni di questa caduta libera vi è, in primis, la pochezza quantitativa di una rosa che – è evidente – non può competere con la Juventus o con la stessa Atalanta nelle attuali condizioni. Se, prima dello stop per il coronavirus, i biancocelesti volavano sulle ali dell’entusiasmo grazie ad una condizione mentale e fisica straordinaria, figlie dell’unico impegno settimanale in campionato, da giugno in poi i guai sono venuti a galla.

Simone Inzaghi, di fatto, può contare su pochi titolari di altissimo livello (Milinkovic-Savic, Luis Alberto, Lazzari e Correa) e su qualche altro calciatore più che discreto (Immobile, Acerbi e Leiva) ma poi… Poi c’è poco, forse nulla. Ieri, in campo contro il Sassuolo, c’erano Bastos, Lukaku, Parolo, Cataldi e Adekanye e, con tutto il rispetto, non si può certamente pensare di competere per il Tricolore con questi elementi. Ai problemi quantitativi della rosa si è aggiunta, poi, una diretta conseguenza: la condizione fisica scadente. La Lazio è, tra i club di Serie A, quella che più sta risentendo del giocare-ogni-tre-giorni: al netto di infortuni e squalifiche, i biancocelesti hanno sofferto in tutte le partite giocate.

Lotito, è colpa tua?

Ed è qui che ritroviamo la causa di questi mali: la società. Qualcuno deve spiegare a tifosi biancocelesti, addetti ai lavori e appassionati perché la Lazio, a gennaio, non ha fatto mercato. Quante possibilità c’erano che una situazione del genere si potesse ripetere nella prossima stagione? Quante possibilità ci sono che la Lazio si trovi, nei prossimi anni, ad un punto solo di distanza dalla Juventus capolista alla fine del girone d’andata?

Caro Lotito, la tua Lazio non è tutt’oro quel che luccicava, ma tu avevi il dovere di aggiungere qualche pepita. Non l’hai voluto fare e queste sono le conseguenze. Sia chiaro: le stelle, la Lazio, le vedrà comunque nella prossima stagione, grazie ad una stagione comunque straordinaria che ha anche portato un trofeo nella Capitale. Per affrontare, però, Champions League, campionato e Coppa Italia, giocando sempre ogni tre giorni, sarà indispensabile un’altra mentalità: serviranno investimenti e innesti mirati, voglia di vincere, di cogliere l’attimo, di guardare tutti dall’alto.

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