Le pagelle alle ‘sette sorelle’ della Serie A 2020-2021

Inter precisa, il Milan è tornato, l’Atalanta c’è, la Juve di reni. Napoli bene nonostante il risultato, non esaltano Lazio e Roma.

I voti al campionato di Serie A appena concluso.

Si è concluso ufficialmente il campionato di Serie A 2020-2021. L’Inter si è laureata Campione d’Italia, interrompendo, dopo 9 anni, il dominio Juventus. I bianconeri di Pirlo, con un colpo di coda, riescono a raggiungere una quasi insperata, ad un certo punto, qualificazione alla Champions League, alla quale tornerà per la terza volta consecutiva l’Atalanta e, dopo sette anni di assenza, il Milan. Napoli quinto per un solo punto ed in Europa League assieme alla Lazio, Roma nella nuova Conference League. Retrocedono Benevento, Crotone e Parma.

Serie A 2020-2021, le pagelle

INTER – 10

La perfezione non esiste, l’obiettivo centrato sì. L’Inter ha vinto lo Scudetto, che era il traguardo prefissato ad inizio stagione e lo è stato ancor di più con l’eliminazione precoce dalla Champions League, con una seconda parte di stagione super. L’impronta di Conte è evidente nella forza del duo offensivo, nella graniticità del trio difensivo, nell’ordinarietà del centrocampo. È con queste chiavi che si vince in Italia. L’Inter è stata precisa: le ha messe sul campo benissimo, da 10.

MILAN – 9

La prima parte di stagione aveva fatto sognare lo Scudetto ed è giusto che, per un tifoso, sia così. Oggettivamente, però, non si poteva pensare ad un Milan già tricolore, perché era chiaro che l’obiettivo plausibile e, considerando i valori, raggiungibile di questa squadra fosse la qualificazione alla Champions League. Traguardo raggiunto, forse con qualche patema di troppo visti i mesi precedenti a quest’ultimo, ma i rossoneri son tornati a casa ed è questo ciò che conta di più.

ATALANTA – 9

Ad ogni inizio stagione si pensa che quella che sta per cominciare possa essere l’annata del declino Atalanta, ma, ancora una volta, tutti smentiti. Me compreso. Terza qualificazione di fila in Champions League e terzo posto finale con 78 punti, raggiunti con un gioco sempre molto apprezzabile e apprezzato. Manca un trofeo? Sì, ma in campionato alla banda Gasperini non si poteva (per quest’anno) chiedere di più.

JUVENTUS – 6

La sufficienza è raggiunta perché la qualificazione alla Champions League era l’obiettivo minimo. Alla Juventus di quest’anno, però, bisognerà fare le opportune valutazioni: la squadra ha convinto sempre troppo poco, a tratti, senza mai mostrare la costanza tipica di questa società. Non si può vincere per sempre e 9 anni di fila sono tanti, però non essere crollati, nonostante una stagione difficile, è certamente un punto a favore dei bianconeri. Non si può parlare di fallimento, ma di una fase di ristrutturazione che, con la Champions, si costruirà con una spinta in più.

NAPOLI – 7

È vero che un punto in più o in meno cambia tantissimo le cose, ma proviamo, nel caso della squadra di Gattuso, ad andare oltre il semplice risultato. Prima parte di campionato balbettante soprattutto a causa dei tantissimi infortuni (quelli prolungati di Osimhen e Mertens in primis), seconda parte super (nessuna sconfitta nelle ultime 15) che faceva presagire ad un finale diverso dal quinto posto. Il risultato sperato non è arrivato, l’obiettivo prefissato non è stato raggiunto nonostante il valore altissimo della rosa partenopea, ma Gattuso lascia tanto buono su cui lavorare.

LAZIO – 5,5

Il sesto posto finale rispecchia la dimensione della società biancoceleste. Nell’anno in cui la Lazio è tornata in Champions League, la campagna acquisti è stata assolutamente fallimentare e di ciò ne ha risentito la classifica, con un -10 importante di differenziale rispetto alla passata stagione. Personalmente credo che, a livello di valori, Immobile e compagni non potessero andare oltre il sesto posto, quindi ci starebbe anche un 6 di sufficienza, ma il trattamento riservato a Simone Inzaghi (e ai tifosi sempre speranzosi) ‘merita’ un mezzo voto in meno.

ROMA – 4,5

La Conference League raggiunta per due goal in più nella differenza reti col Sassuolo rende bene l’idea della stagione strana dei giallorossi, costellata dalle estreme difficoltà nei big match e dal focus sull’impegno europeo, al quale si sono aggiunti tantissimi infortuni e una gestione tecnica e societaria con alcune lacune. A Mourinho il primo obiettivo: rimettere a posto le cose. Per me questa Roma era da settimo posto e settimo posto è stato, ma il modo con cui è stato raggiunto fa sì che si possa solo sfiorare la mediocrità.

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