L’Inter di Conte è ciò che serve per vincere lo Scudetto

I nerazzurri, da candidati principali per lo Scudetto, sono ora gli (stra)favoriti.

I festeggiamenti dei nerazzurri dopo la vittoria sul Milan [foto @inter]

I festeggiamenti dei nerazzurri dopo la vittoria sul Milan [foto @inter]

La vittoria netta nelle proporzioni e perentoria sul campo contro il Milan nel derby di domenica scorsa ha certificato ciò che, personalmente, ripeto da agosto: l’Inter è la favorita per lo Scudetto. Ora ha ed è ciò che serve. Si trattava solamente di delineare sé stessa, di ritrovarsi in tutti i propri effettivi, di consolidare al massimo un tipo di gioco che, storicamente, porta spesso e volentieri al Tricolore.

Work hard, play hard

David Guetta

David Guetta, nel suo famosissimo brano “Play Hard”, lo canta con chiarezza: lavora sodo, gioca duro. Ed è così che l’Inter vince. Antonio Conte è uno dei tecnici più “operai” che l’opinione comune conosce: il suo motto è “testa bassa e pedalare” e i nerazzurri, con una sola partita a settimana, possono farlo con costanza e rendimento. Il sacrificio in settimana al centro sportivo Suning, poi, conduce al gioco forzuto della domenica sul campo: l’Inter è una squadra fisica, capace di dominare materialmente gli avversari attraverso il vigore dei propri calciatori, unito alle singole qualità tecniche.

L’Inter oltre la LuLa

Il derby di Milano, da questo punto di vista, ha messo in luce la complementarietà devastante della coppia Lukaku-Lautaro. L’argentino, al netto dei tanti goal sbagliati quest’anno, ha tutte le qualità per diventare uno dei centravanti più forti del mondo, perché unisce rapidità, tecnica e forza. Le sue caratteristiche vengono poi esaltate ancor di più da Lukaku, capace di sbaragliare le concorrenze difensive con le capacità – per dirla alla Conte – di un giocatore da football americano: prende, parte, spazza tutti, segna o fa segnare.

Di Hakimi e Barella abbiamo già parlato in abbondanza e non ci dilunghiamo oltre, se non per sottolineare i giocatori opposti a loro sul campo: Perisic ed Eriksen. Il croato e il danese sono, a tutti gli effetti, due nuovi acquisti per Conte: rendimento e risultati personali e di squadra ne stanno migliorando l’autostima ed ora si vestono entrambi da punti cardine nell’undici di Conte. A questa squadra serviva tecnica e il 24 e il 14 ne hanno da vendere.

In ultimo, ma non certo per importanza, la solidità difensiva. Storicamente vince lo Scudetto chi subisce meno goal e l’Inter, dopo un girone d’andata con più di qualche sbandamento, ha trovato la quadratura con i quattro vertiti titolari: Handanovic in porta, protagonista del derby con parate più che decisive, Skriniar, De Vrij e Bastoni. Schierati in 14 delle ultime 15 sfide, l’Inter ha subito 11 gol, di cui solo uno nelle ultime 6.

Corsi e ricorsi di derby Scudetto

10 anni fa – era il 3 aprile 2011 – il Milan ipotecava lo Scudetto battendo per 3 a 0 l’Inter, rivale principale per il Tricolore, nel derby di Milano. Ad oggi, 23 febbraio 2021, l’Inter si prenota un posto di prima classe nell’aereo Scudetto battendo per 3 a 0 il Milan, rivale principale guardando la classifica, nel derby di Milano.

È la stessa storia, dunque, a dirci, con il dovuto equilibrio viste le 14 giornate ancora mancanti e le innumerevoli variabili di questo campionato, che questa Inter work hard play hard è tutto ciò che serve per vincere lo Scudetto. Juventus, in primis, permettendo. I pezzi, già da inizio stagione, erano quelli giusti e ora Antonio Conte ha finalmente composto al meglio il suo puzzle.

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