L’isola di Arthur. La Juventus perde Pjanic ma acquista un sognatore

L’addio di Miralem Pjanic, l’arrivo di Arthur. Il primo valzer è compiuto.

Foto dal profilo Instagram della Juventus

Il primo valzer è compiuto. Miralem Pjanic lascia la Juventus per andare al Barcellona. Nell’affare con i blaugrana cambia casacca anche Arthur, che vestirà i panni bianconeri per le prossime cinque stagioni. L’effige del brasiliano è bianconera anche nel giorno della sua presentazione. Un’immagine destinata a finire sulla sua scrivania.

Per assicurarsi le prestazioni di Arthur la Juventus ha depositato nelle casse del Barcellona 72 milioni di euro più dieci di bonus. In compenso, la cessione di Pjanic ha rimpinguato il fortino bianconero di sessanta milioni più cinque di bonus. Uno scambio di favori tra gentiluomini.

I protagonisti dello scambio sono stati Quique Setién e Maurizio Sarri. Il primo, tecnico dei catalani, voleva un regista purissimo. Il secondo era alla ricerca di un fantasista, un interno di centrocampo dai piedi buoni. Alla fine, se ci immergiamo nella mente di Sarri, cercava un sognatore.

Arthur Melo, un sognatore calcistico

L’allenatore dei bianconeri è il re dei sognatori calcistici. Anni di gavetta, qualche risposta da battibecco, allenamenti asfissianti. Tutto per un obiettivo: creare la sua isola. Alla fine c’è riuscito, creando l’isola di Maurizio Sarri, battezzata “sarrismo”.

I sognatori amano circondarsi di altrettanti sognatori. Per questo Miralem Pjanic non poteva più far parte della compagine juventina. Piede cristallino privato delle punizioni, interprete denaturalizzato e incursore dimenticato. Via, si cambia aria, verso la Catalogna a costruire altre isole.

Sarri vuole altri naufraghi nel mare del pallone. Per questo ha scelto Henrique Ramos de Oliveira Melo. Il brasiliano affonda nell’oceano del pallone, ma ci sguazza a meraviglia. Cambi di gioco, sterzate, un direttore d’orchestra che non sente il peso del Bolshoi.

Elsa Morante scrisse “L’Isola d’Arturo”, romanzo del 1957 ambientato nella meravigliosa cornice di Procida. Quell’isola racchiudeva tutto l’universo di Arturo. Una culla per lui e per la sua esistenza. Chissà se la Juventus diventerà “L’Isola di Arthur”. Magari il sognatore verde oro avrà finalmente una palma sotto la quale riposare.

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