Messi ha rifatto volare il barrilete

Il 10 argentino ha messo a segno un altro goal alla Maradona.

Leo Messi con la Copa del Rey ([oto @BarcaWorldWide]

Leo Messi con la Copa del Rey ([oto @BarcaWorldWide]

Tutti ricordiamo l’immortale telecronaca di Victor Hugo Morales in quell’Argentina-Inghilterra del 1986, quando Diego Armando Maradona fece volare nei cieli della storia il suo “barrilete cosmico”: partito da centrocampo, 11 tocchi magici, avversari saltati come birilli e palla in rete. Straordinario, elegante, colorato. Un aquilone vero e proprio capace di dispiegarsi tra le maglie inglesi e di infilarsi, dritto dritto, nei momenti più magici di sempre.

Nel 2007, un altro 10 argentino ricalcò le orme – praticamente letteralmente – del suo precedessore mettendo a segno un goal fantastico in Barcellona-Getafe, grazie ad una serpentina iniziata a centrocampo e conclusa con la messa a sedere del portiere avversario. Quel 10 era Lionel Messi e a 20 anni faceva già volare aquiloni cosmici. Era il 18 aprile 2007.

E oggi, che di anni ne ha 34, abbiamo assistito ad un altro volo stupendo. 17 aprile 2021: un adattamento del barrilete cosmico.

Non serve descrivere, le immagini dicono già tutto. In coabitazione con De Jong, bravissimo nel leggere in anticipo i movimenti del compagno servendolo con palle precise per velocità e direzione, Messi ha letteralmente sbaragliato il mondo con un altro goal dei suoi. In un periodo in cui anche il più grande dei nostri tempi sembra faticare nella costanza, lui ci ricorda chi è stato (e chi è tutt’ora), con una rete ai limiti del terreno.

Victor Hugo Morales la definirebbe “cosmica”. Ancora una volta. Non come la prima, ovviamente: quella è illustre, rara, unica, singolare. Ma una versione riadattata, comunque altamente spettacolare, per pochissimi calciatori al mondo e nella storia.

E non ci stupisce, allora, che i giocatori del Barcellona, subito dopo la premiazione, abbiano a turno chiesto una foto con il trofeo (la Copa del Rey vinta 4-0 contro l’Athletic Bilbao) e il loro capitano. Perché Maradona è stato certamente l’aquilone del calcio mondiale e lo sarà per sempre, ma Messi è il più degno erede che il cielo potesse regalarci.

[Grazie al collega Peppe Cervellera per la segnalazione cronologica dei due barriletes di Messi]

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