Milan aiutato? Eppure… L’analisi dei rigori in favore dei rossoneri

Analizziamo tutti i penalties concessi al Milan: decisioni corrette o sviste arbitrali?

Il calcio di rigore trasformato da Kessie in Milan-Torino [foto @acmilan]

Nonostante un filotto impressionante di 27 risultati utili nelle ultime 28 partite giocate (unica sconfitta in 10 mesi mercoledì scorso contro la Juventus) e il primo posto in classifica con 40 punti in 17 giornate, si legge da più parti di “Milan aiutato” dagli arbitri e dalle loro decisioni. In particolare, chi critica i rossoneri punta il dito contro i numerosi rigori assegnati a Kessie e compagni, spesso guadagnati con una varietà di gioco e di soluzioni che premia i movimenti degli attaccanti (dotati di grande tecnica) a sfavore di quelli dei difensori.

Oggi, dunque, userò anche io un certo rigore – parola non scelta a caso – per analizzare tutti i penalties concessi al Milan: decisioni corrette o sviste arbitrali?

1 | Milan-Bologna

Al 48esimo contatto tra Bennacer e Orsolini; l’algerino anticipa il 7 rossoblu che, cercando la palla, prende solo le gambe del rossonero in area di rigore. Rigore netto trasformato, poi, da Ibrahimovic.

2 | Crotone-Milan

Al 47esimo Rebic s’invola verso l’area di rigore e, nel tentativo di sterzare sul sinistro, viene sgambettato nettamente da Marrone. Rigore ineccepibile trasformato da Kessie.

3 | Inter-Milan

Al 13esimo episodio simile a quello dello “Scida”: l’azione di Zlatan Ibrahimovic, arrivato in area di rigore palla al piede, viene fermata fallosamente dall’intervento di Kolarov. Rigore nettissimo, non c’è neanche da discuterne.

4 | Milan-Roma

Qui l’unico rigore inesistente della stagione concesso al Milan. Al 78esimo Mancini interviene su Calhanoglu, ma non lo tocca. L’arbitro Giacomelli lo assegna chiaramente per compensazione, visto l’inesistente rigore dato alla Roma precedente di qualche minuto per il fallo di Bennacer.

5 | Milan-Hellas Verona

Al 65esimo rigore per il Milan concesso per il calcio di Lovato sulla gamba di Kessie: il fallo è netto, con il difensore del Verona che prende solo la gamba dell’ivoriano e non il pallone.

6 | Milan-Fiorentina

Al 28esimo minuto Saelemaekers s’invola da solo verso Dragowski, venendo atterrato in area da German Pezzella: l’argentino entra in scivolata cercando il pallone, calciato però in anticipo dal belga. Poco da dire, rigore netto.

7 | Milan-Fiorentina

Al 40esimo secondo rigore per i rossoneri contro i viola: Theo Hernandez vola sulla fascia sinistra arrivando a fondo campo e, sterzando, viene atterrato da Caceres; l’uruguagio ne ostruisce evidentemente la corsa verso il pallone e, di fatto, verso un’azione altamente pericolosa. Più rigore che no.

8 | Sampdoria-Milan

Sul finire del primo tempo traversone in area blucerchiata su cui vanno a contrasto aereo Theo Hernandez e Jankto. Il rossonero colpisce di testa, ma il pallone viene deviato col braccio (alto e largo) dal ceco: rigore netto trasformato da Kessie.

9 | Milan-Lazio

Al 17esimo Rebic è in area di rigore, in una posizione molto pericolosa; il croato va al tiro, ma viene falciato in modo scomposto da Patric della Lazio. Il rigore è solare, nonostante il pallone sia già stato calciato.

10 | Benevento-Milan

Ancora Rebic protagonista. Il croato pressa alto e anticipa, nettamente, Tuia: il difensore giallorosso lo contrasta evitando che possa raggiungere il pallone, da lui toccato prima che lo stesso Tuia possa intervenire. Anche qui, rigore netto.

11 | Milan-Torino

Arriviamo alla giornata in corso. Brahim Diaz, sulla linea di fondo, salta Verdi, il quale, con una leggera spinta, lo sbilancia; il 21 rossonero rimane in piede e dribbla Belotti che, cercando il pallone, tocca prima la gamba destra dell’avversario. Non si può dire che sia rigore al 100%: penalty discutibile, ma concederlo, in base all’interpretazione arbitrale, non è un certo un errore. Tra l’altro, il Milan ha legittimato sul campo la sua superiorità (rigore e decisioni arbitrali a parte).

Milan legittimato

I fatti sono ostinati; e qualunque cosa siano i nostri desideri, le nostre inclinazioni, o i dettami della nostra passione, esse non possono alterare lo stato dei fatti e l’evidenza.

John Adams

Affermava così John Adams, secondo presidente degli Stati Uniti d’America e primo vicepresidente, nonché Padre fondatore degli Stati Uniti d’America, fu il primo presidente a vivere alla Casa Bianca. Ricordiamoci, dunque, delle sue parole quando, contagiati dal tifo, commentiamo gli episodi di Serie A. Si deve cercare l’obiettività, parlando e analizzando i fatti. Quelli contano.

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