Neanche Beckett parlerebbe di Icardi alla Juventus durante il coronavirus

Per l’ennesima volta si parla di Icardi alla Juventus. Potrebbe capitare, per carità, ma non è tempo e luogo per il calciomercato.

Sfogliando il giornale, la moria del giornalismo sportivo italiano. L’ennesimo articolo su Mauro Icardi a un passo dalla Juventus. Per carità, potrebbe anche essere vero, ma resto perplesso. Per qualche visualizzazione in più il giornalista deve tirare fuori sempre i soliti nomi, anche quando fuori ci sarebbe da discutere di milioni di cose. La salute dei giocatori, le velleità delle dirigenze, come vivono gli atleti queste sensazioni altalenanti.

Invece no, Icardi alla Juventus. Il calciomercato a casaccio regna sovrano, sfamando il palato di chi, in questo momento, non riesce proprio a farne a meno. L’Italia senza calciomercato non sa vivere. Si tratta della cosa più vicina al fantacalcio, pane per i nostri denti. Eppure, in un momento storico simile, parlare per la milionesima volta di Icardi alla Juventus mi sembra uno schiaffo alla morale, soprattutto quando davanti ci sono società che stanno per sparire del tutto.

Sembra una parentesi del teatro dell’assurdo, ma sono convinto di una cosa. Se Samuel Beckett avesse detto a James Joyce di voler parlare di Icardi alla Juventus durante la più grande crisi sanitaria del nostro tempo lo scrittore di “Dubliners” gli avrebbe riso in faccia. Mi immagino già la risposta.

“A Samuel, va bene Vladimir ed Estragon che aspettano Godot, ma qui mi pare che si stia un po’ esagerando”.

Invece no. Qui in Italia va bene. In primo piano ci sono le liti su Bonucci che festeggia il nonno in compagnia, ci sta Wanda Nara (Wanda Nara!), ci sta Mauro Icardi per la centotremiliardesima volta alla Juventus. Ci sta tutto ciò che farebbe sorridere Beckett, ma che Beckett non avrebbe mai fatto.

Qui l’assurdo diventa grottesco. “La linea è sottile, la posso intuire”. Bene, teniamoci il grottesco Icardi alla Juventus e priviamoci della crisi economica di milioni di società di calcio, oltre al cibo che manca dai denti di milioni di dipendenti sportivi.

Beckett sputerebbe in faccia a tutto questo. E farebbe bene.

Vladimir: Bene, andiamo?
Estragon: Sì, andiamo.
[Non si muovono]

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