Non metterti mai in pausa Nazionali se non hai una buona ragione

La pausa per le Nazionali giunge in un momento totalmente sbagliato

Veltman dell'Olanda contrasta l'italiano Jorginho [foto @Vivo_Azzurro]

Sia chiaro: la Nazionale si ama ieri oggi sempre, senza punteggiatura di mezzo perché, per noi italiani, deve essere un unico pensiero ed un pensiero unico. La Nazionale va amata quando vince e quando perde, quando gioca e quando non gioca. Sulla sosta per le Nazionali, invece, possiamo avere da ridire. Su questa pausa forzata da un campionato già abbastanza forzato si può scuotere la testa.

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Personalmente sono tra quelli a cui piace, ogni tanto, isolarsi dalle battaglie del campionato per abbracciarsi ai rivali nel tifo con la maglia azzurra addosso. In questa occasione, però, faccio davvero fatica ad accettare la sosta. Siamo in un periodo in cui i contagi, dopo l’estate passata più o meno tranquillamente, stanno tornando ad assumere numeri importanti: i dati sono in aumento e le mascherine di nuovo in alto sul viso.

La pausa in un momento critico

Abbiamo appena vissuto la figuraccia legata a Juventus-Napoli e siamo in attesa di novità sul cluster in casa Genoa, mentre più o meno in ogni club di Serie A spunta qualche positivo al coronavirus. Negli altri campionati non se la passano tanto meglio: in Premier League non ci si azzarda neanche a parlare di tifosi negli stadi, in Liga si teme per la chiusura totale e in Francia si corre alla media di 10mila nuovi positivi al giorno.

Eppure i piani alti del calcio non trovano di meglio da fare che mischiare le carte confermando la pausa Nazionali.

Non metterti mai in pausa se non hai una buona ragione, ma quando fai una pausa, falla più a lungo possibile.

William Somerset Maugham

Lo scrittore britannico, ricordato per il pessimismo acre e freddo e l’ironia crudele e cinica con cui flagellava inesorabilmente i vizi e la follia degli uomini e soprattutto delle donne, in una visione del mondo piuttosto cupa, calza a pennello per l’attuale situazione. La sua modalità di scrittura descriverebbe al meglio l’inopportunità delle decisioni prese in un mondo spesso votato agli interessi personali (ed economici) piuttosto che alle più basilari priorità umane.

Sosta Nazionali senza motivi (troppo) validi

Che ragione c’è di fare per forza di cose questa pausa Nazionali? Che ragione c’è di mischiare uomini provenienti da ogni squadra d’Europa con il rischio contagio così alto? Esempi lampanti: l’Italia U21 conta ad oggi due positivi, i quali hanno avuto – in maniera diretta o meno – contatti con tutti gli altri azzurrini convocati provenienti da club diversi; Cristiano Ronaldo, in isolamento fiduciario a causa dei due positivi nello staff bianconero, è comunque partito per il ritiro del Portogallo, mentre gli italiani Chiellini e Bonucci sono rimasti a Torino in attesa del nuovo tampone.

Ok, potrei convincermi se il valore delle partite fosse di assoluta importanza. Guardando il calendario delle rappresentative europee, però, si spazia tra improbabili amichevoli (Italia-Moldavia di questa sera, per esempio) a match interessanti-ma-non-troppo di Nations League.

Non c’è una buona ragione (a parte quelle puramente sportive, recuperabili certamente in futuro) per confermare questa sosta Nazionali. “Quando fai una pausa, falla più a lungo possibile”, proseguiva Maugham. Speriamo di non doverci fermare nuovamente a lungo per la totale imprudenza dei piani alti del calcio.

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