Partizan Belgrado, dove nasce il talento: è il vivaio migliore d’Europa

Analisi storica e commento di questo fenomeno calcistico e sociale.

partizan

Secondo recenti studi al primo posto delle giovanili più importanti d’Europa ci sarebbe proprio quella dei bianconeri del Partizan.

Quanti di noi, indipendentemente dal credo calcistico, si sono innamorati almeno una volta nella vita di un talento proveniente dai Balcani? Quanti sono rimasti stregati da quel sangue slavo pieno di estro, fantasia e brio che smetteva di pulsare in giorni avversi? Credo che, seppur virtualmente, quasi tutti abbiano risposto alzando la mano.

Ebbene, il talento balcano è da sempre stato croce e delizia degli appassionati di calcio di tutto il mondo. I brasiliani d’Europa sono un mix letale di tutto ciò che può offrire la follia del pallone. Fiori capaci di fiorire anche in contesti sociali duri e rigidi, ma, proprio per questo, difficilmente piegabili alle volontà del fato.
Fiori che, il più delle volte, hanno avuto un luogo di formazione ben definito. Quel posto nasce a Belgrado e prende il nome di Partizan.

Il Partizan Belgrado è un club che si fonda sui giovani

Il Partizan Belgrado, nato nel 1945 e con una storia a dir poco “spigolosa”, è il principale rivale dell’altrettanto controversa e storica Stella Rossa. Due squadre che, ogni volta che si incontrano, danno vita ad uno degli spettacoli più incredibili del mondo sportivo. Il Partizan, nato dai partigiani slavi (dai quali deriva il proprio nome), è un mondo forte, controverso, capace di valorizzare profondamente i ragazzi del proprio vivaio.


Nella storia del calcio sono numerosissimi i nomi provenienti da Belgrado che hanno segnato il mondo del pallone. Momcilo Vukotic (pilastro della storia del club) nello spiegare il perché tanto talento fuoriuscisse dai vivai serbi diceva: “Non c’è nessun segreto. Prima di tutto abbiamo una lunga tradizione, poi è la strategia del club di dare continuamente fiducia ai ragazzi”. Il santone di Belgrado, d’altronde, fu l’uomo capace di scoprire gente del calibro di Jugovic, Dejan Stankovic e Marko Pantelic (divinità a Berlino).

I ragazzi, una volta varcati i cancelli dello Stadio Partizan, situato nel parco Topčider, vengono valutati nello Sporting Center PartizanTeleoptik e, solo dopo potranno essere aggregati al mondo bianco nero. I più acerbi, invece, vengono mandati a farsi le ossa nella terza divisione serba, vestendo la casacca dell’affiliata Teleoptik Zemun.

Mitrovic il bomber della Serbia [fonte @FSSrbije]

In Serbia sono il talento e il “sangue” a mandare avanti il calcio

Alcuni degli ultimi nomi usciti da questi cancelli hanno fatto brillare gli occhi dei tifosi di tutto il mondo. Dall’incredibile e nostalgico enfant prodige ex viola Stevan Jovetic, passando per il roccioso Nikola Milenkovic. Dal virtuoso e svogliato Adem Ljajic, il rissoso Mitrovic e l’interessante Vlahovic. Tutti elementi con il Partizan nel cuore e la cultura calcistica serba nelle vene.
Ragazzi di talento cristallino, ma, spesso e volentieri, incapaci di avere quella tenuta mentale tale da renderli definitivamente dei campioni. Hannah Marks diceva:” Tu sei giovane solo una volta, ma puoi essere immaturo per sempre”, e forse, i giovani serbi, hanno deciso di tatuarsi questa frase nel cuore.

D’altronde per un paese che ha vissuto costantemente in guerra e in contesti sociali difficoltosi, formare ragazzi affamati di successo non è “complesso”. I giovani serbi sono focosi, devono costantemente mostrare al mondo chi sono e quanto valgono. Sono l’oro di squadre che in tutta la loro vita (prima dell’avvento del ventunesimo secolo) hanno sempre venduta cara la pelle in Europa.

Un’attitudine che è stata tramandata sino alle nuove generazioni. Un fil rouge che ha portato ben 85 giocatori ex Partizan a militare in squadre dei maggiori campionati europei. L’Ajax, fucina secolare per il talento calcistico, si trova attualmente al secondo posto di questa classifica con 77 giocatori.

Pavlovic, nuovo talentino del Partizan [fonte @FKPartizanBG]

Il Partizan, ovviamente, non è l’unica società serba che vanta una grande primavera. Anche i rivali della Stella Rossa, il Vojvodina o il Rad hanno dato a moltissimi ragazzi l’opportunità di arrivare nel calcio che conta. D’altronde tutta la Serbia è tappezzata di strutture sportive. Impianti destinati a dare un futuro ai ragazzi meno fortunati o semplicemente offrirgli l’opportunità di apprendere i valori fondamentali dello sport.

Cosa spinge però, concretamente, i serbi ad avere un occhio di riguardo verso i giovanissimi? Lo spirito di rivalsa non può bastare e nemmeno la tradizione. Come spesso accade, la natura economica entra a gamba tesa anche in questo discorso.

La Superliga è infatti uno dei campionati meno redditizi di tutta Europa, tanto da aver spinto le associazioni dei calciatori a sconsigliare ai propri assistiti di firmare contratti con squadre dell’ex Jugoslavia.
Una povertà che, pertanto, è stata colmata attraverso la cessione di giovani talenti all’estero e i relativi interessi dai futuri trasferimenti. Quando si dice “fare di necessità virtù”.

In conclusione, negli anni avvenire i talenti balcani aumenteranno sempre di più, andando a consolidare una scuola di pensiero granitica e fruttuosa e forse, e dico forse, anche la nazionale serba riuscirà a trarne finalmente giovamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial