Pellè ha nostalgia. Italiano di ritorno sulla via della Seta?

Dopo un Europeo tra luci e ombre e una storia da Paperone in Cina, il centravanti amato da Conte potrebbe far ritorno in Italia.

pellè

Il viaggio di Graziano Pellè inizia dalla sua Lecce, nel 2005, dove esordisce con i giallo rossi da giovanissimo. All’epoca non si sarebbe mai aspettato una carriera tanto rocambolesca quanto da girovago. Graziano, infatti, da quell’esordio con i suoi salentini ne ha fatta di strada con lo zaino in spalla. Tante piazza italiane, tra cui Genoa sponda Samp, poi Parma, Cesena, fino al richiamo dell’estero, dove diventa assoluto protagonista. Prima in Olanda con AZ e Feyenoord, dove segna a ripetizione, diventando uni degli stranieri più prolifici del campionato, poi il fascino della Premier. Il St’s Mary’s Stadium diventa la sua nuova casa, il Southampton il suo nuovo club. Con la maglia dei Saints realizza 23 reti in 68 partite, imponendo i suoi kg e i suoi cm su un campionato esageratamente fisico come quello inglese.

La svolta decisiva per la sua carriera arriva nel 2016, quando Antonio Conte decide di convocarlo con la nazionale italiana per l’Europeo francese.
Con gli Azzurri Pellè si rivela essere fondamentale. Perno offensivo non solo nella finalizzazione (importantissimi i suoi gol contro Spagna e Belgio), ma anche per la manovra che passa sempre dalle sue sponde.
La nazionale di Conte è una squadra tosta, senza un gioco particolarmente brillante, ma animata da uno spirito guerriero e combattivo che non lascia scampo agli avversari. Il cammino dell’Italia, ahinoi, si interrompe il 2 Luglio del 2016 contro la Germania. Fatali i calci di rigore contro i teutonici.

Un triste destino

Clamorosi gli errori dal dischetto di Zaza (improvvisatosi ballerino dagli undici metri) e dello stesso Pellè, macchiatosi di un gesto di scherno contro Manuel Neuer che, prontamente, rispedisce al mittente parando il rigore del centravanti, fondamentale ai fini del risultato.

Pellè diventa in poco tempo il capro espiatorio di quell’eliminazione contro i tanto odiati tedeschi. Dalle esultanze nel girone e contro la Spagna, per passare in un baleno nell’ombra.
L’unica soluzione, all’epoca, arrivò dalla Cina. La Chinese Super League stava iniziando a spendere milioni su milioni per potersi accaparrare i migliori giocatori del pianeta e aumentare il livello di competitività di uno sport che, fino ad all’ora (ma anche tutt’ora) era rimasto sempre troppo indietro.

Alcuni dei migliori gol di Pellè con la maglia del Feyenoord [fonte @Feyenoord]

Graziano approda allo Shandong Luneng, riuscendo a strappare un contratto da 15 milioni a stagione rendendolo il giocatore italiano più remunerato della storia. Cifre da capogiro se si pensa, con tutta l’onestà intellettuale possibile, all’effettivo valore dell’attaccante partito da Lecce.
L’avventura cinese di Pellè, però, prosegue bene, nonostante le aspettative di un simile contratto potessero pesare esageratamente sulle sue spalle. In quattro anni colleziona 132 presenze mettendo a referto 64 reti. Il tutto condito dalla Chinese FA Cup conquistata proprio al suo ultimo anno.

Un usato sicuro o un grosso azzardo?

Ora, all’età di 35 anni, sembrerebbe possibile il suo ingaggio da parte di una delle big del nostro campionato, vedove di un vero centravanti capace di far rifiatare i titolari. Juventus e Inter, su tutte, sembrerebbero interessate a riportarlo in madrepatria per poter fare la riserva di Lukaku o Morata.

Ma, concretamente, un giocatore come Pellè, dopo anni in un campionato non performante come quello cinese, può essere realmente utile alle nostre big? La risposta, nonostante le non più rosee aspettative rivolte nei suoi confronti, sembrerebbe essere positiva.

Pellè, in un campionato ancorato agli stilemi classici di questo gioco, può dire la sua. Certo da subentrante, ma comunque capace di fare sponda, dominare nel gioco aereo e insidiare gli avversari nell’area piccola.

D’altronde il centravanti ex Shandong è uno di quei giocatori basilarmente facili da poter identificare. Il calcio ne è pieno di elementi simili e, fortunatamente, esistono ancora. Pellè è un validissimo elemento, un giocatore ancora utile alla causa. Un calciatore capace di fare bene tutto ciò che gli si può richiedere e, in un momento storico come questo, anche le nostre big possono permettersi un “usato sicuro” come lui.

Vederlo in Italia potrebbe essere una grande sconfitta, o un inaspettato successo, ma di sicuro, Graziano Pellè ha intenzione di lasciarsi alle spalle quel maledetto rigore, portando, chissà, qualche gol ancora nel suo zaino da girovago.

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