Prima di Calvert-Lewin, il ragazzino dai boccoli ribelli

Il percorso del ragazzo dai capelli ribelli, dall’infanzia alla Nazionale.

Dal profilo Twitter di Dominic Calvert-Lewin (@CalvertLewin14)

Prima di Calvert-Lewin. “Sheffield, I suppose, could justly claim to be called the ugliest town in the Old World” Erano gli anni ’30 e George Orwell, uno dei maggiori autori di prosa in lingua inglese del XX secolo, si espresse così sulla città sita nella contea metropolitana del South Yorkshire. Frase apripista per la storia di Sheffield. Dopo i bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale, venne colpita negli anni seguenti da una forte crisi, la famosa grande depressione britannica che investì tutto il Regno Unito.

Fu così che Sheffield cadde ogni anno sempre più nel baratro, divenne conosciuta per le sue strade malfamate negli anni ’80 e ’90.  Il crollo non risparmiò il gioco del calcio, affondando le squadre della città. Pazzesco, se pensiamo che fu proprio qui che nacque questo meraviglioso sport. Era il 1857 e lo Sheffield Football Club prese vita insieme alle Sheffield Rules, la regola del fuorigioco, le traverse di legno al posto di quelle fatte con la corda, i calci d’angolo, le punizioni e i tempi di gioco. Ora però voltiamo pagina, tornando ai giorni nostri, perché è in questa particolare town, la città dell’acciaio, conosciuta anche grazie a “Full Monty”, pellicola cinematografica dei fine anni ‘90, che è nata la nuova stella del calcio inglese: Dominic Nathaniel Calvert-Lewin.

Cresce in una famiglia di ceto medio, e capisce già in tenera età che il calcio può essere un mezzo per migliorare lo status familiare. È ambizioso e determinato, oltre che talentuoso con un pallone in mezzo ai piedi. All’età di otto anni fa subito scalpore nell’accademia dello Sheffield United, segnando quattro gol in dieci minuti e portando la sua squadra alla vittoria del campionato di categoria.

Il ragazzino dai boccoli ribelli diventa velocemente noto, è il più bravo di tutti e questo non cambia neanche quando viene mandato in prestito in club minori per farsi le ossa nei duri campi invisibili sparsi da nord a sud dell’Inghilterra. Dopo l’esperienza al Northampton Town, squadra ora militante in Football League Two, la quarta divisione del calcio inglese, l’Everton si accorge di lui, dandogli la possibilità di esprimersi nell’Under 23 iscritta al campionato di Premier League 2.

Conquista in pochissimo tempo la fiducia dell’allenatore, dei vertici del club, ma soprattutto del calcio giovanile inglese. Nella stagione 2016-2017 fa l’esordio in Premier League e segna il suo primo gol due giorni dopo aver compiuto vent’anni, regalandosi qualche mese avanti la convocazione per la Nazionale Under 20.

Lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti.

Parafrasando Dante Alighieri nella sua Divina Commedia al Canto V del Purgatorio, egli dice: lascia parlare le persone, comportati come una torre immobile, a cui non crolla mai la cima per il soffiare del vento. È ciò che accade. La convocazione non lo scompone, rimane saldo, determinato, la competizione non lo spaventa, Dominic rispecchia la durezza dell’acciaio di Sheffield. Non solo, le sue abilità trascinano l’Inghilterra alla conquista della Coppa del Mondo Under 20, segnando il gol vittoria.

È l’uomo del momento e per la prima volta l’Inghilterra è campione del mondo di categoria. Dominic Calvert-Lewin diventa il terzo giocatore inglese a segnare in una finale mondiale dopo Sir Geoff Hurst e Martin Peters. L’Everton gli rinnova il contratto fino al 2023, il primo passo professionistico davvero importante. S’integra bene in prima squadra, grazie a chi gli fa da chioccia: Wayne Rooney, idolo incontrastato della tifoseria.

Gli anni che passano sono in crescendo. Dall’unico gol in undici partite nel suo primo anno in Premier, diventa poi titolare in pianta stabile l’anno successivo, segnando anche in Europa League. È uno di quei calciatori che lavora per la squadra, è un ragazzo che si fa voler bene per la sua disciplina, per aiutare i compagni in campo. È un uomo spogliatoio e ha anche un gran cuore, come dimostra il gesto al termine della sfida con il Crystal Palace, dove un piccolo tifoso dell’Everton lo raggiunge per abbracciarlo e lui decide di regalargli la maglietta.

Calvert-Lewin verso la Nazionale

Non è neanche il tipo da macchine sontuose e stile di vita da super vip. È un ragazzo semplice, preferisce la Playstation alla discoteca e alle serate da paparazzi. La stagione appena passata lo ha consacrato in Premier League. Realizzando 13 reti in campionato senza calci di rigore, ha conquistato definitivamente il suo allenatore, Carlo Ancelotti, che non può farne a meno.  Alcune delle sue firme sono davvero di pregevole fattura perché del tutto spontanee e quindi più spettacolari. Quello contro l’Arsenal ne è l’esempio migliore, un’acrobazia che dimostra il suo essere “killer instinct”.

Il treno partì con due fischi e uno scossone. Al nostro passaggio, alcuni struzzi dalle piume fluttuanti balzarono via dai binari

Bruce Chatwin

Così scriveva Bruce Chatwin, scrittore inglese nato a Sheffield come Dominic. Tra loro condividono le ultime lettere del cognome, “win”. È il sogno di Dominic e ci piace immaginarlo come un treno che scuote la terra sulle rotaie, campi di calcio che stazione dopo stazione sta facendo suoi.

L’Everton gli ha rinnovato nuovamente il contratto, ora valido fino al 2025, il ragazzo rappresenta il presente e il futuro del club. Con oltre 100 presenze in squadra, a 23 anni è già un veterano e per ora le campane del calciomercato non lo hanno minimamente sfiorato. “Dietro il successo di oggi c’è tanto lavoro e impegno”.

Le parole di Dominic risuonano invece più forti. Perché il successo dall’oggi al domani può avvenire velocemente nel calcio, ma non arriva senza tanto lavoro, sacrificio e concentrazione. Ciò che gli chiede il mister Ancelotti. Lo sta plasmando da grande maestro qual è, rendendolo ogni partita che gioca sempre più un centravanti dai pochi tocchi, dal calcio essenziale. I risultati si chiamano hattrick, ovvero le triplette che sta mettendo a segno in questa stagione tra coppa di lega e campionato. Con 6 presenze e 9 reti Dominic Calvert-Lewin si è preso il calcio inglese.

Calvert-Lewin e l’Inghilterra si incrociano. Pochi giorni fa ha debuttato nella nazionale maggiore e ha messo subito la sua firma sul tabellino dei marcatori, guadagnandosi le aperture inglesi del Mirror, Times e Daily Star. Per i suoi tifosi è il vero trascinatore del gruppo. La sua storia, tra l’altro, sembra scritta da sempre. È il suo nome a rivelare parte del suo destino. Basta dare un’occhiata alle lettere che lo compongono e si può trovare la risposta: Everton.

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