Roi Benzema, petit Griezmann: i voti agli uomini del Clasico

In una partita a metà tra passato e presente, il Real riesce ad imporsi, nonostante un Barcellona propositivo. Ora LaLiga è riaperta.

In corsa per il pallone: Vinicius del Real Madrid contro Mingueza del Barcellona [foto @realmadrid]

In corsa per il pallone: Vinicius del Real Madrid contro Mingueza del Barcellona [foto @realmadrid]

In un Clasico fondamentale per la lotta al vertice, i ragazzi di Zidane hanno avuto la meglio, e adesso la Liga è più aperta che mai.

Real Madrid e Barcellona arrivavano lanciatissime a questa sfida. Le Merengues dopo aver steso i campioni d’Europa del Liverpool. Il Barça dopo una striscia positiva di risultati e un gioco ritrovato.
Dopo un primo tempo in cui il possesso del Barcellona di Koeman è stato surclassato dall’aggressività dei Blancos, i Blaugrana sono riusciti a trovare intensità di gioco e brio nei restanti ’45 di gioco.
Vero leader della manovra madrilena è stato senza dubbio Karim Benzema, che ha fatto penare tutta la retroguardia catalana.

La gioia dei giocatori di Zidane [fonte @realmadrid]


Il gioco di Koeman è risultato inefficace non tanto per l’idea in sé, ma per l’interpretazione dei singoli. Il possesso palla e le triangolazioni del Barcellona hanno convinto in più riprese, il palo di Messi, la traversa di Moriba e le due parate di Courtois, sono episodi significativi che pesano fortemente sul giudizio della gara.
I giovani blaugrana, però, hanno sofferto tanto l’atletismo e la mentalità degli uomini di Zizou. La tensione del Clasico, oltretutto, vien da sé, ed ecco che i giovani guidati da Pedri sono incappati in un ostacolo veramente grande per la loro esperienza. Un intoppo che, però, non andrà ad inficiare quanto di buono fatto sino ad oggi.

Il Real ha vinto, ha convinto e ha dimostrato per l’ennesima volta la propria forza. Da rivedere alcune soluzioni finali negli ultimi 20 metri di gioco, ma le assenze sono state comunque pesanti.
Super la prestazione della coppia centrale MilitaoNacho. Lo spagnolo, con numerosi anticipi pirateschi, ha costantemente strappato molti possessi offensivi a Messi e co. Il brasiliano, invece, alla sua primissima esperienza contro il Barcellona, ha dimostrato tutta la sua solidità e quanto potrà fare affidamento su di lui sia la nazionale verdeoro, che il Real stesso.

Nota di merito a Valverde, un giocatore che potrebbe tranquillamente militare in qualsiasi formazione calcistica del mondo.


Top 3

Benzema 7: Il francese è il re della manovra offensiva del Real. Dai suoi piedi, dalle sue sponde, e dalle sue lotte nascono tutte le azioni delle Merengues. Sblocca la partita con un taconazo di memorabile fattura, anticipando Araujo e bruciando Ter Stegen, proprio nel momento di maggiore pressing del Barcellona. Continua la partita mettendo costantemente in difficoltà gli avversari su ogni contrasto di gioco e servendo palloni importanti agli accorrenti esterni. El Clasico è suo. Se la nazionale francese giocasse con lui come centravanti, avrebbe l’Europeo in tasca sin da adesso.
“Napoleone”

Valverde 6.5: Fa partire l’azione dell’1 a 0 con un break centrale d’altri tempi. In una partita dove Zidane è a corto di uomini, tocca a lui reinventarsi spalla di Karim e Vinicious, andando a distruggere ogni azione avversaria sin dal primo possesso. Una dinamo impazzita di centrocampo capace di dare costantemente una mano a tutti i reparti.
“Sonic the Hedgehog”

Mingueza 6,5: Il pirata catalano, uscito dal rigoglioso vivaio blaugrana, si difende egregiamente dalle nefaste onde bianche. Veleggia in mezzo al campo dominando la burrasca e segnando il gol che riapre la speranza dei suoi. Sfiora un clamoroso raddoppio, potendo finire nella storia.
Il futuro è roseo per questo ragazzo, e non vediamo l’ora di poterlo vedere ancora a guidare la difesa balugrana.
“James Flint”

Mingueza, tra i migliori dei suoi [fonte @FCBarcelona]

Flop 3

Araujo 5: Marcare Benzema è un’impresa ardua per qualsiasi centrale del mondo, figuriamoci per un giovanissimo alla sua prima esperienza vera in Liga. Il classe ’99 convince a metà, complice l’arrembante irruenza del Real. Poteva andare meglio, ma anche molto peggio.
“Rimandato”

Pedri 5,5: Dal ragazzo prodigio ci si aspettava molto di più, dimenticandoci però che sulla carta d’identità c’è scritto 2002. Siamo sicuri che diventerà un campione conclamato (e già ci ha fatto vedere il perché), ma nella gara contro i mostri di Madrid si perde e si spaventa. Mancano le geometrie e gli sprazzi di genio.
“Timoroso”

Griezmann 5: Le Petit Diable è diventato solo Petit dal suo approdo a Barcellona. Il contesto di gioco non lo aiuta, ma da uno con le sue qualità ci aspettiamo sempre qualcosa di più. Entra e non incide, rimanendo evanescente e fumoso. Con questa discontinuità, nemmeno Messi riesce a farti elevare.
“Chi l’ha visto?”

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