Scozia: il ritorno della Tartan Army in Europa

Dopo 25 anni di maledizione, la Scozia è riuscita finalmente a raggiungere l’Europeo.

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Dopo 25 anni, i ragazzi di Steve Clarke sono riusciti finalmente a spezzare la maledizione che li aveva tenuti lontani dall’Europeo

“We are the Billy Boys!” cantavano i supportes del Glasgow Rangers le domeniche contro il Celtic. Un coro con radici lontane, ripreso dai temibili e omonimi furfanti (apparsi anche in Peaky Blinders) che imperversavano per le lands scozzesi. Un grido che, nonostante l’iniziale fare intimidatorio, ben presto è stato tramutato in un inno scanzonato e goliardico, ed è stato acquisito dalla Tartan Army, la tifoseria più “amichevole” del mondo.
Ed ecco che quei Billy Boys, vestiti del caratteristico kilt, torneranno ad esultare e bere negli stadi d’Europa. Perché sì, finalmente, dopo anni di tentativi falliti e ricostruzioni, la Scozia è nuovamente all’Europeo.

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L’esultanza al momento della parata decisiva di Marshall

Una vittoria sofferta, contro una squadra da un bagaglio tecnico due volte superiore a quello degli scozzesi. L’army è riuscita nell’impresa di battere la ben più accreditata Serbia, dopo che i balcanici avevano portato il risultato in parità al 90esimo. La lotteria dei rigori però, ha decretato (a questo punto sì) una meritata vittoria per gli uomini di capitan Robertson. L’eroe della serata è stato il buon Marshall, ma per il cammino svolto fino a qui, il vero MVP è del gruppo. Perché se è vero che per l’ennesima volta nella loro vita i ragazzi d’oro della Serbia sono riusciti a portare a casa più delusioni che successi, gli scozzesi hanno realmente dimostrato di volere, e meritare, quest’ambito risultato.

Sangue, talento e cuore

D’altronde il lavoro di Clarke in questi anni è stato incredibile. Il tecnico ex Villa è riuscito ad integrare e valorizzare magnificamente i numerosi talenti fioriti in questi anni in Gran Bretagna. Dal capitano Robertson (capace di vincere tutto, e da protagonista, con il Liverpool) passando per McTominay, ennesima stella dell’academy United. Senza dimenticare i vari Cooper, McGregor e Griffiths, pilastri di Leeds e Celtic. Una squadra che unisce realmente i giovani agli “anziani”, portando sul campo di gioco uno stile inconfondibile e tipicamente “british”. Tanta intensità, tantissimo dinamismo, e improvvise accelerazioni dettate dal talento. La Scozia di Clarke è una squadra imprevedibile, sia in positivo che in negativo. Le amnesie durante una gara possono essere numerose, ma spesso il cuore riesce a superare questi ostacoli portando i tifosi a gioire.

Il cammino scozzese per l’Europeo è stato lungo e tortuoso. Per l’ennesima volta nella loro vita stavano per buttare tutto alle ortiche, ma per una volta il destino ha deciso di tender loro la mano. La caparbietà di Robertson e compagni è esplosa totalmente in una gioia incontenibile, riscrivendo una pagina indelebile di storia del calcio. Ora ad attenderli ci sarà un girone complesso, ma non impossibile. Inghilterra, Croazia e Repubblica Ceca.

Un girone complesso, ma non impossibile

I momenti più gloriosi della storia scozzese [fonte @ScotlandNT]


Le aspettative sarebbero quelle di un terzo posto, nella speranza di ottenere un possibile ripescaggio, ma nulla è detto. I Leoni d’Inghilterra sono una nazionale devastante, in questo momento vivono una nuova epoca d’oro per il talento messo in campo. Una squadra che, seppur non possa ricalcare le orme della nazionale di Gerrard, Beckham e Lampard, può dire la sua nella competizione. Il problema, però, è sempre lo stesso: la tenuta mentale. Ed è per questo che la Scozia può ambire, forse, a qualcosa di più. Seppur irrealistico, un secondo posto potrebbe essere anche abbordabile.
Ponendo la Repubblica Ceca fuori dai giochi, una Croazia in fase di ricostruzione post medaglia d’argento agli ultimi europei, il nemico numero uno resta la ben più quotata Inghilterra. Mai dire mai, soprattutto ora che la Tartan Army è riuscita a rompere una maledizione decennale.

Nella speranza, oltretutto, di poter rivedere finalmente gli Ultras allo stadio. I tifosi scozzesi sono i più amati d’Europa per il loro fare goliardico e la loro natura amichevole. Grandi bevitori, amanti dei cori e dei terzi tempi in compagnia, si sono fatti voler bene ovunque. Sarà per le loro facce arcigne che nascondono un animo gentile, o per i loro kilt stravaganti, non lo sapremo mai, ma poter immaginare un Inghilterra Scozia con la Tartan Army sugli spalti è un sogno ad occhi aperti per i più grandi appassionati di questo sport.
Un miracolo, alla fine dei conti, è già riuscito, e tutti noi speriamo possano fare il bis.

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