Spadafora, un manzoniano senza Provvidenza

Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è un personaggio uscito da un romanzo di Alessandro Manzoni. Peccato che al suo fianco non ci sia la Divina Provvidenza.

“Si riparte il 4 maggio”

Già il cognome fa riflettere. Vincenzo Spadafora, il nostro Ministro per le politiche giovanili e lo sport, ha un “cognomen omen”. Pronto a sguainare la spada quando serve, cosa che non ha mai fatto. Peccato che in politica, soprattutto quando gestisci l’attività sportiva, la spada serva.

Il mondo dello sport si ferma, ma il calcio no. Spadafora non ha il coraggio di fermarlo, succube di Gabriele Gravina e Giovanni Malagò. Due bravi davanti a Don Abbondio. “Questa interruzione non s’ha da fare”. Allora il ministro si adegua, silente, prostrandosi al denaro del pallone, un celato Don Rodrigo.

Spadafora si inchina: “Gli allenamenti dal 4 maggio, ma prima i test”. Un filo di timidezza, pronto a giurare battaglia. Un personaggio perfettamente manzoniano. Timorato dalla vita, pronto a esplodere per poi capitombolare su sé stesso, lasciando dietro la sua effige una scia di maldicenze.

Il 4 maggio, a un passo dal cinque. No, niente lacrime di Ronaldo. Ci si sposta a Sant’Elena, con l’Ei fu più famoso della storia. “Siccome immobile”, subito dopo. Spadafora è così. Immobile, incapace di fermare una macchina più forte di lui. Succube dell’assalto al forno delle grucce, figlio di un governo che cade davanti al merchandising sportivo.

Spada nel fodero. Abbiamo la conferma. Vincenzo Spadafora è un manzoniano senza Provvidenza. La storia dell’umanità si ripete ciclicamente dal primo barlume d’universo. Il forte opprime il debole, che odia ma non reagisce. A questo punto interviene la Divina Provvidenza, solo che stavolta, caro Spadafora, la Provvidenza non c’è.

Quando c’è stato il patatrac di Parma-Spal ha avuto il coraggio di impugnare la spada. Nel momento sbagliato, nel posto sbagliato, nell’angolo di mondo sbagliato. Questa emergenza sanitaria, prima o poi, passerà. L’esame di coscienza sarà inevitabile.

Saper impugnare la spada è la base per governare. Per qualcuno sarebbe meglio restare da Perpetua.

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