Stadio della Roma, l’ennesima occasione persa per la Capitale

Tutto quello che è successo riguardo allo Stadio della Roma

3314 sono il numero esatto di giorni di vita dello Stadio della Roma. Poco meno di dieci anni, nei quali, però, l’impianto giallorosso non è mai entrato nel vivo. Lo Stadio della Roma, infatti, resterà, almeno per ora, semplicemente un progetto con annesso plastico. I Friedkin hanno deciso di tirarsi indietro, rinunciando alla realizzazione dello stadio di Tor di Valle.

Il progetto di James Pallotta

Era il lontano Dicembre 2012 quando, con una conferenza stampa, il presidente James Pallotta dichiarò che lo Stadio della Roma sarebbe sorto sui terreni di Tor di Valle. Da quel momento è iniziato un iter talmente lungo da vedere bene tre sindaci diversi. La prima conferenza fu fatta insieme ad Alemanno, infatti, primo cittadino fino al 2013.

Successivamente, il 30 Marzo 2016, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, la Roma presentò il plastico del suo futuro impianto, con la presenza del sindaco Ignazio Marino. Un progetto che riscosse enorme successo, venendo definito uno dei migliori stadi a venire.

L’avvento di Virginia Raggi pochi mesi dopo, però, rallentò l’iter, chiedendo un importante modifica dell’iniziale progetto. Intorno allo Stadio della Roma, infatti, sarebbero dovuti sorgere tre grattacieli che avrebbero ospitato numerosi uffici. Palazzi che, per la direzione pentastellata, dovevano essere rimossi, ripiegando su un numero maggiori di edifici, ma di dimensioni minori.

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Lo Stadio della Roma dopo le modifiche volute dal Sindaco Virginia Raggi

Le motivazioni della rinuncia

Le motivazioni che hanno spinto la nuova proprietà non sono state poche. Con un comunicato ufficiale la società ha dichiarato “non sussistono più i presupposti per confermare l’interesse all’utilizzo dello stadio da realizzarsi nell’ambito dell’attuale progetto immobiliare relativo all’area di Tor Di Valle.”

La prima causa è puramente economica. Lo Stadio della Roma, infatti, prevedeva un investimento privato di quasi due miliardi di dollari, una cifra insostenibile attualmente. Il secondo riguarda il terreno stesso su cui sarebbe dovuto sorgere l’impianto. La zona di Tor di Valle è una zona a forte rischio idrogeologico, vista la vicinanza con il Tevere. Un opera, quella della messa in sicurezza, che avrebbe richiesto un grande esborso di denaro. La terza motivazione riguarda proprio i famosi grattacieli diventati poi semplici palazzi. Con l’incentivo dello smart working delle strutture dedicate esclusivamente come uffici diventerebbero inutili.

I Friedkin non sono rimasti a guardare

La nuova presidenza, però, non è rimasta ferma. I Friedkin, subito dopo aver rinunciato al progetto iniziale, hanno avuto un incontro con la sindaca Virginia Raggi. Le proposte hanno riguardato nuove zone (si parla di Tor Vergata, Bufalotta e Massimina, con Fiumicino che resta di ripiego) e un impianto con minori cubature. Il budget sarà di 4-500 milioni di euro e nel progetto rientrerà solamente lo stadio, senza le infrastrutture previste nello Stadio della Roma.

Se anche questo secondo progetto, ancora da disegnare, resterà solo teoria questo lo scopriremo più avanti. Una cosa, però, è certa, come fu per le Olimpiadi, lo Stadio della Roma è e resterà una grande sconfitta per l’amministrazione pentastellata, perchè “un esercito confuse conduce alla vittoria altrui”.

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