Storia, trofei e gloria. Ora linea verde e talento: alla scoperta del Manchester Utd

Riuscirà la Roma a sconfiggere l’ostacolo Manchester United? Andiamo alla scoperta di una squadra dalla doppia personalità

La squadra dei Red Devils schierata al centro del campo [foto @ManUtd]

Il Manchester United, nonostante le numerose critiche in patria, sta proseguendo il suo cammino europeo. Gli uomini in rosso alzeranno l’ennesimo trofeo della loro storia o incapperanno contro un’imprevedibile Roma?

Storia, trofei e gloria.
Quando si pensa al Manchester United non si può non pensare alle annate spettacolari di John Chapman, Matt Busby o Sir. Alex Ferguson. Stagioni pazzesche entrate nei libri di storia calcistica, accompagnate da fantasisti e leader di prim’ordine. Da Bobby Charlton a Steve Bruce, passando per Roy Keane, Cantona, Beckham, fino a Wayne Rooney, Ryan Giggs, Cristiano Ronaldo e Bruno Fernandes.


Manchester ha avuto tanta gloria e in un periodo calcistico dove gli avversari si fanno sempre più numerosi e forti, resistere alle intemperie del calcio moderno è un gesto stoico.

Tra i vari talenti emergenti, Bissaka è stato tra i più interessanti durante questa strana annata [fonte @ManUtd]

Ole Gunnar Solskjaer lo sa bene. Conosce quella maglia ed è conscio del peso che ricade sulle spalle dei giocatori ogni volta che scendono in campo. Il suo United è più pragmatico del passato, ma non ha il valore dei suoi predecessori. Le formazioni storiche, però, fanno parte della storia. Sono un capitolo chiuso e meraviglioso da ricordare. Il presente vede altri protagonisti e sono tutti quanti temibili avversari per la Roma di Fonseca.


Il Manchester United, in un’annata che ha visto i Citizens concittadini dominare in lungo e largo, si è comunque fatto valere. Complice il tracollo del Tottenham e dell’Arsenal, la stagione nera del Liverpool e le numerosissime difficoltà del Chelsea, Solskjaer è stato capace di compattare il gruppo e andare avanti.


Leicester e West Ham, vuoi per inesperienza, vuoi per valori assoluti sul campo, non sono riuscite ad impensierire se rimanere i rossi di Manchester, e così il secondo posto è risultato un obiettivo valido da cui ripartire.
In FA Cup, invece, il 3-1 subito dalle Foxes ha fatto uscire nuovamente allo scoperto i numerosissimi limiti degli avversari dei giallorossi.

Lo United si schiera, tendenzialmente, con un pratico 4-2-3-1. Un modulo votato all’attacco se si pensa che la cerniera di centrocampo è composta dal duo Pogba McTominay. Tanta qualità, ma soprattutto, tanta sostanza per i due ragazzi innalzati a faro della squadra.
A seguire, c’è un potenziale offensivo da stropicciarsi gli occhi. I talentini Greenwood e James guidano la linea verde dei Diavoli. Rashford è il leader del futuro e la stella del presente. Cavani la certezza che mancava ad una squadra spesso inconcludente. Il 18 portoghese, invece, è il vero fenomeno degno erede di quel 7 che viene tramandato da generazioni.


Bruno Fernandes è un giocatore totale. Trequartista, punta, seconda punta, esterno, mezzala. Il ragazzo ex Sporting è arrivato in Premier e ha sin da subito giganteggiato sugli avversari. 51 presenze stagionali, 24 gol e 14 assist. Numeri da fuoriclasse assoluto.
Sarà lui la principale minaccia europea per la Lupa capitolina. E riuscirlo ad ingabbiarlo è una fatica degna del miglior Ercole. Se la Roma vorrà riuscire concretamente a passare il turno, dovrà trovare un modo per annullare il portoghese. Tutte le manovre vere e concrete dei ragazzi di Solskjaer passano dai suoi piedi e, quando è necessario, basta una sua conclusione per togliere le castagne dal fuoco.

Le due facce dello United [fonte @DAZN]

Di contro, però, se la fase offensiva brilla (soprattutto per le individualità, anziché il gioco), la retroguardia Devils fa acqua da tutte le parti. La linea Telles – Maguire – Lindelof – Bissaka, con De Gea tra i pali, è stata una vera piaga per i tifosi inglesi.


Le scorribande offensive della catena di sinistra TellesShaw, sono state sempre efficaci ed interessanti, ma mai effettivamente convincenti nelle ripiegature difensive. Bissaka domina in Premier per contrasti vinti e ha avuto una maturazione notevole che fa ben sperare per il futuro. Il problema più grande? Ovviamente il blocco centrale.

De Gea sta iniziando ad avere più amnesie che colpi di genio, mentre il duo davanti è tutto fuorché impenetrabile. Se lo svedese Lindelof può contare sulla cattiveria agonistica e il fisico, Maguire viene da una stagione da 4 in pagella cerchiato di rosso. Le sbavature e gli svarioni sono dietro l’angolo e una l’esperienza di Dzeko potrebbe tranquillamente farlo vacillare ancor di più.

In sostanza, il Manchester United è una squadra aggressiva e matura, con un ottimo mix di giovani promesse e giocatori d’esperienza con grande leadership. Se da un lato si può parlare di grande attacco e di giocate fenomenali dei singoli, l’altro lato della medaglia ci mostra una squadra con pochissime idee in fase di possesso palla e una fase difensiva altamente al di sotto di quella degli altri top team europei.
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