Turchia, lotta al vertice dominata da Istanbul: le tre big a 48

Galatasaray, Besiktas e Fenerbahce si stanno dando battaglia in uno dei campionati più folli degli ultimi anni

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In Turchia prosegue il predominio delle big 3 della capitale Istanbul, ma chi riuscirà a spuntarla?

Il campionato turco, per i molti che non ci si sono mai avvicinati, è da sempre considerato un locus amoenus divenuto il cimitero degli elefanti dell’Europa che conta. Un campionato ricco di vecchie glorie calcistiche, ritrovatesi nelle più disparate squadre alla ricerca di un lauto stipendio e di un, cosiddetto, pensionamento d’oro.
Attenzione però, perché la Turkish League è tutt’altra cosa rispetto all’Arabia Saudita o alla Cina.
Tutto quello che sta alla base di questa differenziazione è, fondamentalmente, la cultura calcistica. E in Turchia, ma soprattutto ad Istanbul, i tifosi vivono per il calcio.

Tralasciando il l’Istanbul Basakseir (sempre più in crisi, nonostante un progetto tecnico di primissimo livello ed elementi di assoluto valore), la capitale sorride con le tre regine in vetta alla Turkish.
Galatasaray, Besiktas e Fenerbahce. Le prime posizioni sono dominate dalle più solide formazioni turche della storia. Ognuna con la propria caratteristica peculiare, con i propri problemi e, soprattutto, i propri inaspettati pregi.

Fatih Terim ancora dominante

Il Gala prosegue il suo inarrestabile ruolino di marcia. La guida tecnica del Sultano Fatih Terim ha portato solo successi e gioie ai tifosi giallo rossi, e negli anni è sempre stato saldamente al comando del suo gruppo. Il primo posto in campionato, però, potrebbe soffrire non poco di una sanguinosa cessione nel mercato invernale.
La partenza di Diagne, destinazione Premier League, più precisamente al West Bromwich Albion, potrebbe essere un rischio calcolato, o un azzardo troppo grande. Il centravanti senegalese, dopo aver timbrato il cartellino 9 volte in stagione, lascerà un vuoto molto grande in avanti, nonostante il reparto offensivo del Galatasaray possa vantare elementi come Belhanda, Babel e Falcao.

Belhanda in azione, il vero leader tecnico del Galatasaray [fonte @GalatasaraySK]

Il gruppo, però, nonostante questa cessione, è forte e compatto. Propone un gioco maturo, veloce e molto aggressivo, dove tutti quanti sono volenterosamente sacrificati al servizio delle idee del proprio allenatore. E con la guida di un signore come Terim, il Galatasary potrà continuare a lottare per il massimo risultato sino alla fine, mettendo paura a tutte le contendenti.

Sempre a 48 punti troviamo le aquile nere del Besiktas. La squadra di Yalcin è senza dubbio quella con il potenziale offensivo più devastante del campionato, oltre ad un folto numero di talenti pronti ad esplodere definitivamente.
Dal giovane Yuvakuran a difesa dei pali, passando alla leadership difensiva di Montero (scuola Atl. Madrid), fino alle giocate folli e ricche di genio del bosniaco Hasic. Il talentino classe 2001 è il classico elemento di incredibile valore del calcio dell’Est che, in futuro, potrebbe o essere croce e delizia di un top team, o il classico giocatore da una giocata assurda ogni 4 giornate, nel Genoa di Preziosi.

Se c’è un reparto  che mette realmente paura, però, è quello avanzato. Avere contemporaneamente in rosa giocatori come Larin, Tore, Ghezzal, Aboubakar e, l’ultimo arrivato, Tosun, è un lusso anche per squadre di campionati superiori.

Il solito corazziere Aboubakar [fonte @Besiktas]

La squadra ha un’ossatura simile a quella degli nemici del Galatasaray. I punti sono gli stessi, nonostante il gioco delle aquile sia più predisposto all’estro del singolo, rispetto alla ferrea solidità impostata da Terim.

A chiudere il terzetto delle pari punti al vertice della Turkish League, è il Fenerbahce.
I giallo neri, che stanno vivendo una fase economica da film dell’orrore, sono incredibilmente in piena corsa per il titolo. La squadra, ricca di elementi di valore, vecchie glorie di epoche passate, giovani interessanti, e scommesse perse, è una chimera affascinante. Un feticcio perfetto per i millennials amanti di Pes.

Tante vecchie glorie e giocatori in cerca di riscatto

Il gruppo, dopo essere riuscito a sopperire ai dolorosissimi addii di leggende come Volkan Demirel e Topal, ha costruito un’ossatura anomala, ma perfettamente incline al calcio ottomano.
Il presidente, grazie anche ad un corposo aiuto dato dai generosissimi tifosi, è riuscito nell’insperabile missione di portare a casa giocatori del calibro di Mesut Ozil (separato in casa Gunners) e il centrocampista della nazionale turca Irfan Kahveci.

Acquisti di assoluta qualità che andranno a rinforzare un reparto già ricco di estro con elementi come l’ex Napoli Sosa o El Monito Perotti.

A dare ulteriore certezza alla rosa è lo zoccolo duro composto da Tufan, Gonul, Erkin e Aziz. Elementi di assoluto valore, nonché veterani del campionato.
Il Fenerbahce, sotto la guida del giovane Erol Bulut, ha espresso un calcio molto veloce, predisposto sempre al gioco in fascia e super consolidato sul pragmatico 4-4-2 (alcune volte divenuto 4-2-3-1).

Con l’inserimento di un Ozil ispirato, siamo sicuri che la compattezza e la velocità verranno prontamente affiancate dall’estro di uno dei più grandi assist man della storia della Premier League.

La Turkish League non è mai stata così aperta. Non ci resta che sperare nel ritorno dei calorosi tifosi turchi sugli spalti per vedere uno spettacolo ancora più acceso.

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