Un Juve-Inter da dimenticare: ‘spettacolo’ scarso sul campo e indegno fuori

L’alterco tra Antonio Conte e Andrea Agnelli peggiora una partita brutta anche sul campo.

Screen dei fattacci di Juve-Inter: il dito medio di Conte e la rabbia di Agnelli

Screen dei fattacci di Juve-Inter: il dito medio di Conte e la rabbia di Agnelli

Il 10 febbraio 1635, a Parigi, il cardinale Richelieu fondò l’Accademia francese con l’obiettivo di operare per dare regole certe alla lingua francese e renderla pura, eloquente e capace di trattare le arti e le scienze. La lingua transalpina dolce e melodica che oggi conosciamo, sostanzialmente, si è ratificata in quel periodo.

A 386 anni di distanza, nella cornice silenziosa dell’Allianz Stadium, teatro di Juventus-Inter, lo “scusate il francesismo” – usato ironicamente in italiano per attenuare e sdrammatizzare una parolaccia, proprio per la dolcezza del francese – è stato letteralmente dimenticato. Conte e Agnelli se le son dette di santa ragione e le due dirigenze non hanno lesinato attacchi reciproci: uno spettacolo indegno per una gara così importante che fa da contesto all’altrettanto non eccezionale calcio giocato visto a Torino.

Ricostruiamo la vicenda

Andiamo con ordine, dando per scontata la conoscenza degli antefatti degli ultimi anni. Antonio Conte protesta ardentemente per il rigore (inesistente) non concesso per fallo di Bernardeschi su Lautaro Martinez. Bonucci, suo ex calciatore sia in bianconero che in Nazionale, lo ammutolisce dalla panchina con un “Conte, devi rispettare l’arbitro!”.

È la classica goccia che fa traboccare il vaso. A fine primo tempo Conte si lamenta col quarto uomo Chiffi per i continui insulti ricevuti dalla panchina di casa, ai quali il tecnico salentino risponde con il dito medio alzato.

Sempre all’intervallo ci sarebbe stato anche un violento diverbio tra il bianconero Fabio Paratici e il nerazzurro Lele Oriali e pare che Agnelli e Conte abbiano continuato a battibeccare anche dopo, nei pressi degli spogliatoi. A fine partitale telecamere della Rai consegnano ai telespettatori l’immagine di Andrea Agnelli che, scendendo le scale visibilmente adirato, dice qualcosa a qualcuno: la frase incriminata sarebbe “stai zitto cog….e” o qualcosa di simile e il destinatario Antonio Conte.

Fonti juventine, poi, consegnano alla sfera pubblica il video del dito medio di Conte, al quale il tecnico nerazzurro risponde così: “Quelli della Juventus dovrebbero dire la verità e penso anche che il quarto uomo abbia visto cosa è accaduto per tutta la partita. Bisognerebbe essere più educati. Non c’è niente da dire, aggiungo solo che serve più rispetto per chi lavora”.

Il campo ci dia un altro Juve-Inter

Fortunatamente, poi, è tutto finito così: ognuno a casa sua.

Gli strascichi, certamente, continueranno, anche perché Juventus e Inter sono rivali storiche e si giocheranno lo Scudetto fino all’ultima giornata. La speranza, però, è che sia il campo a prevalere nei commenti post partita piuttosto che l’indecorosa sceneggiata raccontata in precedenza. D’altronde, non ci possono essere alibi per comportamenti del genere da parte di persone (in questo caso allenatore e dirigenti) che dovrebbero essere adulti e vaccinati a questo tipo di situazioni, più proprie, solitamente, dei legittimi sfottò tra tifosi.

Non basta neanche giustificarsi con quanto poco ci ha detto la partita. Se non gira Lukaku non gira l’Inter anche perché, da mesi, non esiste un piano B vero e proprio che dia alternative ad una squadra monotematica. Conte dovrà rifletterci su: secondo obiettivo stagionale fallito su due disputati con uno 0 a 0 moscio nella partita decisiva.

Pirlo, dopo la sconfitta di Milano in campionato, ha cambiato la sua Juve, rendendola meno spregiudicata e più simile a quella vincente degli ultimi 9 anni. Scelta che potrebbe pagare anche in campionato? Vedremo. Sperando – ripeto – che lo spettacolo, in partita e fuori, sia molto più degno di Juventus-Inter.

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