Venimus. Vidimus. Vicimus. E ora andiamo oltre!

La Nazionale batte 1-2 il Belgio e si qualifica alle semifinali di Euro2020.

Gli Azzurri festeggiano in quel di Monaco la vittoria contro il Belgio [foto @Vivo_Azzurro]

Gli Azzurri festeggiano in quel di Monaco la vittoria contro il Belgio [foto @Vivo_Azzurro]

Ci avevano provato, i belgi, con un’intuizione social che, se il tutto fosse andato a buon fine, sarebbe stata ancora più apprezzata dalla popolazione fiamminga. E invece no. Perché la storia insegna che i gladiatori siamo noi, che Roma era e resta caput mundi e che l’Italia, alla faccia del Ranking FIFA, è più forte – sul campo – del Belgio. “Venimus. Vidimus. Vicimus.” Oggi come ieri, nel presente come nel passato.

Il “Veni. Vidi. Vici.” è la celebre frase con la quale, secondo la tradizione, Giulio Cesare, a capo di Roma, annunciò la straordinaria vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C. contro l’esercito di Farnace II del Ponto a Zela, nel Ponto. E oggi la ripetiamo tutti insieme: la ripete capitan Chiellini, capace di inibire lo spauracchio Lukaku, la ripete Jorginho, dominatore del centrocampo nostrano e rivale nonostante la presenza di De Bruyne, la ripete Insigne mentre tira a giro e Barella mentre pressa tutti, la ripete Spinazzola da infortunato – a proposito, auguri a Leo. Torna presto e più forte di prima – e mister Mancini da generale di una squadra che volava e che vola, anche contro le big.

Venimus. Vidimus. Vicimus. La prima persona plurale non è casuale: perché questa Nazionale Italiana è un gruppo vero e proprio, che si fregia del talento di 26 calciatori e degli insegnamenti dello staff tecnico, ma che conta 60 milioni di persone al suo seguito. Pazzi, entusiasti, festanti. Anche ieri, a cominciare da Piazza del Popolo a Roma e continuando per tutto il Paese, l’Italia era invasa di azzurro e di Tricolore; ci si sente un noi in un entusiasmo contagioso che, per l’appunto, ci fa venire, vedere e vincere sempre. La semifinale era un obiettivo alla portata, ora c’è da passare il Rubicone. Ce ne mancano due per alzare la Coppa al cielo: siamo venuti, abbiamo visto, abbiamo vinto, siamo tornati grandi. Ora andiamo oltre.

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